Saturday, 17 Nov 2018

Le Pen e Macron: chi sono e perchè il ballottaggio sarà decisivo per euro ed Europa

Emmanuel Macron

La sua candidatura, senza un partito istituzionale alle spalle, era stata accolta con scetticismo se non con derisione. Ora potrebbe essere lui a ridere per ultimo.

Una parte del fascino di Macron sta nella sua natura atipica, infatti è un ex funzionario pubblico diventato banchiere e milionario e, infine, ministro.
Anche la sua vita privata è oggetto di grande attenzione. Da liceale, a 17 anni, dichiarò di voler sposare la sua insegnante a qualsiasi costo. Pochi anni dopo lo fece.
Nato ad Amiens, Macron ha studiato alla prestigiosa Lycée Henry IV di Parigi prima di entrare nell’Ecole National d’Administration.
Cooptato nel governo da Hollande, nel 2012, dopo una carriera di successi nel settore bancario, diventa ministro dell’economia due anni dopo, sostituendo Arnaud Montebourg.
Sostiene che non è solo l’economia a dover cambiare, ma il sistema stesso. Lo scorso agosto, si dimise dal governo affermando proprio di avere “toccato con il proprio dito, i limiti del sistema”, prima di lanciarsi nella gara presidenziale creando il proprio partito, ” En Marche!
Il manifesto elettorale di Macron promette di riformare il sistema di welfare e quello pensionistico della Francia .
Ha presentato una serie di misure commerciali favorevoli a promuovere l’economia e ha parlato della lotta contro il terrorismo e dell’ordine pubblico annunciando proposte per aumentare la spesa per la difesa e rafforzare la polizia.
La campagna elettorale di Macron finora è stato mirata a elettori a Fillon ma ha anche presentato proposte che potrebbero piacere a sinistra, come la sua di una migliore retribuzione per gli insegnanti che lavorano nelle aree socialmente svantaggiate.
Finora sembra aver convinto sia elettori di destra che di sinistra ad aderire al suo progetto. Sembra, inoltre, avere appeal sui giovani.
Il suo partito, ” En Marche “, creato solo nel mese di settembre, conta già più di 200.000 iscritti e i suoi comizi hanno attirato grandi folle.
Con le difficoltà incontrate dal partito repubblicano e dai socialisti, il percorso centrista potrebbe portarlo all’Eliseo.
Marine Le Pen

Per la maggior parte della sua vita, Marine Le Pen ha vissuto e lavorato all’ombra del padre. Jean-Marie Le Pen ha fondato nel 1972 il Fronte Nazionale di destra, il partito che lei, oggi, guida. Ha impiegato molto tempo ed energie per cancellare l’immagine razzista e antisemita del partito. Marine Le Pen è convinta che è finalmente arrivato il momento del Fronte Nazionale. A 48 anni, Marine Le Pen è madre di tre figli ed è divorziata due volte.

Laureata in legge, ha una grande capacità oratoria. È stata consulente legale del suo partito, poi vice presidente, membro del Parlamento europeo e parlamentare francese. I suoi sforzi di ammorbidire l’immagine del partito l’hanno portata a rompere con il padre che rifiutava di passare su posizioni più moderate e a espellerlo dal movimento.
Marine Le Pen condivide le convinzioni fondamentali di suo padre sull’immigrazione, che rimangono al centro della sua piattaforma programmatica. Vuole ridurre l’immigrazione legale da 200.000 a 10.000 ingressi all’anno e vuole anche limitare l’accesso dei migranti ai servizi pubblici.
Le Pen è a favore di un ritorno alla moneta francese e ha promesso un referendum sul rimanere in Europa se eletta. È anche favorevole al ritiro della Francia dalla NATO.
A livello di politica internazionale, la Le Pen vuole legami più stretti con la Russia ed è stata criticata per aver ottenuto un prestito da una banca russa.
Passata al primo turno, sarà ora chiamata a scontrarsi con il “fronte repubblicano” che si riunirà dietro a Macron in uno sforzo deciso a mantenere  il Front National lontano dal potere. Finora, questa strategia si è dimostrata efficace, sia a livello nazionale che regionale.
Il partito ha, negli ultimi anni, raggiunto un alto rating dei sondaggi e nel gradimento popolare. Oggi il FN controlla solo una dozzina di città in Francia ma la Le Pen crede che dopo la Brexit e la vittoria di Trump negli Stati Uniti, l’onda del populismo potrebbe essere abbastanza forte da rompere le barriere del passato e portarla fino all’Eliseo.
Conseguenze per l’Europa
Macron vs Le Pen

Marine Le Pen è una nazionalista dichiarata che adotterà un approccio duro all’immigrazione e al terrorismo islamico.

Dopo l’attentato agli Champs Elysees che ho provocato la morte di un poliziotto, Le Pen ha chiesto la chiusura di tutte le moschee “islamiste” del paese e l’immediata espulsione di coloro chesono schedati come pericolosi. Le Pen ritiene che l’immigrazione ha eroso l’unità e la forza della Francia e deve essere seriamente ridotto. Le Pen è contro la globalizzazione e contro l’Euro e ulteriori cessioni di sovranità all’UE. Macron, al contrario, è per una maggiore integrazione della Francia con le istituzioni europee.
La vittoria della Le Pen avrebbe conseguenze molto serie per Euro ed UE, difficilmente l’Europa a 28 potrebbe sopravvivere ad una “Frexit”, soprattutto perché darebbe ulteriore vigore ai movimenti cosiddetti populisti, contrari alla globalizzazione, ai mercati liberi, all’immigrazione incontrollata e all’Euro, responsabile, secondo molti, dei grandi disagi economici che stanno investendo le popolazioni europee.
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