Sunday, 18 Nov 2018

Alligatori, coccodrilli, fogne e bufale


di Oliver Melis

Questa leggenda metropolitana diffusa soprattutto in Nord America e nella metropoli di New York si è raccontata a partire dal 1920. Secondo i sostenitori di questa singolare teoria esisterebbero prove e testimonianze che racconterebbbero come gli alligatori avrebbero invaso e colonizzato gli impianti fognari costituendo delle vere e proprie comunità. I racconti vanno indietro nel tempo portandoci addirittura a Costantinopoli che nell’antichità avrebbe ospitato questi rettili.

Leggiamo di diverse segnalazioni che savrebbero visto coinvolti anche i coccodrilli, uno in una fogna di New York nel febbraio del 1935. Un gruppo di ragazzi spalando la neve sarebbe precipitato in un canale fognario e avrebbe trovato un coccodrillo lungo più di 2 metri che avrebbe morso uno dei ragazzi e gli altri per soccorrerlo avrebbero ucciso l’animale a colpi di badile.

Il rapporto parla di un coccodrillo fuggito da una nave che dopo aver percorso 137 miglia si sarebbe rifugiato nelle fogne.

Il sovrintendente delle fogne, Teddy May, convinto che i suoi dipendenti prendessero le storie sui coccodrilli e gli alligatori troppo superficialmente, esaminò gli avvistamenti ritenuti più credibili e si convinse che alcool, droga ed altre cause simili avessero giocato il loro ruolo sulle leggende. Dopo alcune ispezioni disse di aver visto numerosi coccodrilli, il più grande dei quali era lungo solo 61 cm, che vivevano all’interno dei tubi e attraverso quelli percorrevano le reti fognarie della città.

La relazione di Teddy May non venne però presa troppo sul serio ipotizzando che si fosse ispirato a qualche romanzo. La storia riguardante la colonia di alligatori, è da molti ritenuta veritiera, ma col passare del tempo se ne sono sviluppate diverse versioni.

Come arriverebbero gli alligatori nelle fogne? la versione originale chiama in causa le famiglie benestanti di ritorno dalle vacanze dalla Florida a New York, che avrebbero riportato i coccodrilli, ancora cuccioli, per fare compagnia ai loro figli. Col tempo, i piccoli di coccodrillo sarebbero diventati adulti e per eliminarli sarebbero stati gettati nel wc.

Ma i coccodrilli sarebbero sopravvissuti miracolosamente e si sarebbero riprodotti nella fogna alimentandosi di ratti e rifiuti urbani. Questo fatto avrebbe creato panicon tra gli opperai addetti alle manutenzioni.

La leggenda degli alligatori nelle fogne è raccontata in romanzi, fumetti e film. Esempi più notevole il film del 1980 Alligator che, con il suo sequel Alligator II: The Mutation, è interamente basato su di essa; gli alligatori nelle fogne sono citati nei romanzi V. (1963, Thomas Pynchon), in cui il protagonista diventa membro della “Pattuglia Alligatori” di New York, e Nessun dove (1996, Neil Gaiman) e nelle serie televisive Doctor Who e Supernatural. Infine, i personaggi di Killer Croc (DC Comics, avversario di Batman) e Lizard (Marvel Comics, antagonista dell’Uomo Ragno) sono basati su questa leggenda. Il “coccodrillo bianco delle fogne di New York” è celebrato anche dagli Elio e le Storie Tese nel testo della loro canzone “Mio cuggino“.

Ma la leggenda metropolitana non si chiude qui, perché le leggende metropolitane possono avere una loro utilità. A Genova. Un “coccodrillo” in piazza De Ferrari con tanto di cartello con scritto “basta con i coccodrilli nelle fogne” lo stesso titolo scritto su un volantino, distribuito in piazza e affisso, nei giorni scorsi in alcune zone strategiche di Genova.

Una protesta? Ma nemmeno per sogno, la provocazione nasconde ben altro, una performance artistica che voleva pubblicizzare una mostra tenuta il 4 maggio a Villa Croce.una mostra, la “Giulio Alvigini No More”.

Un progetto artistico che vuole far riflettere sulla contemporaneità – spiega l’artista – e sulla post verità”. Al centro, quindi, l’era delle “bufale” con una storia legata, appunto, alla presenza dei coccodrilli nelle fogne di Genova. “L’idea era di costruire una storia – conclude Alvigini – per dimostrare come anche questa metodologia di racconto può diventare arte”.

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