Friday, 21 Sep 2018

Tre cose sbagliate che si dicono sul cervello umano

Di Oliver Melis per Reccom Magazine

Il cervello è un organo molto complesso, secondo il neuroscienziato Gerald Edelman è il singolo oggetto fisico più complesso dell’universo e solo adesso i ricercatori cominciano a capirne il funzionamento. Sul cervello sono nate fantasie, dicerie e bufale che spesso fanno presa sull’immaginario della gente, diventando vere e proprie leggende metropolitane e creando confusione e non consentendo una corretta divulgazione delle scoperte nel campo delle neuroscienze.

Qui di seguito elencherò le tre principali leggende metropolitane sul cervello che sicuramente avremo letto o sentito o magari avremo anche creduto..

– Usiamo il dieci per cento del cervello

Non sappiamo come sia nato il mito sul quale è anche incentrata la storia raccontata in Lucy, Film di Luc Besson: La storia di una ragazza poco intelligente che ad un certo punto riesce ad accedere a “tutte” le proprie capacità cerebrali. Nonostante sia un mito, circa una persona su due crede sia vero. In realtà il cervello è sempre e completamente in funzionamento continuo, anche quando dormiamo. Anche se il cervello è sempre e totalmente attivo, in qualsiasi momento della giornata possiamo migliorarne le capacità con l’esercizio, e migliorarne cosi le prestazioni. Con l’esercizio, si migliorano e rafforzano i percorsi neurali migliorando le facoltà cognitive. Il miglioramento delle capacità non avviene sfruttando parti del cervello non attive ma avviene perché il cervello è plastico, cioè può modificarsi, più lo stimoliamo e più diventa reattivo.

– L’emisfero creativo e quello razionale

I due emisferi non sono uno la copia dell’altro e alcune funzioni sono lateralizzate ma è anche vero che i due emisferi lavorano assieme scambiandosi informazioni attraverso il corpo calloso che li unisce. Il lavoro creativo, qualunque sia, coinvolge ragione, emozione, riflessione, memoria, sensi, linguaggio. Possiamo considerare il dualismo degli emisferi una metafora di due diversi modi di pensare e null’altro. In definitiva lasciate perdere tutti quelli che vi promettono sistemi infallibili per “amplificare le facoltà creative del vostro emisfero destro”. Fate qualcosa voi stessi per il vostro cervello, leggete un libro, ascoltate della musica, fatevi una passeggiata, scambiate delle idee, dormite. Sono dei semplici espedienti che migliorano la creatività di tutti e due gli emisferi.

– Il mito dei tre anni

La maggior parte del potenziale umano secondo questo mito si ha nel periodo che va dalla nascita fino ai tre anni, con un appiattimento della linea dello sviluppo. Questa, è una bufala molto pericolosa perché per molti significa la rinuncia a qualsiasi tentativo di educazione nei piccoli.
È vero che, dalla primissima infanzia all’età adulta, ci sono momenti particolari in cui certe parti del sistema neurale si sviluppano. Ed è anche vero che i bimbi con deficit cognitivi hanno maggiori difficoltà di apprendimento ma è anche vero che il cervello non smette di rimodellarsi e creare nuove connessioni per tutta la vita e la maggiore o minore capacità di apprendere, spesso, dipende soprattutto dall’ambiente, dall’educazione ma, soprattutto, dal livello culturale e dalla possibilità di accesso alle informazioni che permettono di sviluppare le capacità deduttive estrapolando nuove cognizioni da quelle acquisite.

I bambini non vanno sovrastimolati cercando di farne dei geni, vanno lasciati crescere liberamente sbrigliando al propria fantasia e la propria creatività attraverso il gioco e l’interazione libera con l’ambiente.

Oliver Melis è owner su facebook delle pagine NWO Italia, Perle complottare e le scie chimiche sono una cazzata

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