Tuesday, 20 Nov 2018

Il Malleus Maleficarum (il martello delle streghe)


Il Malleus Maleficarum (Il martello delle streghe) è un libro redatto in latino e pubblicato nel 1487 dai frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer, allo scopo di reprimere l’eresia, il paganesimo e la stregoneria.

È il più noto dei tre principali trattati pubblicati sulla questione alla fine del XV secolo: gli altri due furono il Fornicarium di Johannes Nider (1475, composto tra il 1436 e il 1437) e il De lamiis et phitonicis mulieribus (Delle streghe e delle indovine) di Ulrich Molitor (1489).

Vide la luce nel momento in cui la stregoneria cominciava a essere vista come una forma di satanismo.

Storia e contesto

Fra il 1227 e il 1235, alcuni decreti papali instaurarono l’Inquisizione contro le “streghe” e contro gli “eretici”: la bolla Ad extirpanda del 1252, di Papa Innocenzo IV° autorizzò l’uso della tortura per estorcere confessioni di stregoneria da parte di donne sospettate.

Con la bolla papale Summis desiderante affectibus, promulgata il 5 dicembre 1484 da Innocenzo VIII° venne dato l’incarico a due teologi domenicani, Sprenger e Insitor (più comunemente conosciuto come Krämer)   di «punire, incarcerare e correggere» le persone infette dal crimine della perversione eretica.

Questa l’origine storica del Malleus Maleficarum (che puoi scaricare in pdf qui)che divenne, in breve, una specie di best seller dell’epoca. Fu adottato come testo ecclesiastico ufficiale della persecuzione contro le streghe.

 

La pratica del rogo era un’usanza antica, già in epoca romana si bruciavano i martiri e nell’Alto Medioevo venivano utilizzati come rituale di purificazione.

Nel 1184 il Sinodo di Verona decise che il rogo divenisse la condanna a morte ufficiale per l’eresia e stregoneria. In epoca carolingia stregoni, indovini, coloro che provocavano le tempeste, i guaritori erano tutti emissari del diavolo o persone manipolate da lui; i riti funerari e le mascherate, le negromanzie furono praticate in maniera intensiva e considerate attività eversive, in contrasto con l’ordine costituito che a fatica Chiesa e potere laico stavano tentando di imprimere.

 

Il Medioevo fu sempre considerato “superstizioso”, questo perché esisteva un istituzione ecclesiastica, la Chiesa, che sanciva le regole entro cui si doveva restare, soprattutto dopo il Consiglio di Nicea del 325 d.C.. Chiunque vivesse al di fuori di tali regole era considerato un peccatore e la superstizione, soprattutto se riferita a idee pagane come la stregoneria, veniva considerata uno dei peccati peggiori perchè, secondo le credenze, la magia poteva discendere solo dal demonio.

 

Contenuto

Il Malleus Maleficarum è una raccolta delle esperienze e testimonianze fate dai due autori nell’ambito della loro attività repressiva del fenomeno della stregoneria. Si trovano anche credenze e nozioni sulla stregoneria, spesso tratte da testi più antichi. Si sostiene che ci siano più streghe donne che uomini, poiché la donna è mas occasionatus, più incline al peccato.

Il libro è diviso in tre parti:
Nella prima parte si affronta la discussione sulla natura della stregoneria. Secondo i redattori del testo, le donne, poiché sono deboli e di intelligenza inferiore, sono inclini a cedere alle tentazioni del demonio. Gli autori arrivano ad affermare che la parola femina (donna) deriva da fe + minus (fede minore). Alcuni degli atti confessati dalle streghe, quali ad esempio le trasformazioni in animali o mostri, sono mere illusioni indotte dal diavolo, mentre altre azioni, come ad esempio la possibilità di volare ai sabba, provocare tempeste o distruggere i raccolti sono possibili. Gli autori, inoltre, si soffermano con morbosa insistenza sui rapporti sessuali che le streghe intratterrebbero con i demoni.

La seconda parte riprende molte posizioni espresse nella prima e le approfondisce nel tentativo di far comprendere “il modo di fare le stregonerie e il modo in cui si possono facilmente eliminare“. Qui vengono anche descritti alcuni malefici e le modalità di esecuzioni, con rituali ed ingredienti, probabilmente ripresi da testi più antichi o da tradizioni popolari.

L’ultima parte descrive istruzioni pratiche e metodologiche sulla cattura, il processo, la detenzione e l’eliminazione delle streghe.
Si spiega come capire quando un testimone è degno di fiducia poiché molte delle accuse erano spesso false poiché mosse per invidia e malizia; gli autori spiegano, però, che i pettegolezzi pubblici sono sufficienti a condurre una persona al processo e che, anzi, una difesa troppo vigorosa da parte del difensore può essere prova del fatto che anche quest’ultimo è stregato.

Il manuale fornisce indicazioni su come evitare che le autorità siano soggette alla stregoneria e rassicura i lettori sul fatto che, in quanto rappresentanti di Dio, i giudici sono immuni dai poteri delle streghe.
In questa sezione si parla anche diffusamente delle tecniche di estorsione delle confessioni e della pratica della tortura durante gli interrogatori: in particolare, è raccomandato l’uso del ferro infuocato per la rasatura dell’intero corpo delle accusate, al fine di trovare il famoso stigma diaboli, il segno del diavolo, che ne proverebbe la colpevolezza.

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