Wednesday, 21 Nov 2018

La malattia di Parkinson probabilmente ha un’origine autoimmune

Uno studio pubblicato sulla rivista Nature dimostra che la malattia di Parkinson è legata al sistema immunitario.

Si pensa possa essere qualcosa una malattia autoimmune, in cui le cellule immunitarie portano, per errore, attacchi al sistema nervoso. Si sta quindi ragionando sulla possibilità di impedire, o almeno limitare, la morte dei neuroni causata dal morbo di Parkinson modulando la risposta del sistema immunitario.

“I nostri risultati sollevano la possibilità che un approccio basato sull’immunoterapia immunoterapia potrebbe permettere di aumentare la tolleranza del sistema immunitario per l’alfa-sinucleina, che potrebbe contribuire a migliorare o prevenire il peggioramento dei sintomi nei pazienti con malattia di Parkinson”. Così il dottor Alessandro Sette, co-autore dello studio, del Centro per le Malattie infettive presso l’Istituto di la Jolla in California, in una comunicato.

Il team ha ottenuto i risultati esposti nello studio confrontando campioni di sangue presi da 67 pazienti  con malattia di Parkinson con altri 36 di persone pari età sane. I campioni di sangue sono stati esposti alla alfa-sinucleina e ad altre proteine tipiche dei ​​neuroni. Mentre il gruppo di controllo ha visto poca attività delle cellule immunitarie, i campioni di sangue dell’altro gruppo hanno mostrato una risposta forte.

La causa potrebbe essere che i neuroni nelle persone con malattia di Parkinson non sono in grado di sbarazzarsi dell’alfa-sinucleina anormale. Ciò significa che la proteina può essere scambiata dal sistema immunitario per un agente patogeno e quindi attaccata.

“L’idea che un malfunzionamento del sistema immunitario contribuisce al Parkinson è vecchia di quasi 100 anni,” ha detto David Sulzer, del Columbia University Medical Center (CUMC), che ha condotto lo studio. “Ma fino ad ora, nessuno è stato in grado di collegare i punti. I nostri risultati mostrano che due frammenti di alfa-sinucleina, una proteina che si accumula nelle cellule cerebrali di persone con Parkinson, sono in grado di attivare la risposta delle cellule T coinvolte in attacchi autoimmuni.”

Al momento, non è chiaro se la risposta immunitaria sia la causa iniziale del Parkinson o esiste invece un fattore che contribuisce al peggioramento dei sintomi. Ma questi risultati potrebbero aiutare gli scienziati a diagnosticare più facilmente il morbo di Parkinson nelle fasi precosi della malattia.

Uno studio precedente nel 2014 effettuato dal Dott. Sulzer e colleghi aveva fornito prove che i neuroni sono vulnerabili agli attacchi autoimmuni.

Questo studio ha dimostrato che le cellule T, un tipo di globuli bianchi che svolgono un ruolo chiave nel sistema immunitario, potrebbe essere le colpevoli. Se i neuroni producono alfa-sinucleina danneggiata, qualcosa che accade durante la malattia di Parkinson, le cellule T possono essere indotte a pensare che i neuroni dopaminergici sono estranee.

I Neuroni dopaminergici svolgono diversi ruoli nel cervello, compresa la trasmissione dei segnali necessari all’attività fisica. La loro perdita può essere collegata ad alcuni dei sintomi del morbo di Parkinson, come l’agitazione delle membra o la ridotta circolazione.

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