Monday, 12 Nov 2018

Un cadavere mummificato? Un Ent? Una maschera rituale? Cos’è questo oggetto?

A qualcuno potrebbe sembrare qualcosa di agghiacciante e chiamare il Ris di Parma, qualcun’altro potrebbe credere ai resti fossilizzati di un Ent, quegli alberi senzienti del “Signore degli anelli” nati dalla fantasia di Tolkien, o, per altri, un mascherone rituale utilizzato da qualche antico sciamano.

Niente di tutto questo, quello che vedete nella foto è quanto resta di un nido di vespe.

Potreste faticare a credere che un nido di vespe possa assumere quella forma ma vi apparirà tutto più chiaro quando saprete che il nido è stato ritrovato in un capannone abbandonato dove le vespe lo hanno costruito sopra una vecchia maschera di legno.

Le vespe, infatti, tendono a costruire i loro nidi sfruttando strutture preesistenti e il legno per loro è manna poiché realizzano le trabecole delle celle masticando frammenti di legno che, mischiati alla loro saliva, si trasformano in un vero e proprio cemento. Con questo materiale, le vespe costruiscono nidi più grandi di un pallone da basket.

Quando è stato ritrovato, il nido era, per fortuna, abbandonato. Le vespe, d’abitudine, abitano i loro nidi solo nella stagione calda. Durante l’inverno le operaie muoiono per tenere al caldo le regine fecondate che, con l’arrivo della primavera, sciamano e vanno a cercarsi un nuovo nido. Quello della foto è uno dei nidi più grandi mai ritrovati.

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