Wednesday, 21 Nov 2018

Morbillo, meningite ed altre epidemie. Le vaccinazioni sono importanti

Di Massimo Zito

Quando ero bambino si praticavano obbligatoriamente vaccinazioni come l’antivaiolosa e l’antipolio e tutti i miei coetanei presentano in qualche punto del corpo, solitamente la spalla, la cicatrice relativa alla vaccinazione contro il vaiolo. Si trattava di un piccolo sacrificio imposto ai bambini nel nome della lotta contro una malattia mortale così come nel caso della vaccinazione antipolio si poteva soffrire per un paio di giorni per un po’ di febbretta ma si scongiurava la possibilità di contrarre una tremenda malattia. Oggi queste due malattie cono praticamente scomparse, il vaiolo da tutto il mondo,  ne restano solo alcuni ceppi conservati in sicurissimi laboratori di ricerca e si discute se sia il caso di estirpare definitivamente questa malattia distruggendo anche quelli, mentre la poliomelite è praticamente scomparsa dall’Europa e dall’occidente evoluto persistendo solo in alcun aree particolarmente povere e arretrate dell’Africa, dell’Asia e del Sud America. Entrambe queste vaccinazioni oggi non si praticano più.

Nel frattempo la medicina ha sviluppato nuovi vaccini per gran parte delle malattie dell’infanzia. Quando ero piccolo, appena si manifestava un caso di morbillo, varicella, orecchioni e quant’altro in una classe della scuola materna o elementare le mamme si affrettavano a mettere insieme i bambini affinché si facessero la malattia tutti in una volta. Questo era possibile perché a tali malattie si potevano opporre, già allora, efficaci terapie di sostegno, igiene adeguata e un corretto regime alimentare, tutte cose che mancavano fino a pochi decenni prima, quando, facilmente, queste malattie potevano evolvere negativamente fino a provocare la morte del bambino. Oggi questa eventualità non dovrebbe porsi, abbiamo vaccini in grado di scongiurare molte delle malattie dell’infanzia senza dover necessariamente prendere la malattia per svilupparne l’immunità.

Eppure, nell’ultimo decennio, si è sviluppata l’idea che molti vaccini sono strumenti utilizzati dai governi e  dalle multinazionali contro le popolazioni.

Non mi interessa, in questo articolo,  approfondire le ragioni del radicamento, in certe fasce della popolazione, di questa idea, mi interessa invece capirne gli effetti.

Negli ultimi anni abbiamo attraversato periodi durante i quali è stato chiaro che, malattie ormai sotto controllo come il morbillo e la meningite, hanno avuto momenti di recrudescenza con la diffusione di molti casi. La responsabilità della persistenza di queste malattie sta proprio nell’idea che si è fatta strada nella mente di molti genitori secondo la quale i vaccini sono causa di autismo e di altre patologie.

Negare che in qualche sporadico caso un vaccino, complice cattiva conservazione o una qualche rarissima forma di reazione allergica, possa avere innestato dei danni sarebbe da sciocchi ma bisogna dire che ci sono persone allergiche all’aspirina e non per questo qualcuno si sogna di incitare la popolazione a non utilizzare l’acido acetilsalicilico. Non c’è dubbio che autorità e case farmaceutiche abbiano avuto le loro brave responsabilità nell’abusare di campagne di vaccinazioni all’apparenza perfettamente inutili negli ultimi anni ma c’è anche da dire che non si batte abbastanza sul fatto che i vaccini rappresentano la sicurezza di poter eliminare definitivamente determinate malattie. Certo, saltuariamente, qualcuno subisce effetti collaterali gravi dall’uso di un vaccino ma succede con qualsiasi farmaco perché, purtroppo, non siamo tutti uguali e succede perfino con altre cose di uso quotidiano. Quanta gente resta ferita o muore giornalmente per incidenti stradali? Qualcuno rinuncia forse all’auto perché c’è la probabilità di restare feriti o di morire in un incidente? E andare in automobile è molto più pericolo che fare un vaccino.

Dicono che il ritorno di certe malattie è causato dall’enorme afflusso di migranti che dall’Africa e dal medio oriente, zone dove queste malattie sono ancora endemiche, si stanno riversando, negli ultimi anni, verso l’Europa ma è pur vero che se la popolazione fosse interamente vaccinata queste malattie non troverebbero terreno fertile in cui prosperare. Quindi, si, i migranti qualche volta portano  malattie ma una persona vaccinato non ha nulla di che temere.

In sostanza, le vaccinazioni non solo sono utili ma sono addirittura necessarie perché solo una pratica di massa senza eccezioni, se non conclamati casi di intolleranza, potrà portare in un tempo anche relativamente breve, all’eradicazione totale di quelle malattie non solo dalla nostra nazione ma, a tempo debito, anche dal mondo, come nel caso del vaiolo.

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