Monday, 24 Sep 2018

Un rosatellum per dire addio alla democrazia

È cominciato il voto di fiducia alla camera per la legge elettorale “Rosatellum” voluta da Renzi con il beneplacido di Berlusconi e Salvini e la prima giornata di discussione si è risolta con una prima fiducia alla nuova legge elettorale.

Quello che trovo ripugnante in questa legge “Rosatellum” è proprio il ricorso alla fiducia per ottenerne l’approvazione, messa a rischio, altrimenti, da oltre 100 voti segreti sui vari emendamenti che avrebbero potuto trasformarsi in una Caporetto per il governo ed il PD. È triste che un leader di partito davanti allo spettro della sconfitta elettorale si sforzi di cambiare le carte in tavola a pochi mesi dal voto costringendo il governo che sostiene a proteggere una legge che dovrebbe essere garanzia per tutti, fornire regole chiare e condivise e restituire un minimo di credibilità alla rappresentanza politica. Peccato per Gentiloni il cui governo in quasi un anno, tutto sommato, aveva fatto benino o, perlomeno, non aveva fatto gravi danni e si era arrivati a parlarne quasi come un premier in pectore per il post voto.

E invece Renzi, che dalla sua ascesa a primo ministro non ne ha azzeccata più una, travolto dal timore di perdere le elezioni, la leadership del partito di cui è a capo e, forse, di doversi mettere davvero a lavorare tra non molto tempo e fuori dalle luci della ribalta, ha tirato fuori l’arma del baro: l’asso nella manica, obbligando il governo a sostenere una legge che non rientra nelle prerogative del governo ma che dovrebbe essere frutto del lavoro congiunto di tutto l’arco parlamentare.

Una legge studiata ad hoc per continuare a garantire ai soliti noti la sicurezza di essere rieletti e di poter continuare, nella maggior parte dei casi, a poltrire in parlamento stipendiati dalle tasse con cui opprimono gli italiani perché “ce lo chiede l’Europa”. Una legge, il Rosatellum, studiata per favorire le coalizioni e dare una speranza al partito democratico di poter vincere ancora una volta le elezioni mettendo tutti insieme una congerie di interessi diversi e, spesso, contrastanti pur di arrivare sopra agli odiati 5 stelle che non saranno dei geni, non avranno esperienza, faranno casini dovunque governano ma perlomeno hanno una storia penale decisamente meno sporca della maggioranza dei loro colleghi degli altri partiti e hanno dalla loro, stando ai sondaggi che li eleggono primo partito nel voto popolare, il voto degli italiani e quindi tutto il diritto a provare a governare.

Ancora una volta ci impongono a forza una legge elettorale che permetterà di ribaltare il voto degli italiani dopo un’intera legislatura gestita da governi e personaggi mai eletti dal popolo.

Una triste fine per la democrazia italiana, una fine già profetizzata da anni che vede la complicità di quel Berlusconi che tante volte ha alzato la voce contro il pericolo rosso, pericolo per la democrazia, ed ora, per le stesse ragioni di Renzi, porta il suo partito, Forza Italia, ad allearsi e a sostenere proprio quel centrosinistra contro cui si è scagliato più e più volte, dimostrando una volta di più che ad animare le azioni dei nostri leaders politici non è la volontà, ed il bene, del popolo italiano ma l’interesse particolare di parte.

A primavera avremo ancora un governo di centrosinistra o di centrodestra o, addirittura, un’esplicita alleanza Renzi-Berlusconi ma non avremo più una democrazia.

Personalmente non credo che voterò, il movimento cinque stelle è abbastanza lontano dal mio sentire politico, ma spero che questo voto sarà l’ultimo in cui permetteremo a questi personaggi di decidere delle nostre vite e del nostro futuro anche a dispetto della nostra volontà.

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