Friday, 21 Sep 2018

Dalle cozze una proteina per prevenire la formazione di cicatrici

Come è immaginabile, la ricerca orientata alla chirurgia estetica ha un grande interesse verso la prevenzione della formazione di cicatrici durante il processo di guarigione delle ferite. Uno dei principali problemi da superare è la riorganizzazione abnorme del collagene sotto la pelle. Tuttavia, sembra che i ricercatori abbiano trovato una risposta a questo problema, sott’acqua.

Un gruppo di ricercatori ha scoperto che una particolare proteina prodotta dalle cozze per aderire alle rocce, se mescolata con alcuni tipi di molecole di sintesi, può aiutare nella guarigione delle ferite, senza lasciare alcuna cicatrice. Non solo, ma la pelle riformata nell’area sottoposta a guarigione riforma i follicoli piliferi, le ghiandole sudorifere e i vasi sanguigni, cosa che, normalmente, non accade nel normale tessuto cicatriziale.

Durante il processo di guarigione della cute, uno dei problemi principali e la corretta redistribuzione del collagene nell’area sottostante. Normalmente, si formano spessi fasci di collagene che generano il caratteristico tessuto fibroso delle cicatrici.

Il team che ha realizzato lo studio, pubblicato sulla rivista Biomaterials , potrebbe aver trovato un modo per prevenire questa aggregazione in fasci del collagene. È noto che la definizione del collagene è regolata tramite una molecola chiamata decorin. Questa molecola è in grado di mediare la distribuzione del collagene ma, purtroppo, si tratta di una molecola dalla struttura molto difficile da riprodurre in laboratorio. Questo nuovo studio è riuscito a trovare un modo per creare una molecola abbastanza simile che, mescolata con la proteina ricavata dalle cozze e una terza sostanza che attira i fili di collagene, può ridurre drasticamente le cicatrici nei ratti.

Per testare la loro ipotesi, i membri del team hanno condotto un esperimento in cui è stata applicata, come una colla, la sostanza ricavata su ferite larghe 8 millimetri sui ratti. L’applicazione è stata poi protetta tramite fogli di plastica trasparente. Dopo soli 11 giorni, hanno constatato che le ferite erano guarite del 99 per cento, rispetto al 78 per cento del gruppo di controllo in cui le ferite non erano state trattate.

Inoltre, quando i ricercatori hanno esaminato al microscopio il modo in cui il tessuto si era riformato, i risultati sono stati addirittura migliori del previsto. Uno dei motivi principali per cui il tessuto cicatriziale sembra strano a noi è perché manca di follicoli piliferi e, le ferite trattate con l’applicazione della colla, presentavano, invece, del tessuto praticamente normale, con follicoli piliferi, ghiandole sudorifere e vasi sanguigni.

Allo stato attuale, la sostanza è state testata solo sui ratti e ci sarà ancora moltissimo lavoro da svolgere prima di poter trasferirne l’applicazione anche sugli esseri umani e, nemmeno, siamo ancora certi che sugli uomini possa funzionare come sui ratti ma questa scoperta apre enormi prospettiva nel trattamento delle ferite.

L’enorme interesse intorno a questa sostanza richiede tempi rapidi di studio, per cui il prossimo passo per la sperimentazione verso l’uso sull’uomo, consisterà, a breve, nella sperimentazione su maiali.

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