Monday, 19 Nov 2018

La Volga nera

di Oliver Melis

Molte leggende metropolitane che circolano in Italia hanno spesso origine negli USA sicuramente perché da loro attingiamo in tutto e per tutto dal cinema, alla letteratura alla musica e all’intrattenimento in generale.

Ma storie misteriose e leggende urbane nascono in tutto il mondo e anche nell’ex Urss esistono storie che vengono riprese nei paesi che erano sotto il controllo del comunismo.

Una leggenda metropolitana particolarmente diffusa tra gli anni 60 e 70 in Polonia, Russia, Bielorussia, Ucraina e Mongolia è quella della Volga nera che in quegli anni era prodotta in Unione Sovietica, a Gorky e che era in dotazione esclusiva ai politici del partito Comunista o ai dipendenti governativo di alto livello.

Nei dieci anni che intercorrono tra il 1960 e il 1970 sono tantissimi i presunti casi di persone scomparse dove sarebbe implicata la presenza della lussuosa auto.

Secondo la leggenda a sparire erano quasi sempre ragazze molto belle che venivano rapite e utilizzate come giocattoli sessuali da esponenti di alto rango del Soviet o in un’altra versione sarebbero stati i bambini al centro dei rapimenti il cui sangue sarebbe servito per curare ricchi occidentali o arabi da terribili malattie come la leucemia.

Un’ulteriore versione era quella che vedeva la Volga nera al centro di rapimenti che servivano per espiantare organi, reni in particolare.

Ma chi era alla guida della lussuosa auto? Su questo punto si fanno solo ipotesi, alla guida c’erano forse agenti del KGB, preti, ricchi ebrei, suore e in alcune versioni della storia, anche vampiri, satanisti o, addirittura, Satana in persona.

Ovviamente queste ipotesi lasciano il tempo che trovano e possono andare bene forse per un pessimo libro o un pessimo film dell’orrore.

Voi, però, se doveste fare un viaggio nei paesi ex sovietici, fate attenzione se di notte vi dovesse accostare una vecchia ma lussuosa volga nera.

Fonte: La tela nera

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