Friday, 21 Sep 2018

C’è vita nel cosmo?

di Oliver Melis per Reccom Magazine

Probabilmente la vita elementare nel cosmo esiste, sulla Terra appena ha avuto la possibilità di svilupparsi lo ha fatto, esistono centinaia di miliardi di stelle nella nostra galassia e centinaia di miliardi di galassie nell’universo. Ma la vita intelligente in grado di sviluppare una civiltà tecnologica in grado di viaggiare nel cosmo esiste ora? E’ esistita in passato o esisterà, forse, in futuro? Se diamo credito ai tanti avvistamenti UFO che vengono etichettati come alieni, essi sono già tra noi, interagiscono con alcuni di noi e hanno magari colonie sul nostro pianeta e nel sistema solare. Ma possiamo prendere per certe le informazioni che ci giungono da giornali, riviste e siti internet? Decisamente no. Perché?

Perché come abbiamo spesso visto, al netto delle bufale e del 95% dei casi che spieghiamo come IFO, il restante 5% sono casi UFO nel senso lato della parola, non identificati per mancanza di dati.

In genere i casi che raccontano di esseri extraterrestri, lo fanno seguendo uno stereotipo che li raffigura simili a noi, una testa, due braccia e due gambe, postura eretta e organi di senso simili ai nostri, pochi incontri ravvicinati del IV tipo differiscono da questo esempio.

Se guardiamo le statistiche degli avvistamenti notiamo che comunque in varie parti del mondo si segnala la presenza di UFO che possono presentarsi da soli, in formazione, possono essere visti volare o addirittura al suolo. Sembra, sempre ascoltando le dichiarazioni dei più convinti assertori della presenza aliena sulla Terra, che sia molto facile raggiungere il nostro pianeta, ma è veramente cosi?

Ci siamo affacciati fuori dal nostro pianeta da poco, solo nel ’57 del secolo scorso siamo riusciti a far orbitare un essere umano attorno alla Terra e dodici anni dopo abbiamo mandato tre uomini sulla Luna di cui due sono riusciti ad allunare con successo. Ma la Luna è vicina, la luce ci mette poco più di un secondo per raggiungerla, ma noi purtroppo siamo incapaci di spostarci a velocità cosi elevate, anche solo a una percentuale apprezzabile, ci vuole molta energia per farlo e noi attualmente possiamo sfruttare solo quella delle reazioni chimiche che avvengono nelle camere di combustione dei nostri razzi. Si può fare di meglio? Forse, visto che siamo agli inizi, probabilmente ci sono metodi più efficaci per viaggiare nel cosmo e se abbiamo iniziato noi, magari qualcuno là fuori ha iniziato prima e usa sistemi più efficaci dei nostri.

Nonostante siamo degli esordienti totali come viaggiatori tra le stelle, le cose che abbiamo scoperto non sono ne poche nè trascurabili. Sappiamo che ci sono migliaia di pianeti la fuori, di cui tanti nella cosiddetta fascia abitabile, cioè quella zona che consente la presenza di acqua liquida e temperature accettabili al mantenimento della vita. Sappiamo anche che oltre alla propulsione chimica esiste quella nucleare che utilizziamo nelle navi portaerei e nei sommergibili e per produrre elettricità.

Sappiamo come costruire un reattore atomico e lo abbiamo fatto già nel 1942 e negli anni sessanta furono fatti dei test su motori a propulsione nucleare che diedero delle risposte buone, sicuramente davano una spinta maggiore e utilizzavano solo l’idrogeno ma erano, e sono, pericolosi e non possiamo certamente utilizzarli sul Pianeta alla partenza ma nello spazio con opportuni schermi, guadagnando un po’ di velocità in più rispetto ai razzi chimici, ma questa maggiore velocità non basta, anche se gli alieni avessero perfezionato i razzi atomici, sarebbero comunque confinati nel loro sistema e, se fossero lontani non potrebbero mandare nemmeno una sonda.

Ci sono altre possibilità: la fusione nucleare ad esempio, stiamo costruendo macchine in grado di avviarla per pochi secondi e magari tra qualche anno potremo usarla come mezzo di propulsione. La fusione nucleare utilizza un plasma di idrogeno o deuterio che viene riscaldato a milioni di gradi e contenuto da un campo magnetico potentissimo, un piccolo Sole che se acceso potrebbe darci molta energia, più di quella spesa per accenderlo. Siamo lontani ancora dal break even energetico ma magari tra qualche anno riusciremo a perfezionare la macchina e usarla come mezzo di propulsione spaziale, il carburante è il comunissimo idrogeno, l’elemento più presente in assoluto nel cosmo. Un motore del genere ci darebbe più velocità, forse dell’ordine di decine o centinaia di chilometri al secondo, molto rispetto ai razzi chimici ma poco per poterli usare per viaggiare verso la stella più vicina, distante 4,3 anni luce.

Altri metodi? Qui ci imbarchiamo in un viaggio che rasenta la fantascienza ma forse un altro metodo esiste, l’annichilazione materia – antimateria. L’antimateria è speculare alla materia e non ne è rimasta dopo la nascita dell’universo, o almeno noi non l’abbiamo ancora trovata, ma possiamo crearla, abbiamo i mezzi per farlo. Problema risolto? Magari, occorre, infatti, raffreddare un po’ gli entusiasmi, produrre antimateria costa e ne possiamo produrre pochi atomi negli acceleratori di particelle e mantenerle lontane dalla materia in modo che non scompaiano in un’esplosione di luce è difficile, per produrne una quantità accettabile, oggi occorrerebbero decenni e un sacco di soldi. Poi non abbiamo la più pallida idea di come costruire un reattore e gestire le radiazioni, un metodo del genere ha una resa del 100% tutta la massa materia antimateria verrebbe convertita in energia da usare nella propulsione ma ripeto, sono solo teorie, nessuno sa come costruire un motore del genere e regolarne la spinta perché le strutture di una ipotetica nave potrebbero andare in pezzi a causa di una eccessiva accelerazione e i corpi degli astronauti non ne potrebbero sopportare poi molta.

Saremo comunque confinati a velocità sub luce anche perché c’è da aggiungere che se ci muovessimo ad una velocità prossima a quella della luce le radiazioni stellari che ci venissero incontro si sposterebbero nello spettro dei raggi X e la nave dovrebbe avere degli scudi potenti e pesanti. Altro problema, se un piccolo detrito colpisse un’astronave ad una velocità prossima ai 300.000 Km al secondo, sfonderebbe qualsiasi scudo e la missione fallirebbe miseramente.

Potremo sfruttare i buchi neri che, secondo alcuni conterrebbero dei passaggi per altre porzioni di cosmo, ma bisognerebbe prima raggiungerli, avvicinarli e cercare l’ingresso, ammesso ci sia, perché se non c’è e con una ipotetica nave varchiamo l’orizzonte degli eventi possiamo anche dire addio a tutti, verremo inesorabilmente attratti e distrutti dalla immensa forza gravitazionale dell’oggetto.

Altri metodi? Si, ce ne sono che hanno anche delle basi teoriche matematiche come quello ideato da uno scienziato che vorrebbe comprimere lo spazio davanti alla nave spaziale e dilatarlo dietro, detta cosi sembra semplice ma l’energia occorrente, l’energia oscura che sembrerebbe permeare l’universo e dilatarlo a velocità superiori a quelle della luce non sappiamo se esista veramente e il fenomeno è fondamentalmente legato allo spaziotempo stesso, che secondo i modelli accettati si è espanso a velocità superiori a C in passato, ma come per le altre idee non sappiamo in che modo far funzionare una nave del genere.

Fin qui non abbiamo tenuto conto di quanto detto da Albert Einstein e della relatività. Se ci muovessimo a velocità prossime a C il nostro tempo rallenterebbe e magari faremo un lungo viaggio in pochi giorni ma sulla Terra passerebbero decenni o secoli, viaggi del genere sarebbero di sola andata magari per impiantare colonie in mondi lontani.

E gli UFO? Fossero alieni sarebbe impossibile nasconderlo all’opinione pubblica per molto tempo, a conti fatti sono una delle tante leggende inventate dall’uomo e l’uomo inventa di tutto e travisa tante cose, per ignoranza e per occasione, fa comodo a tanti che milioni di persone credano che gli alieni siano qui, ci osservino, ci studino e magari ci controllino, secondo alcuni lo farebbero da decenni, forse da secoli o addirittura da millenni e avrebbero interferito nell’evoluzione della specie umana… Sarebbero tecnologicamente superiori ma si lascerebbero trovare dal primo che passa.

Stiamo ascoltando le trasmissioni radio dallo spazio da anni ma a parte qualche segnale dubbio il resto è cacofonia inintelleggibile. Ci fossero tante civiltà come il via vai di UFO vorrebbe dimostrare, qualcosa avremmo sentito. Che abbiano altri metodi di trasmissione? Improbabile che siano tutti allo stesso livello e noi gli ultimi a giocare con le umili onde radio invece che usare i laser, le onde gravitazionali o i neutrini. Questi ultimi metodi sono ipotetici, ma le onde radio sono comuni e facili da utilizzare e direzionare e una civiltà superiore dovrebbe saperlo.

Oliver Melis è owner su facebook delle pagine NWO ItaliaPerle complottare e le scie chimiche sono una cazzata

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