Sunday, 18 Nov 2018

I folli progetti sullo spazio durante la guerra fredda

Pur mantenendo il mondo sotto la costante minaccia di un’apocalisse nucleare, la Guerra Fredda fu un grande momento per lo sviluppo della tecnologia spaziale.

Spinta dalla rivalità tra l’Occidente capitalista e il blocco comunista dell’Est, l’esplorazione scientifica dello spazio fu finanziata con cifre che i ricercatori moderni possono solo sognare. Fu sviluppata la tecnologia per mandare satelliti in orbita attorno alla Terra, astronauti furono mandati a circumnavigare la Luna e 12 uomini vi camminarono sopra. Qualcuno, l’astronauta Alan Sheppard, si divertì pure a giocare a golf sulla superficie lunare.

Durante quegli anni, che oggi ci sembrano strani e paranoici, furono progettati piani militari talmente folli che, per nostra fortuna, non furono mai realizzati.

Oggi ne conosciamo alcuni:

Bombardare atomicamente la Luna

Uno dei piani più sorprendenti consisteva nel bombardare atomicamente la Luna. Intorno al giugno del 1959, l’esercito americano decise di lanciare una piccola testata nucleare W25 sulla Luna per testare le armi e ottenere informazioni sull’ambiente lunare. L’idea era mossa anche da un altro motivo: flettere i muscoli . Gli americani intendevano far esplodere la bomba direttamente sul confine tra le parti illuminate e in ombra della Luna, sperando che fosse ben visibile dalla Terra e, più precisamente, da Mosca.

Fortunatamente, questo, come molti altri progetti folli, non fu mai realizzato. A quel tempo, tuttavia, un team di scienziati lavorava sulla sua fattibilità. Tra essi, il giovane Carl Sagan.

La Morte Nera del Soviet

Veicoli spaziali che combattono tra loro utilizzando raggi laser sanno molto di B-movie di fantascienza ma, in quegli anni, Unione Sovietica e Stati Uniti arrivarono molto vicini a rendere le battaglie spaziali una realtà.

Durante gli anni ’70 e ’80, i sovietici iniziarono a progettare Polyus-Skif, una piattaforma orbitale armata, equipaggiata con un laser a biossido di carbonio progettato per distruggere i satelliti statunitensi. Nel 1986, progettato un satellite sperimentale che fu lanciato in orbita un anno dopo.

Per fortuna, ci fu un errore nei parametri di lancio e il satellite non riuscì a raggiungere l’orbita. Successivamente, con la Glastnost e la distensione raggiunta da Reagan e Gorbaciov e la successiva fine della guerra fredda, complice anche la stagnazione dell’economia sovietica che sfociò nel crollo del comunismo sovietico, l’URSS ebbe scarso interesse nel riavviare il piano.

Il concept di questo artista raffigura la Space Station Freedom (testo sotto) come apparirebbe in orbita attorno alla Terra, illustrato dall’artista Tom Buzbee del Marshall Space Flight Center. NASA / Tom Buzbee

Posizionare un anello di rame attorno alla Terra

Il Project Needles, ufficialmente noto come  Project West Ford, fu piano che è arrivò vicino alla realizzazione da parte dell’Air Force e del Dipartimento della Difesa USA. L’idea era quella di posizionare 480 milioni di minuscoli aghi di rame in orbita per formare un anello attorno alla Terra (proprio come gli anelli di Saturno), con lo scopo di migliorare le loro comunicazioni a lungo raggio.

Tra il 1961 e il 1963, furono fatti una serie di tentativi per posizionare questi fili in orbita. Il piano, tuttavia, perse slancio quando l’amministrazione Kennedy deviò l’attenzione ed il budget verso la conquista della Luna. Ancora oggi restano, però, alcune dozzine di questi aghi di rame nell’orbita terrestre.

Space Station Freedom

Non tutte le ambizioni della Guerra Fredda furono fallimenti totali. Durante la seconda metà degli anni ’80, gli Stati Uniti si impegnarono a lavorare su un piano audace per costruire una stazione spaziale gigantesca, dotata di equipaggio umano permanente e super-futuristica chiamata Space Station Freedom. Ronald Reagan annunciò persino i piani per la Space Station Freedom nel discorso sullo stato dell’Unione del 1984.

La Space Station Freedom doveva essere  proprio ciò che la fantascienza immaginava dovesse essere una stazione spaziale. Sarebbe dovuta essere dotata di spazioporti, laboratori multipli, quartieri abitativi, un osservatorio, ospedale, impianti di riparazione satellitare e armata fino ai denti.

Tuttavia, negli anni ’90, il progetto fu abbandonato: era costosissimo, la guerra fredda era finita e non c’era più convenienza politica tale da giustificare una spesa così enorme. La cosa buona che lasciò questo progetto fu la base tecnologica per realizzare la Stazione Spaziale Internazionale, una struttura costata oltre 100 miliardi di dollari ma dalle ricadute scientifiche e tecnologiche incalcolabili.

Insomma, gli oltre quarant’anni di guerra fredda costituirono un volano formidabile per la corsa allo spazio, che, a fronte di progetti folli e irrealizzabili, ci lasciarono una base tecnologica fondamentale per moltissimi aspetti della vita moderna. La fine della tensione internazionale portò, soprattutto per questioni economiche, ad un importante rallentamento della nostra corsa allo spazio, la Luna fu abbandonata e l’esplorazione del sistema solare affidato a poche sonde automatiche.

Oggi, però, con l’entrata dei privati come SpaceX, Blue Origin, Virgin Galactic, XCOR Aerospace e tante altre, l’esplorazione spaziale sta per conoscere una nuova età dell’oro. Nei prossimi anni l’uomo tornerà sulla Luna e entro il 2040 probabilmente sbarcheremo su Marte mentre forze fresche si preparano a sfruttare commercialmente l’orbita terrestre, la Luna stessa e gli asteroidi mentre le agenzie spaziali tradizionali sembrano rimanere concentrate sulla ricerca della vita, nel sistema solare principalmente sulle lune di Giove e Saturno, e sui tanti esopianeti scoperti grazie al telescopio orbitale Kepler e, entro un paio d’anni, grazie al più potente James Webb telescope che lo sostituirà.

Anni interessanti ed eccitanti per gli appassionati dell’esplorazione spaziale ci aspettano.

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