Thursday, 20 Sep 2018

Consiglio di sicurezza ONU: tensione tra le grandi potenze

Nella riunione convocata d’urgenza del consiglio di sicurezza dell’ONU, tenutasi ieri su richiesta degli Stati Uniti per discutere del caso del missile balistico intercontinentale lanciato nei giorni scorsi dalla Corea del nord, l’ambasciatrice americana Nikki Haley ha presentato, a nome dell’amministrazione americana, la richiesta di un nuovo pacchetto di sanzioni contro Pyongyang dichiarandosi che gli Stati Uniti, considerano la raggiunta capacità nordcoreana di lanciare missili intercontinentali, sono pronti “a usare qualsiasi mezzo, inclusa l’opzione militare”.

Gli ambasciatori di Gran Bretagna e Francia hanno sostenuto la richiesta presentata dalla Haley ma i rappresentanti di Russia e Cina, quest’ultimo presidente di turno dell’assemblea, si sono dichiarati contrari ad un’inasprimento delle sanzioni contro Pyongyang, auspicando una ripresa del dialogo, pur stigmatizzando la gravità dell’atto illegale compiuto dalla Corea del Nord.

Le sanzioni richieste dagli USA comprendono l’interruzione completa dei commerci con la Corea del nord da parte della Cina (il 94% del traffico commerciale della Corea del nord avviene da e per la Cina) minacciando di interrompere a loro volta i rapporti commerciali con i paesi che non dovessero aderire alla richiesta americana.

Russia e Cina hanno dichiarato di essere contrarie a qualsiasi affermazione o azione che porti ad una escalation, lanciando un appello alla moderazione e non alla provocazione, sottolineando che l’uso della forza militare deve essere esclusa”. La Cina si è anche dichiarata contrariata dal dispiegamento nel territorio della Corea del sud del sistema di difesa antimissile Thaad americano, ritenendolo una provocazione nei confronti di Pyongyang.

La replica dell’ambasciatrice USA è stata durissima, affermando che se la Russia non sosterrà misure più severe contro Pyongyang, gli Stati uniti dovranno mettere il veto ad una risoluzione inutile. E che , in questo caso, gli Stati Uniti “andranno per la loro strada”.

Ora la tensione nell’area è altissima. Continuano le manovre congiunte tra le forze americane e quelle della Corea del sud mentre la Cina è fortemente contrariata anche dall’invio di unità navali americane nella zona delle isole contese. La situazione tra le grandi potenze non era così grave dai tempi della guerra fredda.

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