Friday, 21 Sep 2018

Un importante passo avanti verso la realizzazione di sangue artificiale per le trasfusioni

In tutto il mondo, ogni minuto, decine di persone, per varie patologie o incidenti,  necessitano di una trasfusione di sangue. Per farla occorre almeno una sacca di sangue a persona. Significa che, ogni giorno, servono quantità enormi di sangue da trasfondere e questo crea difficoltà perché non sono abbastanza le persone disponibili a donare una piccola parte del proprio sangue a questo scopo.

Per questa ragione, da anni, la medicina si sta impegnando nel tentativo di scoprire un modo per realizzare un sangue artificiale adatto alle trasfusioni e compatibile con la vita umana.

Un team di ricercatori dell’Università di Bristol ha fatto un importante passo avanti in questa direzione arrivando ad ipotizzare che, presto, si potrebbe passare alla produzione di massa dei globuli rossi, elemento essenziale del sangue. Sostanzialmente, è stato scoperto un modo per produrre i globuli rossi con tecniche biologiche che, però, hanno il difetto di essere troppo lente e dispendiose ed è ora necessario arrivare ad una tecnologia adeguata alla produzione di mass su larga scala.

Fino ad ora si produceva sangue artificiale utilizzando le cellule staminali, un tipo di cellule del nostro corpo che hanno la possibilità di produrre ogni tipo di altra cellula ma il sistema è lento ed inefficiente, che consente la produzione di alcune decine di migliaia di cellule per volta contro i miliardi necessari.

All’università di Bristol sono finalmente riusciti a fissare le cellule della linea eritroide, cioè i precursori diretti dei globuli rossi.

Sostanzialmente, grazie ad una tecnica di nuova concezione, i ricercatori dell’università di Bristol sono riusciti a “intrappolare” le cellule staminali nella fase iniziale della differenziazione, nel momento in cui le cellule sono ancora immortali, inducendole ad una produzione di globuli rossi più abbondante che in precedenza, tanto che il gruppo di cienziati afferma di avere già prodotto parecchi litri di sangue.

“Gli scienziati hanno lavorato per anni su come produrre i globuli rossi e offrire così un’alternativa al sangue donato per il trattamento di pazienti”, ha detto il professor Dave Anstee, co-autore dello studio pubblicato su Nature Communications. “Il primo uso terapeutico di globuli rossi prodotti in coltura probabilmente sarà destinato a quei pazienti con gruppi sanguigni rari perché, per loro, è sempre molto difficile reperire sangue compatibile attraverso le donazioni convenzionali”.

Come sempre accade la tecnologia, purtroppo,  questo nuovo metodo non è economico. Creare sangue con questo sistema è decisamente più costoso che ricorrere alle donazioni convenzionali, di conseguenza, finché non si saranno affinate le tecnologie per una produzione su larga scala molto più economica, questo metodo permetterà  ai portatori di gruppi sanguigni particolarmente rari di ottenere i sangue necessario in caso di necessità. Purtroppo, tra la reticenza di molta gente a donare e la rarità di certi gruppi sanguigni, nelle banche del sangue si finisce per avere una scarsa disponibilità di quei gruppi.

Come spiegato in precedenza, però, questo metodo di produzione è particolarmente costoso e questo potrebbe creare disparità di trattamento in funzione delle disponibilità economiche del paziente.

Per ora, non è pensabile che il sistema convenzionale delle donazioni sia sostituito da questo nuovo metodo che, però, potenzialmente costituisce un passo avanti importantissimo. Con l’affinamento delle tecnologie si potrà un giorno arrivare alla produzione su scala industriale di sangue artificiale, abbattendone decisamente i costi.

Fonte: IFLScience

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