Monday, 23 Jul 2018

Antrace ai Castelli romani: come si presenta questa malattia e quanto è pericolosa?

Allarme antrace in un allevamento ai  Castelli Romani, alle porte di Roma.

Dopo la morte di 12 bovini per aver contratto il batterio ‘bacillus anthracis‘, due persone sarebbero state contagiate.  Si tratta di un veterinario, già dimesso, e di un agricoltore, attualmente ricoverato all’Istituto Spallanzani della Capitale.

Il sindaco di Grottaferrata ha dichiarato infetta la località Molara, dove sarebbe avvenuto il contagio, ed è stato istituito il divieto di pascolo.

Ma cos’è l’antrace? Quali sono i suoi sintomi e quanto è pericoloso il contagio?

L’antrace, detta anche “carbonchio“, è un’infezione acuta causata dal batterio Bacillus anthracis. Generalmente si manifesta come malattia endemica in animali erbivori selvatici o domestici, quali pecore, bovini, cavalli, capre e suini, ma può anche svilupparsi nell’uomo, per esposizione ad animali infetti, tessuti di animali infetti, inalazione di spore del batterio o ingestione di cibo contaminato da queste. Non sono mai stati registrati casi di trasmissione da uomo a uomo.

Le forme più pericolose per l’uomo, sono quella polmonare e la rarissima forma intestinale.

La più comune infezione cutanea, provocata dal contatto con le spore presenti sugli animali infetti,  si presenta nella fase iniziale come una piccola pustola pruriginosa di colore scuro nel sito d’infezione, che si forma circa una o due settimane dopo il contagio. Successivamente si forma una estesa ulcera necrotica non dolorosa. Senza un opportuno trattamento la malattia è mortale in circa il 20% dei casi. La terapia antibiotica annulla sostanzialmente il rischio di esito fatale. L’antrace cutanea è la forma più comune negli allevatori di bovini.

La forma gastroenterica, che si contrae ad esempio con l’ingestione di carne infetta, è particolarmente rara essendo oggi molto stretti i controlli sulla carne destinata all’uso alimentare e si presenta con diarrea grave ed ematèmesi (vomito con sangue). Il trattamento tempestivo è necessario, senza trattamento la mortalità arriva al 60%-65%

La forma di antrace più pericolosa di tutte è sicuramente quella polmonare che esordisce, solitamente, con sintomi molto simili a quelli di una comune influenza (febbre, tosse, affaticamento) ma che, nell’arco di tre, quattro giorni, degenerano verso un quadro clinico molto più grave, con difficoltà respiratorie, stato di shock e perdita di coscienza. Se non curata, l’infezione di antrace porta alla morte in circa sette/dieci giorni, con una letalità del 20%, che cresce notevolmente nelle varianti polmonare e intestinale.

Fonte: wikipedia

 

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