Monday, 19 Nov 2018

Abbiamo appena trovato la vita nello spazio – C’è solo un piccolo problema: probabilmente è terrestre

I cosmonauti russi di turno sulla ISS hanno scoperto alcune colonie batteriche all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Considerato che al momento del lancio, avvenuto nel 1998, la struttura della ISS era stata sterilizzata, e certamente non c’erano colonie batteriche sulla sua superficie, si tratta di una scoperta quantomeno inattesa.

I campioni sono stati presi con appositi tamponi durante una passeggiata nello spazio prevista dal programma spaziale russo. I tamponi sono stati raccolti sulle parti di stazione spaziale incrostate dagli scarichi del combustibile  utilizzato durante il funzionamento del motore per aggiustamenti dell’orbita.

L’esame, di questi campioni, effettuato sulla Terra, ha riservato una sorpresa inattesa: la presenza di batteri che, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa TASS, “sarebbero arrivati dallo spazio e insediati sulla superficie esterna della ISS.” Questi batteri, sempre secondo la TASS, sarebbero stati studiati e non rappresenterebbero un pericolo per gli astronauti.

L’origine dei microrganismi non è ancora confermata, tuttavia è improbabile che si tratti di un qualsiasi tipo di batterio extraterrestre. La TASS rileva inoltre che i batteri sono stati probabilmente introdotti nella ISS attraverso i tablet ed i PC dell’equipaggio o attraverso altre apparecchiature  contaminate da batteri terrestri.

Questa scoperta, anche se i batteri non fossero alieni, è estremamente interessante. Si tratta dell’ennesima conferma che ci sono batteri in grado di sopravvivere nel vuoto dello spazio anche per diversi anni, ad un’altitudine di 435 chilometri, nell’orbita terrestre bassa.

Vale anche la pena ricordare che le temperature sulla superficie della stazione spaziale variano dai 121 ° C sul lato soleggiato ai -157 ° C  sul lato al buio.

Qualunque sia l’origine dei batteri, sicuramente riescono a resistere a condizioni estreme di temperatura, nonostante il bombardamento costante delle radiazioni spaziali.

Tutto questo non è comunque una novità. Proprio il mese scorso, un gruppo di ricercatori ha pubblicato uno studio su colture di  Escherichia Coli effettuato sulla ISS. Secondo quanto riportato nello studio, le colture spaziali di E. Coli risultano molto più resistenti agli antibiotici rispetto alle colture effettuate sulla Terra.

Insomma, la capacità dei batteri di resistere nello spazio potrebbero aprire nuove strade allo studio sull’origine della vita, spezzando una lancia in favore della teoria della panspermia e, allo stesso tempo, dare una conferma importante sulle possibilità che possa esserci vita al di fuori della Terra.

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