Sunday, 18 Nov 2018

Macron – Le Pen, dibattito al vetriolo

di Massimo Zito

Si è svolto ieri sera il dibattito televisivo tra i candidati alla presidenza della Repubblica francese  Emmanuel Macron e Marine Le Pen.

Diciamolo subito: non è stato un gran dibattito, entrambi i contendenti si sono mostrati più preoccupati di delegittimare l’avversario che di illustrare le loro proposte, sfiorando in più momenti l’insulto personale, tanto che stamattina, stando a quanto riportato dalla stampa transalpina, Macron avrebbe denunciato la Le Pen.

L’impressione complessiva dello scrivente è leggermente favorevole alla candidata del Front National, sicuramente più capace di parlare alla Francia in difficoltà, quella operaia e contadina delle periferie e delle campagne, al contrario Macron è apparso interessato, soprattutto, a parlare alla Francia borghese delle città, a quella porzione di elettorato moderata rappresentata da ciò che resta dei socialisti di Hollande e della destra moderata di Fillon, i due candidati che, senza riserve, hanno invitato i propri elettori a votare Macron in occasione del testa a testa del secondo turno.

Macron, da buon tecnico, ha cercato di snocciolare dati e ha precisato di non vendere sogni, ha cercato di mantenere la calma ma ha dato chiari segni di nervosismo in più di un’occasione, evidenziando la sua inesperienza. Le Pen, nonostante qualche caduta di stile ed una gestualità, forse, eccessiva, è riuscita abbastanza bene nell’intento di rappresentare l’avversario come parte integrante del sistema e di dipingere sé stessa come l’unica alternativa possibile in grado di rendere nuovamente la Francia centrale all’interno di un’Europa più sovranista. molto riuscita la sua battuta, quando ha detto che, “comunque andrà a finire, domenica sera la Francia sarà governata da una donna: me o la Merkel”.

Sui programmi dei due candidati si sapeva già tutto e chi avesse voluto sapere altro attraverso il dibattito, non ha potuto perché i programmi sono rimasti davvero ai margini della discussione, anche per colpa dei due giornalisti presenti nel ruolo di moderatori assolutamente incapaci di condurre il dibattito obbligando i due candidati a rimanere nel seminato.

Europeista convinto Macron, fautore di una maggiore integrazione nel progetto europeo con maggiori cessioni di sovranità anche a costo di chiedere ulteriori sacrifici ai francesi in nome di un futuro più piacevole.

Sovranista, fautrice di pesanti limitazioni all’immigrazione, del ritorno al Franco  e di una maggiore indipendenza dall’UE la Le Pen.

Nonostante i sondaggi diano fortemente favorito Macron con il 58 – 60% dei voti, la battaglia del voto si svolgerà sul filo dell’astensione, un fattore che potrebbe giovare alla rimonta della candidata del Front National, forte di una struttura di partito che le garantisce la partecipazione in massa al voto dei militanti e di tutti quegli elettori fautori di un cambiamento drastico nella gestione politica della Francia. Qualche problema in più potrebbe avere Macron a portare al voto i sostenitori di Hollande e Fillon. Candidato antipatico sia ai residui socialisti che alla destra moderata orfana di Sarkozy, rappresentata da un Fillon che in campagna elettorale ha spesso ricalcato i temi elettorali della Le Pen, a volte addirittura scavalcandola a destra, l’unico motivo per cui gli elettori di questi due schieramenti potrebbero decidere di votare Macron è il richiamo all’unita del fronte repubblicano contro la minaccia fascista, immagine, quella della fascista, contro cui la Le Pen ha per anni lavorato nel tentativo di sdoganarsi, peraltro, senza riuscirci completamente. L’altro candidato di peso, il comunista Melenchon, si è rifiutato di indicare ai suoi elettori quale candidato votare, spiegando di ritenerli entrambi inadatti e invitando i suoi sostenitori a votare secondo coscienza. Secondo i sondaggisti, molti dei sostenitori di Melenchon si asterranno dal votare mentre un 13 – 15%potrebbero orientarsi verso la Le Pen, giudicata il male minore rispetto a Macron, visto, per la sua storia personale, come il rappresentante dei poteri delle banche.

Secondo un sondaggio effettuato a caldo, subito dopo il dibattito, dalla BFMTV Macron avrebbe vinto la sfida con il 64% di gradimento contro il 34% collezionato dalla Le Pen ma l’esperienza recente dei dibattiti tv tra la Clinton e Trump dimostrano che questo genere di sondaggi abbia un valore molto relativo. La Clinton,nei sondaggi post dibattito televisivo, risultava sempre nettamente vincitrice ma sappiamo come è andata finire.

E infatti, secondo le analisi delle tendenze su Twitter, il gradimento post dibattito apparirebbe diverso rispetto al sondaggio, con la Le Pen decisamente più gradita agli utenti del social network.

Anche per il risultato finale delle elezioni è doverosa una certa prudenza. Sia in occasione del referendum inglese sulla Brexit, a giugno del 2016, sia in occasione delle presidenziali americane lo scorso novembre, si arrivò addirittura agli exit polls con il NO alla Brexit e la Clinton con un netto, apparentemente irrecuperabile, vantaggio, completamente ribaltato, poi, man mano che uscivano i dati reali.

Domenica sera, Reccom Magazine seguirà lo spoglio del voto con uno speciale in tempo reale che inizierà alle 20.00.

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