Friday, 16 Nov 2018

Invecchiamento cellulare: una nuova tecnica potrebbe rigenerare i telomeri ringiovanendo le cellule

L’immortalità è qualcosa che probabilmente elude gli esseri umani. Siamo troppo complessi e fragili per vivere una vita normale senza arrivare ad una sorta di terminale biologico.

Indipendentemente da ciò, la scienza è molto attenta a tentare di prolungare la nostra durata di vita e un modo per farlo è quello di garantire che il nostro materiale genetico si deteriori il più lentamente possibile. Su questo argomento, negli ultimi giorni, è stato pubblicato uno studiosul Journal of the American College of Cardiology.

Invecchiamo quanto invecchiano le nostre cellule. Anche se non c’è una correlazione lineare tra l’invecchiamento cellulare e l’invecchiamento “effettivo” nel modo in cui lo misuriamo comunemente, il degrado delle nostre cellule è un segnale molto utile per verificare il nostro grado di invecchiamento effettivo.

L’invecchiamento cellulare può essere misurato guardando i telomeri, una sorta di tappi posti alla fine dei nostri cromosomi. Essi impediscono che i cromosomi vengano danneggiati o che possano accidentalmente fondersi con altri cromosomi. Purtroppo, con il passare del tempo, i telomeri si indeboliscono, si restringono e si contraggono rendendo i cromosomi più vulnerabili e più soggetti ai danni procurati dal tempo che passa.

Di fatto, oggi si ritiene che, se fosse possibile allungare i telomeri, potremmo effettivamente invertire l’invecchiamento cellulare in un paziente. Questo non significa necessariamente ottenere il ringiovanimento del paziente ma, certamente, che la progressione del suo invecchiamento rallenterebbe notevolmente.

Un team di studiosi dell’Istituto di Ricerca Metodologica di Houston (HMRI) ha tentato di realizzare un esperimento in cui altri gruppi, in precedenza, avevano fallito.

Essi hanno esaminato innanzitutto 17 bambini – forse un campione un po’ troppo piccolo, – affetti da progeria, un raro disturbo genetico in cui i bambini sembrano invecchiare in modo incredibilmente rapido. Quelli afflitti da esso hanno, tra le altre cose, nuclei cellulari anormalmente modellati e spesso muoiono all’età di 13 anni con un colpo o un attacco di cuore.

Il team ha notato che 12 di questi bambini (di età compresa tra 1 e 14 anni) presentavano un accorciamento significativo dei telomeri suggerendo che questo potrebbe essere la causa dell’invecchiamento precoce e così rapido delle loro cellule.

Sono stati poi prelevati campioni di cellule da questi pazienti e utilizzando una tecnica innovativa è stato introdotto un precursore del DNA direttamente nelle cellule, inducendo la produzione di un maggior quantitativo di telomerasi.

Questa è una proteina fondamentale per la costruzione dei telomeri. La presenza di telomerasi in maggior concentrazione sembrerebbe aver avuto l’effetto di allungare i telomeri delle cellule invecchiate. Sembrerebbe quindi che l’allungamento così ottenuto dei telomeri abbia effettivamente fermato e invertito l’invecchiamento cellulare, anche se solo per pochi giorni. durante i pochi giorni in cui l’azione della telomerasi si è fatta valere le cellule malfunzionanti e corrotte si sono replicate e moltiplicate come normali cellule sane.

Le cellule trattate per produrre telomerasi non sono state impiantate nei pazienti e questo è stato solo un esperimento di prova concettuale. A questo punto non si può dire che la progressione o l’invecchiamento cellulare in generale possano essere invertiti in una persona ma, indubbiamente, si sono aperte nuove prospettive.

Non è l’immortalità né un efficace trattamento per la progeria, ma è un inizio.

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