Sunday, 18 Nov 2018

HIV: malattia naturale o creata in laboratorio?

di Oliver Melis per Aenigma

L’AIDS o Sindrome da Immunodeficienza Acquisita è un’insieme di sintomi provocati dal virus HIV. L’infezione causa una diminuzione delle difese immunitarie nell’individuo che sviluppa una serie di patologie che, in una persona non infettata dal virus HIV, non sarebbero pericolose. Vengono definite malattie opportunistiche e sono tipiche degli immunodepressi, dei bambini piccoli o degli anziani debilitati. Nell’individuo infetto la morte avviene a causa di una o più queste malattie, ad esempio per polmonite, malattia normalmente curabile con semplici antibiotici.

Nei primi anni ottanta la malattia incuteva paura, era considerata la malattia dei dei Gay e dei tossicodipendenti ma presto si estese anche al mondo etero e nell’immaginario popolare diventò una malattia che che poteva colpire chiunque anche al solo contatto e3 si scatenò presto una vera e propria psicosi portando gli infettati ad una vera e propria emarginazione sociale anche quando non manifestavano sintomatologia.

L’AIDS si propaga attraverso lo scambio di sangue durante rapporti sessuali non protetti o a causa dell’uso promiscuo di siringhe e, all’epoca, vi fu anche un grande scandalo a causa di numerose persone infettate a causa di trasfusioni eseguite con sangue infetto. Fonte di ulteriore preoccupazione e spesso di panico tra la popolazione fu il mistero della sua, apparente, improvvisa comparsa sul finire degli anni ’70 che fu alimentato dai soliti complottisti bene informati che sparsero l’idea che il virus HIV fosse frutto di esperimenti in laboratori militari sfuggiti di mano o, addirittura, che fosse stata appositamente selezionato da alcune case farmaceutiche, forse la stessa Big Pharma per lucrare sulla vendita degli innumerevoli farmaci necessari a curare un malato di AIDS.

Oggi, fortunatamente, la malattia viene cronicizzata e tenuta sotto controllo attraverso l’uso dei nuovi farmaci antiretrovirali e l‘aspettativa di vita di un malato di AIDS è pressoché normale e con una qualità più che discreta. Negli ultimi anni si è riusciti con l’uso dei cocktails farmacologici a cronicizzare la malattia, riuscendo a diminuire la quantità dei virus nel sangue. L’HIV si mimetizza nei linfonodi, un organismo forte ci mette molto tempo a far crollare le proprie difese immunitarie.

Nonostante le evidenze scientifiche ci sono ancora tanti medici e ricercatori che continuano a dire che la malattia non esiste, tra loro anche dei premi Nobel. Queste persone asseriscono che il virus non sia mai stato isolato in laboratorio. Dichiarazioni facilmente smentibili, visto che in rete esistono dettagliati protocolli da seguire per isolarlo e questi protocolli vengono seguiti in tutti i laboratori del mondo quotidianamente.

Il virus secondo loro non era sempre presente nel malato e se non era sempre presente non poteva essere considerato il responsabile della malattia o delle malattie che l’AIDS causava. Una prima teoria che postulava l’assenza del virus in alcuni casi la dobbiamo a Peter Duesberg verso la fine degli anni novanta. La ricerca però ha dimostrato che il virus HIV non permane in circolo ma penetra nelle cellule disintegrandosi lasciando solo il genoma, cioè le istruzioni per replicarlo. Il virus continua a replicarsi ma molto lentamente all’interno delle cellule e soprattutto dei globuli bianchi, questo spiega il piccolo calo iniziale dei globuli bianchi dovuto alla morte dei linfonodi infettati, dove maggiormente sono presenti i globuli bianchi stessi.

Quindi l’AIDS esiste o è una malattia inventata? Su Pubmed troverete tantissimi articoli che ne parlano diffusamente e non dimentichiamoci un’altra cosa, il virus rispetta i postulati di kock, cioè:

1. Il patogeno deve essere presente in tutti i casi di malattia

2. Il patogeno deve poter essere isolabile in ogni caso di malattia

3. Reinfettando con il patogeno estratto da un caso di infezione, la malattia deve ripresentarsi

4. Deve essere possibile isolare il patogeno dalla malattia causata dalla seconda infezione

La risposta definitiva alla domanda si prende dalla storia e dallo studio scientifico. La prima apparizione massicia della sindrome da immunodeficienza acquisita avvenne nella popolazione di origine africana di Haiti e si propagò rapidamente alla comunità omosessuale e di tossicodipendenti delle vicine coste americane ma, già dagli anni ’50 si verificarono una serie di casi che, rivisti con il senno di poi, erano chiaramente ascrivibili all’AIDS.

Nel mondo animale esistono due forme particolarmente diffuse di sindrome da immunodeficienza acquisita, il FIV, che complisce i felini, e il SIV, che colpisce le scimmie. È ormai accertato che il virus umano dell’HIV derivi da mutazioni di vari ceppi del SIV, con il salto di specie in un’epoca imprecisata in alcune regioni dell’Africa occidentale sub-sahariana. I primi studi degli anni ottanta indicavano come possibile zona d’origine del contagio la zona dei grandi laghi, mentre gli studi più moderni si focalizzano in un’area più a ovest, nel Camerun. Dal virus SIVcpz dello scimpanzé Pan troglodytes troglodytes deriverebbe il ceppo HIV-1, responsabile dell’attuale pandemia, mentre dal virus SIVsmm, che colpisce le scimmie Sooty Mangabey, deriverebbe il ceppo HIV-2, dotato di patogenicità e contagiosità più limitate, che è rimasto confinato nei luoghi di origine, con l’eccezione di alcuni soggetti infettati nelle proprie aree endemiche e poi trasferitesi in paesi occidentali.

Insomma niente laboratori con misure di sicurezza limitate o complotto globale di Big Pharma, quella che L’HIV sia stato creato appositamente da qualcuno per colpire gli esseri umani e specularci sopra resta solo una leggenda metropolitana degna dei più mediocri complotti.

Oliver Melis è owner su facebook delle pagine NWO ItaliaPerle complottare e le scie chimiche sono una cazzata

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