Friday, 21 Sep 2018

Guerra in Siria, i rischi ed i vantaggi dell’attivismo di Trump dopo l’immobilismo di Obama

Foto ANSA

Sono bastati pochi giorni al presidente Donald Trump per passare dalle parole ai fatti, ordinando una risposta militare per l’uso apparente di armi chimiche da parte del regime del presidente siriano Bashar al-Assad all’inizio di questa settimana.

Dopo l’immobilismo e l’indecisione palesata dall’amministrazione Obama negli ultimi 8 anni, l’attivismo immediato di Trump ha preso un po’ alla sprovvista alleati e rivali. A differenza del Presidente Obama, che ha esitato nel 2013 di fronte a una chiara violazione della sua linea rossa, Trump ha agito, senza cercare alleati e senza perdere tempo a chiedere al Congresso l’autorizzazione, apparentemente senza preoccuparsi delle inevitabili implicazioni a lungo termine, non solo sullo scacchiere medio orientale.

L’azione ordinata da Trump effettuata proprio mentre il presidente cenava con il leader cinese Xi Jin Ping e, a giudicare dalle dichiarazioni dei due leaders, è stata condivisa o non avversata dalla Cina ed è subito stata subito pubblicamente appoggiata dai principali alleati europei degli USA, dalla Gran bretagna alla Germania, passando per l’Italia e la Francia. Come da copione, la Russia di Putin, comunque preventivamente avvisata dell’attacco, e l’Iran hanno condannato l’attacco.

L’attacco americano, che si è concretizzato con l’invio di 59 missili cruise contro la base area di Al Shayrat, dalla quale, presumibilmente, erano partiti gli aerei che effettuarono il bombardamento con armi chimiche su Khan Sheikhun, non ha fatto grandissimi danni perché Assad, avvisato dai russi, ha avuto il tempo di sgombrare il personale della base, ma saranno interessanti le ripercussioni politiche e diplomatiche scatenate.

La desistenza cinese, la stessa reazione solo verbale dei russi, che pure sapevano in anticipo dell’attacco, il messaggio indiretto inviato al Kim, avvisato pochi giorni fa dal presidente Trump che gli USA sono pronti ad intervenire direttamente per annullare la minaccia nucleare nord coreana sul 38° parallelo, saranno oggetto di accese analisi e discussioni. L’interventismo di Trump potrebbe avere effetti potenzialmente opposti. Da un lato, è chiara l’intenzione della superpotenza americana di riprendersi quel ruolo di gendarme del mondo di fatto abbandonato durante l’era Obama ottenendo l’immediato appoggio dei tradizionali alleati, Turchia compresa. Dall’altro, è interessante notare che la Cina, e soprattutto la Russia (forse perché anni addietro si era fatta garante dello smantellamento dell’arsenale chimico di Assad?), non si sono opposte, la sola Russia ha tuonato minacce ma solo dopo l’esecuzione del raid.

Insomma, l’uso di armi chimiche in Siria ha portato gravi conseguenze contro chi le ha messe in campo. Il messaggio evidente è che l’amministrazione Trump non intende tollerare l’uso di armi non convenzionali anche dove il suo coinvolgimento è stato fin’ora molto prudente.

Sul fronte interno trump ha incassato subito l’approvazione dei senatori John McCain e Lindsey Graham che lo hanno, anzi, esortato a distruggere definitivamente la capacità offensiva delle forze aeree siriane. Obama ha sempre ritenuto pericoloso avventurarsi direttamente sullo scivoloso sentiero del teatro libico, preferendo un coinvolgimento soft e molto indiretto degli USA nella lotta allo stato islamico, lotta che, al momento, non può prescindere dal mantenimento di Assad in sella. Non è dato sapere se e cosa sia stato pianificato da Trump per il futuro in Siria, l’unica certezza è che questa azione obbligherà Putin a prendere una posizione più decisa per mantenere il suo ascendente sull’area.

Potrebbe uscirne qualcosa di molto buono come un ritorno alle tensioni dell’epoca della guerra fredda. Di sicuro, si prospetta un periodo di superlavoro per le diplomazie di tutto il mondo. Dall’est all’ovest il nuovo interventismo americano avrà influenze sugli equilibri delle influenze delle gandi potenze, USA, Russia e Cina, nelle aree calde con possibili ridefinizioni, anche inattese, delle alleanze e delle interazioni.

Staremo a vedere, anche con un po’ di trepidazione.

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