Friday, 21 Sep 2018

Ooparts: Il razzo di Istanbul

di Oliver Melis per Reccom Magazine

Il nostro passato è costellato di misteri che spesso non trovano una spiegazione razionale e coerente oppure, anche se la trovano, non viene accettata da tutti. Spesso, negli scavi archeologici vengono rivenuti oggetti che sembrano appartenere al nostro presente più che al passato.

Ad esempio, Come narrano alcune fonti, durante degli scavi effettuati nel 1973 a Tushpa, in Turchia, oggi chiamata Toprakkale, gli archeologi avrebbero scoperto un prezioso manufatto in pietra, la cui età stimata è di circa 3000 anni. Questo manufatto sarebbe stato studiato dal famoso ricercatore e autore Zecharia Sitchin, che descrive il manufatto come segue:

“L’oggetto in sé è una scultura scolpita in scala di quello che che, agli occhi moderni, si presenta come un veicolo spaziale a forma di cono, della lunghezza di 23 cm, alto 9,5 centimetri e larga 8 cm. Questo ” veicolo” sembrerebbe alimentato da un gruppo di quattro motori a gas di scarico nella parte posteriore che circonderebbero un motore di scarico più grande. E nel suo centro, il razzo ha spazio per un solo pilota, un pilota che purtroppo è senza testa, che è realmente visibile e incluso nella scultura … ”

Il manufatto è la prova di antiche visite extraterrestri che sarebbero avvenute a Tushpa? Sitchin analizza quello che sembra essere il pilota del razzo in questo modo:

“E’ seduto con le gambe piegate in alto verso il petto e indossa una tuta pressurizzata a coste…[…] …È un vestito fatto tutto di un pezzo che abbraccia completamente il corpo verso il basso, fino alle gambe e ai piedi. Si estende e copre completamente le braccia conserte, diventando come dei guanti dove sono le mani. L’abito a coste e presumibilmente flessibile, racchiude l’intero busto fino al collo del pilota .. “

La descrizione purtroppo non può andare oltre, il pilota non ha la testa e non ne conosceremo mai le fattezze del viso…

Connessioni?

Tushpa, la località dove sarebbe stato rinvenuto l’oggetto, è particolarmente interessante. Nel 9 ° secolo AC, Tushpa era la capitale del regno di Urartu, noto come Ararat nella Bibbia.
Nel primo millennio aC, Urartu era un regno importante e potente, le mura dell’antica fortezza Urartian, Toprakkale, sono state costruite con muratura ciclopica, il che significa senza malta, con enormi blocchi di pietra. La cittadella, un’alta formazione rocciosa di calcare cristallino che si erge bruscamente dalla pianura, si estende per un miglio da est a ovest, anche se di soli duecento metri al massimo. Considerando la varietà geologica del territorio intorno al lago e l’assenza di tale calcare vicino alla riva, sembra chiaro che i blocchi, pesanti fino a quaranta tonnellate ciascuna e con un volume di oltre cinque metri cubi, vengano da altrove. Qualcuno si domanda come abbiano“viaggiato” da una cava al luogo di costruzione a Tushpa.

Domande

Che cosa era questo “modo speciale” di trasporto e qual è la connessione tra Tushpa con “l’astronauta senza testa nel razzo”? Questo manufatto straordinario e unico è stato catalogato nel Museo Archeologico di Istanbul, ma non è in mostra. Perché? Nessuno lo sa e non vi è alcuna dichiarazione ufficiale a riguardo.

Risposte

Il manufatto sembra proprio un modello di navetta spaziale, tolta la sproporzione del pilota sembra assomigliare in modo incredibile a uno Shuttle, fatto strano per un reperto di quasi tremila anni e ancora più strano che nel passato esistesse una tecnologia del genere, cioè i motori a razzo. Mi viene, però, difficile immaginare gli extraterrestri che giungono sulla Terra migliaia di anni fa con una tecnologia simile a quella da noi sviluppata a partire degli anni 40. I razzi erano noti già dall’anno 1000 ai cinesi, si trattava delle frecce di fuoco che furono usate per la prima volta dai Wu del sud nel 904 durante l’assedio di Yuzhang, il primo modello consisteva in una sacca di polvere nera con un bastone attaccato; le frecce erano lanciate da un’impalcatura di canne di bambù. Come le pinne su un razzo moderno, l’asta lunga su una freccia aumenta la stabilità e perciò l’accuratezza. La freccia funziona facendo sì che il centro della resistenza aerodinamica sia assai dietro il centro di massa, in modo che la resistenza aerodinamica atmosferica tenga la freccia orientata in direzione del bersaglio.

Ma è un artefatto vero?

Purtroppo o per fortuna no! Nel 2003 fu sottoposto, per conto del Ministero per i Beni e della Cultura turco, ad analisi dal Dipartimento di chimica. Dalle analisi, chimiche e petrografiche, l’oggetto risultò essere fatto di gesso e polvere di marmo risalente a soli 25 anni prima.
Il “razzo spaziale” che per anni era stato considerato un mistero si rivelò essere una bufala in gesso. Il Direttore Generale del Museo Ph. D. Alpay Pasinli capì subito che il manufatto non poteva avere tremila anni e che era un falso ma la stampa occidentale convinse loro e il pubblico del museo che la navicella aveva tremila anni e poteva essere una prova concreta delle teorie di Sitchin. Peccato che forse il direttore non ricordi che quando i giornalisti e gli pseudoscienziati chiesero di vedere l’artefatto, il museo non solo lo mostrò ma dopo l’uscita degli articoli e del libro lo espose al pubblico come uno dei suoi migliori “pezzi” ben felice della pubblicità ricevuta.

Oliver Melis è owner su facebook delle pagine NWO Italia, Perle complottare e le scie chimiche sono una cazzata.

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