Saturday, 22 Sep 2018

Spiegata l’origine del segnale WOW? Calma, forse non è così

Non si è ancora spenta l’eco della clamorosa spiegazione, arrivata a quarant’anni di distanza, che il famoso, e misterioso, segnale WOW! è stato generato da una cometa che i ricercatori dell’Ohio State University Radio Observatory (che rilevarono il segnale) comunicano di rifiutare categoricamente la spiegazione sostenendo che quella sera e a quell’ora, contrariamente a quanto pubblicato sul Journal of Washington Academy of Sciences da Antonio Paris, la cometa 266 / P Christensen distava quasi 15 gradi dall’area di rilevamento del segnale WOW!. In altre parole, quella sera il radiotelescopio avrebbe dovuto ascoltare fisso in quella posizione per oltre un’ora per rilevare un segnale inviato da quella cometa.

Un altro problema sottolineato nella replica dei radioastronomi dell’Ohio State University Radio Observatory  è che l’autore non ha fornito alcun confronto spettrale fra il segnale Wow! e la presunta emissione della cometa. Il segnale aveva una forma molto specifica e sarebbe subito evidente se quello rilevato da Paris fosse davvero simile.

Gli scienziati hanno anche sottolineato che l’emissione della sorgente deve essere altamente variabile. Il fascio del big ear che ha rilevato il segnale era abbastanza ampio da avere la sorgente del segnale nel suo campo visivo per diversi minuti. Secondo i radioastronomi, diversi altri ricercatori da loro contattati erano a conoscenza di emissioni da parte di come comete come quelle descritte da Paris..

Se tutto questo non fosse bastasse, l’osservatorio aveva due fasci di radio side-by-side intenti a scrutare il cielo e, se la fonte fosse stata una cometa, il segnale WOW! sarebbe stato rilevato da entrambi, cosa che non è successa.

Per il momento la Washington Academy of Sciences non ha risposto a questi rilievi.

Ricordiamo che Il segnale Wow! è un forte segnale radio a banda stretta rilevato dall’astronomo Jerry R. Ehman il 15 agosto 1977 mentre lavorava al progetto di ricerca di vita extraterrestre SETI, con il radiotelescopio Big Ear dell’Università statale dell’Ohio. Le caratteristiche del segnale lasciavano intendere una provenienza esterna alla Terra e al Sistema Solare. Durato 72 secondi, il segnale non fu mai più rilevato in seguito.

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