Sunday, 18 Nov 2018

Le linee di Nazca

di Oliver Melis

Le linee di Nazca sono dei disegni sul terreno che rappresentano animali ed altro in forma stilizzata tracciate tra il 300 a.C. e il 500 d.C. e si trovano nel deserto di Nazca in Perù. Si contano oltre 13.000 linee che formano oltre 800 disegni che per la maggior parte raffigurano animali stilizzati.

Le dimensioni dei disegni sono tali che furono scoperte casualmente solo quando, nel 1927, la zona venne sorvolata. Le linee, come tanti reperti della storia dell’umanità, hanno attirato non solo l’attenzione degli archeologi, ma anche quella dei ricercatori del mistero che spesso tentano di trovare soluzioni a scoperte che la scienza tiene in sospeso. Per alcuni di essi le linee possono solo rappresentare un messaggio rivolto ai popoli delle stelle o addirittura un’antica pista di atterraggio per veicoli extraterrestri o per veicoli appartenuti a un’antica civiltà umana molto progredita e ormai estinta.

Altri vedono invece una correlazione tra le linee e l’acqua, molto scarsa nel deserto e quindi preziosa. Questa ipotesi, in passato poco considerata, è tornata alla ribalta grazie al lavoro di un ricercatore americano di Poughkeepsie, David Johnson, che ha lavorato con la collaborazione di ricercatori della University of Massachusetts, ed è stata divulgata dall’Agenzia peruviana “Andina”.

Johnson ipotizza che le linee servano a creare una mappa delle fonti sotterranee di acqua. Lo stesso Johnson avrebbe scoperto un nesso tra gli antichi acquedotti e le principali figure del deserto Tale ipotesi sarebbe avallata anche dalle ricerche dell’Istituto Archeologico Tedesco e dall’Istituto Andino di Ricerche archeologiche i cui ricercatori hanno documentato la presenza di offerte religiose in piccole cavità vicino ai geroglifici proprio come se si volessero ringraziare gli dei per la presenza dell’acqua in quel presiso luogo.

Per Johnson è possibile che le linee fossero una sorta di linguaggio per indicare dove fossero i pozzi. Un Trapezio avrebbe indicato un pozzo, i cerchi invece delle sorgenti. Anche le grandi figure svolgevano forse lo stesso compito, come il colibri’ che con il becco indicava un grande pozzo.

Alle linee di Nazca accenna anche lo scrittore svizzero von Daniken che attribuisce ai vari disegni visibili dall’alto sulla piana, la funzione di piste di atterraggio per veicoli aeromobili, forse per astronavi.

In definitiva, non abbiamo ancora certezze sullo scopo di tali linee, forse erano una sorta di mappa del cielo e identificavano le diverse costellazioni come le vedevano gli abitanti dell’area o forse erano un segno per ingraziarsi gli Dei e riportarli sulla Terra. Quello che è certo è che proprio il fatto che siano ben visibili solo sorvolandole dall’alto lascia aperta ogni possibilità, anche quelle immaginate dalle fantasie più sfrenate.

In attesa che gli studiosi possano comprenderne definitivamente la natura e lo scopo.

Share
Potresti trovare interessanti
Share
Share
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: