Friday, 21 Sep 2018

La teoria dell’espansione della Terra

di Oliver Melis per Reccom Magazine

Forse qualcuno ricorderà questa singolare teoria, formulata tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 per trovare una spiegazione ai movimenti dei continenti sulla crosta terrestre suggerendo l’ipotesi dell’espansione del pianeta fino a 10 cm l’anno nel corso di tutta la sua esistenza, la teoria dell’espansione fu poi superata da quella delle placche tettoniche, comunemente accettata dalla scienza moderna.

Fu lo scienziato Italiano Roberto Mantovani a suggerire l’ipotesi dell’espansione nel 1889 e poi nel 1909 quando suppose che in origine la superficie terrestre fosse ricoperta da un unico continente che si sarebbe fratturato e diviso come lo conosciamo a seguito di attività vulcanica causata dall’espansione del pianeta, lo spazio creatosi tra i vari continenti sarebbe stato occupato dai mari e dagli oceani. Il merito di questa teoria fu che per la prima volta venne introdotto il concetto di supercontinente (Pangea).

Alfred Wegener vide qualcosa di simile alla teoria che aveva proposto, lui stesso introdusse il nome Pangea ma propose un’altra soluzione, il raggio della Terra doveva rimanere costante e i continenti derivavano gli uni in rapporto agli altri.

Alfred Lothar Wegener scrisse a proposito delle idee di Mantovani:

« In un corto articolo del 1909, Mantovani espose certe idee sullo spostamento dei continenti e le spiegò in una maniera che differisce in parte dalla mia, ma in un certo punto è sorprendentemente in accordo, specificamente nell’ipotesi di raggruppamento iniziale di tutti i continenti nell’emisfero sud attorno all’Africa.»

Otto Christoph Hilgenberg pubblicò diversi studi e ricerche sullo stesso tema.

Intorno al 1938, il fisico Paul Dirac (1902–1984) suggerì che la costante gravitazionale terrestre fosse diminuita dopo miliardi d’anni d’esistenza della Terra e questa idea suggeri al fisico tedesco Pascual Jordan di modificare la relatività generale e per proporre nel 1964 che tutti i pianeti si espandevano lentamente. Jordan pensava che la Terra avrebbe potuto aver raddoppiato il suo raggio negli ultimi cento milioni di anni.

Questo potrebbe così spiegare le dimensioni dei dinosauri, così come le dimensioni di oltre un metro di certi insetti come le libellule, questi avrebbero beneficiato di una gravità minore nel passato.

Konstantin Meyl nel 2004 ha proposto che l’assorbimento dei neutrini da parte della Terra, avrebbe potuto provocare una espansione del globo, ma sappiamo che i neutrini interagiscono pochissimo con la materia, attraversando essi il pianeta come se non esistesse.

Claude Deviau assunse l’ipotesi che i monopoli magnetici sotto forma di neutrini magneticamente eccitati, provenienti dal sole e convergenti verso i poli, avrebbero dovuto produrre dell’idrogeno all’interno della crosta terrestre e nel mantello. che avrebbe consentito l’aumento delle dimensioni del pianeta.

Un’altra spiegazione del fenomeno è stata postulata dal geologo russo Vladimir Larin. L’ipotesi è che il nucleo del nostro pianeta sia costituito da idruri metallici e i metalli possono liberare dell’idrogeno sotto l’effetto della temperatura e della pressione causando l’aumento del volume. Inoltre, l’apparizione dell’acqua sulla superficie della Terra è spiegata in questo caso dall’idrogeno che sfugge dal nucleo terrestre.

Fonti: Wikipedia, http://www.xearththeory.com/

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