Monday, 20 Aug 2018

9/11: il complottismo elevato a cultura

di Oliver Melis per Aenigma

L’11 settembre 2001 New York viene attaccata dai terroristi: il bilancio fu drammatico 2997 persone morirono e oltre 6000 furono ferite. Dopo 16 anni dai tragici eventi ricordo esattamente dov’ero e cosa facevo e come me altri hanno un vivido ricordo della giornata.

A New York erano le 8:45 quando sulla città sfreccia il primo aereo partito da Boston e diretto a Los Angeles che impatta su una delle Torri gemelle, il secondo aereo colpisce la seconda torre di li a poco, alle 9:03 il secondo tremendo boato.

Al Queda aveva colpito, i dirottatori si erano suicidati in nome della pazzia e dell’odio verso “gli infedeli”.

Dopo pochi minuti dall’impatto le torri del World center diventano delle colonne di fiamme e crollano causando morte e danni incommensurabili. Ma il l’orrore non è ancora finito, in quegli stessi istanti il Pentagono subisce un attacco simile da parte di un altro gruppo di dirottatori. Si schianta al suolo anche un quarto aereo su un campo della Pennsylvania.

Quella mattina nei due edifici erano presenti circa 20.000 persone, lavoratori e turisti. L’evento non ha solo colpito una nazione, ma un simbolo lasciando una vasta parte del mondo sotto shock.

A distanza di anni dagli attentati esistono ancora diverse scuole di pensiero riguardo al crollo delle Torri Gemelle.

La scuola complottista che ritiene che il complesso del World Trade Center sia stato demolito mediante esplosivi o sostanze come termite, nanotermite o supertermite in una sorta di auto attentato da parte degli stessi americani.

La scuola della “versione ufficiale” che invece ritiene sostanzialmente corretta la spiegazione del crollo delle torri colpite da aerei dirottati da AlQaeda, nemici di quella parte del mondo ritenuta “infedele”.

In quel giorno sicuramente sono stati commessi errori e leggerezze tali da permettere l’impatto degli aerei sulle torri e sul Pentagono ma moltissimi esperti nel settore delle costruzioni, ingegneri o architetti hanno spiegato la coerenza della dinamica del crollo, imputabile al fatto che le torri non erano progettate per resistere a impatti con aerei di quelle dimensioni, il crollo quindi sarebbe avvenuto a causa del cedimento della struttura portante che sarebbe collassata su se stessa a causa di un mix dell’energia dovuta all’impatto e dalle temperature elevate generate dall’incendio del carburante e di tutti i materiali infiammabili presenti negli edifici. I deliri dei complottisti sono stati diversi e continuano ancora oggi a imperversare sul web. La colpa secondo loro è da imputare agli USA stessi, registi del terribile evento che avrebbero permesso l’impatto senza fare nulla e avrebbero precedentemente minato le torri, ai complottisti di ogni grado e livello piace pensare in grande, architettare situazioni che potrebbero andare bene, forse, in una pellicola fantascientifica di serie B o peggio.

Per quanto mi riguarda posso attingere a un parere apparso ne “Il Secolo XIX “che anni fa intervistò il maggiore esperto esplosivista italiano, che vanta nel suo curriculum centinaia di demolizioni controllate: Danilo Coppe. L’esperto si è trovato spesso al centro di dibattiti con i complottisti, che hanno cercato di dimostrare con studi, video e conferenze l’esistenza di cariche cave negli edifici collassati l’11 settembre 2001, Coppe ha escluso categoricamente la possibilità di una demolizione controllata. «Ci vorrebbero delle cariche cave di pentrite plastica Oc4 molto veloci che tagliano l’acciaio per abbattere degli edifici del genere», spiega l’esperto. Tesi che trovano riscontri in Paolo Attivissimo, il quale ha più volte confutato le teorie complottiste nel suo sito anti-bufale.

«Questa operazione – prosegue Coppe parlando della teoria delle cariche cave – andrebbe fatta in maniera sistematica su una multitudine di piani e di livelli, scoprendo le orditure in acciaio e facendo delle opere propedeudiche. Le cariche andrebbero quindi collegate ai detonatori con cablature particolari che dovrebbero attraversare in lungo e in largo gli edifici. Per fare questo bisognerebbe smontare tutti i pannelli, moquette e profilati in alluminio, inserire le cariche e riposizionare tutto. Nelle macerie inoltre si sarebbero trovate centinaia di orditure con tagli specifici delle cariche cave. Ma così non è stato».

Secondo l’esperto a causare il crollo sarebbe stata l’elevata temperatura provocata dall’incendio. «Mentre guardavo alla televisione il crollo delle torri, non mi sono meravigliato più di tanto perchè so benissimo che un incendio molto intenso può creare temperature superiori ai 600°. In quelle condizioni le profilature d’acciaio si snervano».

Fu l’alta temperatura la causa del crollo, la resistenza delle travi surriscaldate venne meno e la struttura collassò.

Alcuni hanno detto che da allora la storia è cambiata, come se il mondo avesse cambiato binario, le divisioni, le differenze, le contrapposizioni nel mondo sono tante e le guerre innumerevoli, è cambiato solo il modo di combatterle, i terroristi, gli attentatori hanno ampliato il campo di battaglia e tutti siamo possibili bersagli, nessuno è al sicuro, la politica internazionale è sempre instabile e altri fronti si stanno aprendo, la paura di un nuovo attacco in grande stile è sempre dietro l’angolo nonostante le misure di sicurezza, spesso carenti come i fatti di Parigi e Barcellona hanno dimostrato.

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