Wednesday, 19 Sep 2018

L’IMPERATRICE ED IL VAIOLO

di Guido Silvestri

Per chi visita Vienna, un posto da non perdere e’ la Kapuzinergruft (cripta dei Cappuccini), che si trova vicino alla piazza del Mercato Nuovo, a pochi passi dalla Hofburg. La Cripta dei Cappuccini, anche nota come Cripta Imperiale, ospita le tombe di una trentina tra imperatori ed imperatrici della dinastia Asburgo – primo dei quali l’imperatore Mattia (morto nel 1619) ed ultima l’imperatrice consorte Zita di Borbone-Parma, moglie dell’Ultimo Imperatore, Carlo I, che qui fu sepolta il 1 aprile 1989 (giorno che io ricordo come “l’alba”, ovvero il primo da borghese dopo aver finito il servizio militare).

La lista dei personaggi noti sepolti nella Cripta dei Cappuccini e’ lunga. Ricordiamo Franz Joseph I – il famigerato “Cecco Beppe”, nemico del Risorgimento Italiano; sua moglie, la Principessa Sissi di hollywoodiana memoria, e poi la splendida Maria Luisa (che prima fu moglie di Napoleone e poi divenne Duchessa di Parma). Ed ancora Massimiliano, lo sventurato ed effimero Imperatore del Messico (la cui fucilazione fu “immortalata” in ben quattro versioni da Eduard Manet), ed il misterioso principe ereditario Rodolfo, suicida a Mayerling nel 1889 insieme alla sua giovanissima amante, la diciasettenne Maria Vetsera. Una delle stanze piu’ famose della Cripta e’ la Maria Theresien Gruft, la volta dell’imperatrice Maria Teresa, che contiene 16 tombe, tra cui, appunto, quella dell’imperatrice e del marito, Francesco I.

Io ebbi modo di visitare la Kapuzinergruft nel luglio del 2010 – quando mi trattenni a Vienna per un paio di giorni dopo la Conferenza Mondiale dell’AIDS. Come potete immaginare, rimasi molto colpito da quella visita, ed ora provo a raccontarvi le mie impressioni, che erano quelle di uno “scienziato in vacanza” – cioe’, in vacanza, ma sempre scienziato…  E provero’ anche a spiegare perche’ una visita alla Cripta dei Cappuccini sarebbe da consigliare a tutti quelli che dicono che i vaccini sono inutili e pericolosi, e che in fondo si stava tanto bene anche prima della loro invenzione. Chissa’, forse in quell’ambiente cosi’ maestoso e lugubre e pieno di storia potrebbe succedere il miracolo, e potrebbero cambiare idea…

Ma andiamo per ordine. L’imperatrice Maria Teresa d’Austria era nata a Vienna il 13 maggio 1717 – e quindi condivideva il compleanno con il mio concittadino papa Pio IX. E mi piace pensare che, come Pio IX, l’imperatrice fosse una persona testarda e determinata, che non aveva paura di prendere decisioni forti ed a volta impopolari. Come immaginate, a quei tempi non era facile per una donna avere tanto potere, ma grazie alla famosa “sanzione prammatica” (un editto stabilito da suo padre, l’imperatore Carlo VI Asburgo, che non aveva figli maschi), Maria Teresa fu nominata al trono d’Austria nel 1740 e lo rimase fino alla sua morte 40 anni dopo, nel 1780.

In questi anni, nonostante varie guerre, come quella della “Successione Austriaca”, che fu il suo battesimo di fuoco, e quella dei Sette Anni, Maria Teresa mantenne il controllo su un territorio che comprendeva le odierne Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Croazia, parti di Romania, Polonia ed Ucraina, le terre del Belgio fiammingo (i “Paesi Bassi austriaci”), la maggioranza delle Venezie ed i territori di Milano e Parma. Per la gioia delle mie amiche femministe, Maria Teresa governo’ praticamente da sola, relegando il consorte Francesco al ruolo di consigliere. Pare che avesse l’abilita’ di usare sia le emozioni che il pragmatismo – come osservo’ cinicamente Federico il Grande di Prussia, l’amico di Voltaire, durante le trattative per la spartizione della Polonia nel 1773 (“Sie weint, aber sie nimmt“, prima piange e poi arraffa) .

Maria Teresa fu anche una imperatrice riformista, che cerco’ di modernizzare il sistema sanitario e la scuola (introducendo l’obbligo fine ai 12 anni), migliorare la giustizia, e riusci’ a proibire i battesimi forzati dei bambini Ebrei. In mezzo a tutti questi impegni la nostra Imperatrice trovo’ anche il tempo di fare sedici figli (tra il 1737 ed il 1756). Tra questi ce ne sono alcuni molto famosi. Tanto per cominciare, un paio di Imperatori Asburgici – Giuseppe II (l’amico di Mozart nel film Amadeus, lo ricordate?) e poi Leopoldo II, che da giovane era stato granduca di Toscana. Poi naturalmente la famosissima Maria Antonietta regina di Francia, moglie di Luigi XVI, ghigliottinata durante la Rivoluzione Francese, di cui si ricorda la famosa frase “Si lamentano perche’ non c’e’ il pane? Ma che mangino le brioches!” (frase in realta’ mai pronunciata). Ed ancora Maria Carolina, la regina di Napoli, moglie di Ferdinando IV (poi divenuto Ferdinando I delle Due Sicilie), ed irriducibile nemica sia dei Giacobini della Repubblica Partenopea che dell’usurpatore Gioacchino Murat.

Quello che molti non sanno di Maria Teresa e’ quanto la sua vita, e la sua esperienza di madre, furono straziate dal vaiolo. Nel 1740, l’anno in cui sali’ al trono, perse per questa malattia la figlioletta primogenita Maria Elisabetta, di appena tre anni. La sesta figlia – anche lei battezzata come Maria Elisabetta, fu sfigurata dal vaiolo al punto da ritirarsi in convento e mai piu’ mostrarsi in pubblico. Poi ci fu la tragedia del secondo maschio, Carlo Giuseppe, che l’imperatrice adorava e che tutti consideravano il “genio” della famiglia, intelligente e precocissimo, ucciso dal vaiolo a soli 16 anni, nel 1761. Pochi mesi dopo fu il turno della piccola Maria Giovanna Gabriella, promessa sposa al Re di Napoli, che mori’ ad appena 12 anni per la stessa malattia. L’anno piu’ duro di tutti fu il 1767, in cui il vaiolo dapprima stronco’ Maria Giuseppa di Baviera, moglie di Giuseppe II (e quindi nuora di Maria Teresa), e poi la figlia amatissima Maria Giuseppina – che sarebbe dovuta andare in sposa a Ferdinando di Napoli (in sostituzione della sorella maggiore). Pare che la giovane Maria Giuseppina, di appena 16 anni, abbia contratto il virus dopo aver pregato sulla tomba della cognata, proprio nella cripta dei Cappuccini. Si dice che la bara non fosse stata sigillata bene, chissa’, impossibile dire, ma e’ certo e’ che Maria Teresa non si perdono’ mai per quella notte di preghiere, che le era stata sconsigliata dal dottore ed alla quale la figlia Maria Giuseppina non avrebbe voluto partecipare.

Queste furono le devastazioni – la morte di quattro figli, una cosa che oggi non riusciamo nemmeno a concepire – che il vaiolo impose ad una donna che era tra le persone piu’ forti e potenti del mondo, Una donna che aveva i migliori medici a disposizione, 24 ore al giorno, e tutta l’assistenza e l’aiuto che si potesse avere a quel tempo. Provate a immaginare cosa potesse fare il vaiolo tra la gente comune. Una tragedia di proporzioni immani. Oggi il vaiolo non esiste piu. E’ stato eliminato, grazie al vaccino. L’ultimo caso “epidemico” avvenne in Somalia, nel 1977, e l’ultimo caso in assoluto, dovuto ad un incidente di laboratorio, fu osservato nel 1978. Il vaiolo venne dichiarato ufficialmente “eradicato” nel 1979. Ricordiamoci che ci sono altre malattie virali delle quali l’uomo e’ l’unico ospite, e per le quali esiste un vaccino molto efficace, che potrebbero essere presto eradicate come il vaiolo: in particolare, la poliomielite ed il morbillo.

Dico “potrebbero” essere eradicate – ma in realta’ non si sa’. In parte perche’ ci sono zone del mondo (la Syria, il nord della Nigeria, la Repubblica Centrafricana, aree tribali del Pakistan e dell’Afghanistan, etc) dove e’ al momento impossibile implementare dei programmi di vaccinazione a tappeto. Ma in parte perche’ c’e’ chi non vuole. Perche’ c’e’ chi si e’ convinto — spesso ingenuamente e sinceramente, ma sempre erroneamente — che i vaccini sono un complotto dei governi e di big-Pharma per assassinare o far ammalare i loro figli. E perche’ c’e’ una cricca di delinquenti, avidi e senza scrupoli, che ha deciso di fare soldi cavalcando queste paure, e dando loro una parvenza scientifica che non avrebbero mai dovuto avere.

Ecco, io vorrei che questi signori fossero rinchiusi per un mese a pane ed acqua dentro la Cripta dei Cappuccini, a meditare senza sosta davanti a quella litania di tombe di bambini e adolescenti, principini e principessine, stroncati inesorabilmente da una malattia che oggi non esiste piu’. Una malattia che rimane solo nei libri di storia. Grazie a un semplice, banalissimo vaccino.

Fonte: Pagina facebook del professor Guido Silvestri Articolo originale

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