Sunday, 18 Nov 2018

Viaggio in Inghilterra nei luoghi di Dark Age of Camelot (parte 1)

(Le immagini relative al gioco Dark Age of Camelot sono state reperite in rete)

Il mito arturiano ha sempre stuzzicato la fantasia di studiosi e scrittori. Negli ultimi anni persino case produttrici di giochi MMORPG, quali Mythic o Electronic Arts, ne hanno tratto ispirazione per i propri prodotti. Non ultimo di questa categoria il gioco on-line Dark Age of Camelot, o Daoc, per gli amanti del genere. Un gioco che si fonda sulla contrapposizione tra 3 Regni non troppo immaginari: la Gran Bretagna arturiana (Albion), l’Irlanda dei Celti (Hibernia) e le terre scandinave dei Vichinghi (Midgard).

Io stessa ne sono stata un’accanita giocatrice, felice di immergermi in ambientazioni che strizzavano un occhio al mito di Morgana, Avalon e della spada nella roccia. Così, dopo anni di militanza ludica io ed il mio compagno decidemmo un bel giorno (era la calda estate del 2011) di andare a “conoscere” l’Albion delle nostre scorribande on-line. E con pazienza e tanti chilometri approdammo, attraverso un pragmatico passaggio sul treno dell’Eurotunnel, nella mitica Albione. Quel che segue è un piccolo diario di viaggio, attraverso i posti più evocativi della saga arturiana, più interessanti dell’Inghilterra del sud e del Galles, ma anche di questo videogioco che è un gioiello nel suo genere.

Piana di Salisbury/Stonehenge

Salisbury Plains – Stonehenge Barrows

In Daoc, questa ambientazione è familiare a tutti i giocatori del reame. E’ nelle Salisbury Plains che i nostri personaggi, appena “nati” nella vicina Camelot City, si ritrovano per giocare in gruppo o in solitaria, al fine di aumentare il proprio livello di exp (esperienza). Che si sia Maestri d’armi o Stregoni, Paladini o Necromanti, questo posto ci ha accolti tutti. L’atmosfera e’ quella tipica della campagna anglosassone, il territorio ondulato e coperto da verdissimi prati all’inglese. A perdita d’occhio si individuano tumuli preistorici, sui quali trovare i mob (mostri, nel linguaggio del gioco) da affrontare, adatti al proprio livello: brownie, druidi, banditi, basilischi, profanatori di tombe e tanti altri. Al centro delle Plain è situato il dungeon Stonehenge Barrows, al quale si accede per affrontare altri mostri, in un’ambientazione fatta di nuda roccia, umidità, scheletri pericolosissimi e mille altre insidie.

In real (nella vita reale), siamo nel Wiltshire, Inghilterra sud-occidentale. Da Falkestone, punto di arrivo dell’Eurotunnel, ci si arriva agevolmente grazie alle autostrade (motorways) M20 ed M25, passando a sud di Londra. Accediamo alla zona passando per Amesbury, a 8 km a nord della più nota Salisbury e famosa per il ritrovamento nel 2002 della tomba, dell’Età del bronzo, più ricca mai trovata in Britannia. Sotto la tipica pioggerellina inglese, ci fermiamo a visitare l’abbazia benedettina di St Mary and St Melor

Amesbury – St Mary and St Melor
Amesbury – St Mary and St Melor

 

 

 

 

 

Ci si cala prepotentemente in un’atmosfera silenziosa e antica, il parco ci ha dato il benvenuto tra lapidi piene di storia e un curioso scoiattolo.

Lasciata Amesbury si entra nella Plains, e l’effetto e’ quello del gioco. Una distesa ondulata di verde, e fin dove lo sguardo arriva, si possono notare, campi, qualche piccola macchia di boschetti, e i famosi tumuli preistorici. La piana ne è disseminata, si tratta di costruzioni megalitiche di origine funeraria, risalenti all’età del bronzo e della pietra.

Stonehenge

Stonehenge (“pietre sospese”) ne è il più famoso esempio, e ci dirigiamo in macchina verso il parcheggio posizionato a poche centinaia di metri dal sito. Armati di audioguida in lingua per pochi pounds, la visita e’ suggestiva e il sito non delude. Ciò che colpisce, oltre la maestosità dei Menhir e dei Dolmen, è l’atmosfera.
La percezione di una sorta di tensione. I monoliti, si sa, sono allineati ai punti di solstizio ed equinozio, e per gli amanti del Celtismo o di filosifie neopagane si tratta di un punto focale di incontro delle energie della natura. Gli studiosi ipotizzano sia stato un antico osservatorio astronomico, senza dubbio lo datano attorno al 2500 a.C.. Il miglior consiglio da dare e’ di prendersi il proprio tempo, passeggiare per il percorso ben tracciato, e immergersi nelle proprie sensazioni (sperando di non imbatterci in qualche mob, naturalmente!). [Continua…]

Stonehenge

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Programmatrice di professione, utente internet della prima ora. Le mie grandi passioni sono la storia contemporanea e la musica

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