Saturday, 22 Sep 2018

Elezioni inglesi: il vincitore è Corbyn, la May non si dimette

Quando manca un solo seggio da assegnare il risultato delle elezioni inglesi vede i conservatori mantenere la maggioranza relativa alla camera con 318 seggi, 12 in meno rispetto alla precedente tornata; i laburisti di Corbyn, vero vincitore di queste elezioni, guadagnano 29 seggi e salgono a 261; lo Scottish National Party perde 21 seggi fermandosi a quota 32, l’UKIP di Nigel Farage scompare letteralmente dalle mappe politiche mentre i LibDem guadagnano 3 seggi salendo a 12 mentre i verdi mantengono il seggio conquistato alle precedenti elezioni. In Galles il Playd Cymru guadagna 1 seggio per un totale di 4 mentre in Irlanda del nord in Sinn Feinn guadagna 3 seggi salendo a 7 e il DUP ne guadagna 2 attestandosi a quota dieci.

Queste elezioni anticipate sono state volute volute dalla premier Theresa May per rafforzare la sua maggioranza in vista di una difficile Hard Brexit da contrattare a muso duro con l’Unione Europea e, al momento della proclamazione, sembrava una scommessa facile da vincere, i sondaggi le davano oltre 18 punti di vantaggio rispetto ai laburisti dove Corbyn risultava in grande difficoltà.

I tre mesi di campagna elettorale sono stati, però, un calvario per la May, soprattutto a causa dei tre attentati, due a Londra e uno, particolarmente efferato, a Manchester. La premier è finita sotto accusa per i problemi della sicurezza su cui hanno avuto gioco facile i suoi avversari a battere ricordando i tagli effettuati nei sei anni in cui è stata ministro degli interni che hanno portato ad una riduzione degli organici della polizia di oltre 20.000 unità. Inoltre, il manifesto elettorale dei conservatori contenevano alcune misure largamente impopolari in una popolazione che non ne può più di austerity e sacrifici. In tutto questo, Corbyn, pur presentando una piattaforme elettorale praticamente priva di ricette in economia, o forse proprio per questo, ha raccolto consenso a mani basse, consolidando la sua leadership sui laburisti, rubando alcuni seggi chiave ai conservatori a Londra e prendendo la gran parte dei 21 persi dall’SNP.

La May, nel giocarsi la carta delle elezioni anticipate per consolidare la sua leadership ha sottovaluto diversi fattori, tra cui, a mio parere, il fatto che lo scorso anno, al referendum per la Brexit, Londra voto in modo compatto contro ed è infatti proprio a Londra che i conservatori hanno vissuto la loro Caporetto, come si evince dalla mappa del voto pubblicata da “Repubblica“.

Distribuzione del voto

Da queste elezioni esce un parlamento che difficilmente potrà permettere a chiunque di avere una maggioranza e, infatti, la May, che non si sogna neppure di dimettersi ma ha dichiarato che i conservatori andranno avanti con decisione nella Brexit e che il Regno UNito necessita di stabilità politica, si prepara a recarsi dalla regina per ricevere l’incarico di formare un governo di minoranza, probabilmente contando sul fragile appoggio dei nazionalisti irlandesi e di qualche indipendente.

Corbyn, dal canto suo, ha chiesto le dimissioni della May e ha dichiarato che i laburisti sono pronti a prendersi la responsabilità di guidare il paese pur non avendo neanche lui i numeri necessari e non li avrebbe nemmeno con l’appoggio dei LibDems e dello SNP, chiaro che ora è il suo turno pensare di poter capitalizzare il buon momento elettorale, magari tentando di riportare il paese al voto dopo l’estate, cosa che, però, sarebbe completamente al di fuori di qualsiasi abitudine britannica.

Di fatto, queste elezioni anticipate si sono rivelate un boomerang per la May che ora troverà molte più difficoltà nell’imporre le difficili misure di austerity atte a salvaguardare il paese dalle conseguenze della Brexit e la sua stessa autorevolezza apparirà minata di fronte agli interlocutori di Bruxelles.

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