Friday, 21 Sep 2018

Questione ONG – immigrati: sbagliate le posizioni preconcette, di tutti

di Massimo Zito

A scanso di equivoci, premettiamo una cosa: è impensabile l’ipotesi di abbandonare la loro destino i tanti immigrati abbandonati dai trafficanti di uomini in alto mare, al largo delle coste libiche, su carrette fatiscenti o gommoni sovraccarichi. Sono uomini, donne e bambini ed è un dovere umanitario quello di salvarli.

Premesso questo, trovo stucchevoli e irragionevoli le posizioni alla Saviano e della sinistra italica a sostegno delle ONG, acriticamente, senza se e senza ma. Allo stesso modo trovo strumentali e stupide le prese di posizione di Salvini e di certa destra a sostegno del giudice Zuccaro e contro le ONG, senza distinzioni né verifiche.

La denuncia fatta qualche giorno fa dal giudice Zuccaro, secondo la quale alcune ONG avrebbero rapporti illeciti con le organizzazioni criminali libiche che si occupano di organizzare i “viaggi della speranza” delle migliaia di migranti che dalla costa libica si imbarcano verso l’Italia alla ricerca di una vita migliore e più dignitosa, ha avuto il solito effetto sulla scena politica italiana: la polarizzazione.  Nonostante siano trascorsi secoli da quei tempi, restiamo, ad ogni livello, il popolo dei Guelfi contro i Ghibellini, di Bartali contro coppi, del si o del no a prescindere.

Demagogia spicciola quella dei Di Maio e dei Salvini ma, allo stesso modo, esempi chiari di buonismo e di politically correct sopra le righe, anche contro l’evidenza, quelli della sinistra italiana. il giudice Zuccaro ha espresso i suoi sospetti nel corso di un’audizione al senato, sospetti che, inevitabilmente, sono diventati pubblici provocando le reazioni di cui sopra. prove o non prove, il rapporto di Frontex da cui ha preso spunto il giudice è suggestivo e lascia spazio ad ampi dubbi sull’operato di certe ONG. Sebbene Organizzazioni internazionali come “Medecin Sans Frontiéres” e “Save the Childrens” siano al di sopra di ogni dubbio e la loro opera meritoria, esiste tutto un sottobosco di piccole ONG che sembrano possedere strumenti al di sopra delle loro forze. Armare e gestire una nave in grado di operare in alto mare nel salvataggio dei migranti non è roba da poco e costa moltissimo. Dove prendono i soldi queste ONG? E ha ragione il giudice Zuccaro quando dice che alcune nuove ONG, operanti nell’area, sono rappresentate da personaggi il cui profilo non è facilmente sovrapponibile a quello di chi compie opere umanitarie e filantropiche? E non è forse vero che negli ultimi anni c’è stato un proliferare più che sospetto di organizzazioni e associazioni che operano nell’accoglienza e nel sostegno agli immigrati? Soprattutto, perché la Tunisia, che è l’approdo più vicino, e Malta, altrettanto vicina e membro dell’Unione Europea, non vengono considerate come destinazione dove sbarcare i migranti raccolti in mare?

Il dato di fatto che sembra emergere è che sia Frontex, l’operazione di soccorso messa in opera dalle istituzioni europee, sia il pattugliamento operato dalla Marina Militare italiana al di fuori delle acque territoriali libiche non sembrano sufficienti ed adeguati ad affrontare la situazione e il supporto portate da alcune ONG appare necessario ed inevitabile. Il rovescio della medaglia è che queste ONG operano senza problemi all’interno delle acque territoriali libiche e che troppo spesso, in maniera evidentemente più che sospetta, vengono a trovarsi nei pressi dei barconi o dei gommoni sui quali vengono abbandonati i migranti.

Un altro effetto negativo dell’opera delle ONG è quello di incoraggiare il traffico di uomini, dando alle organizzazioni criminali la sicurezza di poter portare in alto mare il loro carico umano e potersi disimpegnare impuniti, ben sapendo che l’intervento di Frontex o della Marina Militare comporta spesso l’individuazione e l’arresto di chi porta materialmente la barca., cosa che, evidentemente, le ONG non potrebbero fare nemmeno volendolo.

Io penso che, a questo punto, dare mano libera e supporto ai giudici nell’indagare su questa faccenda sia doveroso e che governo e partiti politici, tutti, a parole, fautori della legalità, dovrebbero limitarsi a prendere atto degli eventi in attesa dei risultati delle indagini ma, purtroppo, la politica, fatta a base di fatti scandalistici e di urla attuale,  si nutre della contrapposizione, nella pochezza dei contenuti presentati alla gente.

Posto che l’accoglienza ai migranti è obbligatoria, non esistono progetti, o dove esistono sono inadeguati e mal realizzati, in grado di gestire davvero i numeri impressionanti delle migrazioni di massa che stanno caratterizzando questo inizio secolo. Non esiste, e dove esiste non è applicato, un protocollo europeo in grado di supportare davvero Italia e Grecia, i due paesi che sopportano quasi completamente il peso dell’immigrazione, sia a livello economico che tecnico.

Possiamo solo sperare che questa indagine sgombri il campo da eventuali profittatori per i quali questo commercio di carne umana è un affare e che diventi l’occasione, finalmente, per un chiarimento tra i partners europei su come gestire l’immigrazione e l’ospitalità in modo sostenibile per tutti.

 

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