Tuesday, 20 Nov 2018

Il meccanismo di Anticitera

Il 17 maggio 1902, venne localizzato il relitto di un’antica nave romana, si trovava vicino all’isola di Cerigotto (Anticitera), tra il Peloponneso e Creta.

In seguito vennero alla luce diversi reperti, il più noto è un congegno meccanico che oggi chiamiamo macchina di Anticitera . La macchina, delle dimensioni di circa 30 cm per 15 cm, dello spessore di un libro, è costruita in rame e originariamente montata in una cornice in legno, ricoperta da oltre 2.000 caratteri di scrittura.

Inizialmente era difficile stabilire cosa fosse, perché le parti in rame di cui erano corrose e danneggiate a causa della permanenza nei fondali marini, ma dopo un lungo e complicato lavoro di restauro la macchina venne ricostruita e fu evidente che si trattava di un complesso meccanismo che riproduceva il moto dei pianeti attorno al Sole e le fasi lunari.

Le prime ipotesi furono che, essendo il meccanismo molto complesso, fosse stato realizzato in un’epoca non troppo lontana dalla nostra e che per puro caso fosse finito sui fondali vicino Creta, nei pressi della nave romana, le analisi effettuate però raccontavano un’altra storia, l’oggetto era stato costruito attorno al primo secolo dopo Cristo.

Diverse parti del meccanismo sono composte da ingranaggi di dimensioni ridotte, nella macchina è presente un settore di circa sette mm che contiene 5 ingranaggi. La macchina inoltre funziona in base al ciclo metonico, scoperto da Metone, astronomo Greco del V secolo avanti Cristo, un ciclo di 19 anni solari e 254 mesi lunari.

Ma nel 1951 il professor Derek de Solla Price cominciò a studiare il congegno, esaminando scrupolosamente ogni ruota e ogni pezzo e riuscendo, dopo circa vent’anni di ricerca, a scoprirne il funzionamento originario. Nel giugno 2016, un team di scienziati, servendosi di scansioni ad alta risoluzione con raggi X, è riuscito a leggere le lettere di un’iscrizione incisa al suo interno, il meccanismo era utilizzato per calcolare eventi astronomici, eclissi e le date dei giochi olimpici

La complessità della macchina era dovuta a tale rapporto riprodotto da una ventina di ruote dentate e un differenziale, un meccanismo che permetteva di ottenere una rotazione a velocità pari alla somma o alla differenza di due rotazioni date che sarebbe stato “riscoperto solo nel XVII secolo e utilizzato negli orologi meccanici. Lo scopo era quello di mostrare, oltre ai mesi lunari siderali, anche le lunazioni, ottenute dalla sottrazione del moto solare al moto lunare siderale. Sulla base della sua ricerca, Price concluse che, contrariamente a quanto si era fino ad allora creduto, nella Grecia del II secolo a.C. esisteva effettivamente una tradizione di altissima tecnologia. Ad Alessandria d’Egitto in pieno l’ellenismo, operarono molti studiosi che si dedicarono anche ad aspetti tecnologici realizzando meccanismi e automi come la macchina a vapore di Erone. Inoltre Cicerone cita la presenza a Siracusa di una macchina circolare costruita da Archimede e ascrivibile quindi alla fine del III secolo a.C., con la quale si rappresentavano i movimenti del Sole, dei pianeti e della Luna, nonché delle sue fasi e delle eclissi. In un altro passo Cicerone parla di un meccanismo, realizzato dal suo amico Posidonio di Rodi, che riproduce in modo esatto il moto diurno e notturno del sole, della luna e dei cinque pianeti.

Per vedere macchine simili bisogna attendere il 1050 ma nonostante le tante farneticazioni di diversi ricercatori che ritengono la macchina un OOPArts, cioè un oggetto fuori dal contesto temporale , esso rimane perfettamente integrato nelle conoscenze del periodo tardo ellenistico: vi sono rappresentati solo i cinque pianeti visibili a occhio nudo e il materiale usato è un metallo facilmente lavorabile, il rame.

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