Friday, 21 Sep 2018

Reintrodotto il rinoceronte nero in Ruanda

Rinoceronte nero

In tutto il mondo i rinoceronti sono sull’orlo dell’estinzione. La causa principale è la caccia illegale che viene loro portata da bracconieri senza scrupoli che, poi, ne vendono i corni sul mercato clandestino. Il corno del rinoceronte è molto apprezzato per la preparazione di cosmetici e, soprattutto in Asia, dove è considerato un potente afrodisiaco, per farne farmaci di medicina tradizionale cinese. Il valore dei corni di rinoceronte è molto alto, proprio perché si tratta di animali ormai rari e superprotetti.

Il rinoceronte nero dell’Africa occidentale è stato dichiarato estintosi nel 2013, dopo che dal 2006, non se ne era più visto neanche un esemplare. Restano alcune specie di rinoceronte nero orientale in Sudafrica, strettamente imparentate con il rinoceronte nero occidentale, anche loro a rischio estinzione, di cui si contano circa 1000 esemplari.

Ed è proprio dal Sudafrica che arrivano i venti esemplari che sono stati reintrodotti nell’Akagera National Park Ruandese. La speranza è che, da questo piccolo nucleo di animali reintrodotti, si possa ricreare una popolazione sufficientemente numerosa da allontanare lo spettro dell’estinzione definitiva di questo maestoso animale che è tra i simboli dell’Africa.

Dopo la fine delle guerre civili ruandesi ed il ripristino della legalità, la gestione del parco è stata affidata all’organizzazione African ParksSi pensa che nel 1970, circa il 50 degli animali ancora vagavano per il parco. Ma negli anni successivi un aumento del bracconaggio, così come gli orrori della guerra civile ruandese, ha preso il loro pedaggio sulla fauna, e il 2007 ha visto l’ultimo avvistamento confermato del rinoceronte nero non solo in Akagera, ma l’intero paese. Dal 2010, tuttavia, il parco è stato ripreso da Parks africani, che ha ripristinato quasi completamente quella che è la più grande macchia di zona umida protetta in Africa centrale.

Sotto questa gestione, il parco ha prosperato. Oggi è facile incontrarvi branchi di elefanti, di ippopotami, e perfino i leoni , tutte specie lungamente scomparse dal parco e recentemente reintrodotte con successo.

Per scongiurare il bracconaggio, la gestione del parco ha potenziato la sicurezza incrementando le squadre di rangers e organizzando anche un pattugliamento continuativo con elicotteri. Inoltre, tutti gli animali sono stati dotati di strumenti di tracciamento via gps.

A questo punto non ci resta che sperare che questa operazione possa andare a buon fine e possa, davvero, contribuire al salvataggio di questa meravigliosa specie animale.

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