Sunday, 18 Nov 2018

La rabdomanzia

di Oliver Melis per Aenigma

La rabdomanzia è una pratica utilizzata da secoli per trovare falde d’acqua o di metalli nascosti sottoterra. Il rabdomante dovrebbe essere in grado di individuare nel sottosuolo acqua o filoni metallici utilizzando solamente una bacchetta di legno in genere biforcuta che funziona come un amplificatore dei movimenti del corpo generati da presunte emissioni della sostanza o dagli oggetti cercati.

La rabdomanzia è conosciuta e praticata sin dal III millennio a.C. nell’antica Cina e nell’antico Egitto e, in alcuni luoghi, esiste ancora chi la pratica ma non ha alcun riscontro scientifico.

La pratica si può riferire a qualsiasi forma di divinazione, che comporti l’uso di bastoni od aste, essendo il termine italiano derivato dalla unione dei termini greci ῥάβδος rhábdos, cioè “verga”, e μαντεία mantéia, cioè “divinazione”

Come agisce il rabdomante?

Il rabdomante si muove in giro tenendo la bacchetta per le due estremità e, interpretandone le vibrazioni, sarebbe in grado di individuare i luoghi e la profondità alla quale si trovano acqua e metalli e alcuni spiegano il fenomeno come “paranormale”. I rabdomanti quindi sarebbero sensibili ai cambiamenti del magnetismo terrestre causati dalle irregolarità della crosta terrestre. Alcuni rabdomanti utilizzano bacchette, altri anche i pendoli e altri ancora operano a mani nude.

Ma la rabdomanzia funziona?

Per alcuni, la rabdomanzia funziona perché ci sono persone che hanno assistito al ritrovamento di qualcosa durante una ricerca e questo potrebbe sembrare sufficiente come dimostrazione dell’efficacia e come prova che la rabdomanzia funziona o che il rabdomante abbia dei poteri particolari.

Anche se gli eventi di rabdomanzia associato a un rinvenimento siano ricorrenti e questo porta sia i praticanti che i loro sostenitori a creare un nesso di causalità, questo non è il modo migliore di operare, non si tratta di un ragionamento né valido e nemmeno scientifico, molto comune nei supposti fenomeni paranormali.

In pratica, ci si basa solo su sensazioni e intuizioni invece che su procedure empiriche. Ogni esperimento controllato condotto sulla rabdomanzia ha dimostrato che i rabdomanti non hanno migliori probabilità di trovare ciò che cercano di quante ne avrebbe la pura casualità come lo stesso studio Scheunen dimostra.

Insomma, la rabdomanzia è una pratica che accompagna agricoltori e allevatori da secoli, se non da millenni, ma, a parte alcuni casi  che potrebbero essere coincidenze oppure no, niente conferma l’effettiva efficacia e l’esistenza di persone che abbiano davvero una particolare sensibilità ai campi geomagnetici della Terra.

 Oliver Melis è owner su facebook delle pagine NWO ItaliaPerle complottare e le scie chimiche sono una cazzata

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