Saturday, 21 Jul 2018

A proposito del viaggio verso Alpha Centauri ventilato per il 2069

di Oliver Melis

Negli ultimi tempi si è diffusa in rete la notizia che la NASA avrebbe in programma di esplorare il sistema stellare a noi più vicino, Alfa centauri, entro la fine di questo secolo. Il piano, secondo alcuni azzardato e nebuloso, non convince gli scettici ma la NASA riterrebbe di riuscire a varare il programma entro il 2069.

La data del lancio non è casuale, ma ricorda il centenario della conquista della Luna. Tutto nasce quando il repubblicano, membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato del Texas, John Culberson, ha presentato alla NASA la richiesta di inviare una missione ad Alpha Centauri entro il 2069.

Bisogna ricordare che gli scienziati continuano a scoprire esopianeti usando potenti telescopi orbitanti ma noi, fisicamente, ci siamo allontanati ben poco dalla Terra, solo la missione Voyager 1, lanciata nel 1977 e contenente un disco con i suoni della Terra destinato ad eventuali ascoltatori extraterestri che dovessero imbattersi nella sonda in un lonano futuro, ha superato di recente i confini del nostri sistema solare.

L’immensità delle distanze che ci separano dalle stelle sembra invalicabile, il sistema stellare più vicino è proprio il sistema ternario di Alpha Centauri che dista dalla Terra più di 4 anni luce, la distanza che la luce percorre in 4 anni alla velocità di circa 300 mila Km al secondo.

Alpha Centauri A e B sono una coppia binaria e ruotano attorno al loro centro di gravità comune, la terza stella, Proxima Centauri, quella che effettivamente è più vicina a noi, ruota attorno alle due principali, il sistema è quindi composto da tre stelle. Proxima Centauri è, in realtà, piuttosto lontano dagli altri due (circa 13.000 volte la distanza tra la Terra e il sole), quindi una “missione Alpha Centauri” sarebbe, probabilmente, solo una missione per Proxima Centauri.

Proxima Centauri sembra che possieda almeno un esopianeta roccioso confermato, dove, forse, potrebbe essersi sviluppata la vita sulla superficie, sempre che possieda un’atmosfera e acqua. Raggiungere un obbiettivo simile potrebbe essere importante e farci capire come la vita si sviluppa e si evolve nell’universo.

Più in generale, se un pianetà ha una superficie solida, rocciosa e ha acqua liquida sulla superficie e alla giusta distanza dalla stella madre viene considerato potenzialmente abitabile. C’è da aggiungere che, per quanto riguarda gli esopianeti, ad oggi, non abbiamo nessuna conferma della presenza di atmosfera ed acqua su alcuno di quelli scoperti. A questo proposito, gli scienziati sperano di ottenere maggior dettagli con il nuovo James Webb Telescope, un nuovo telescopio orbitale il cui lancio è previsto per il 2019.

Proxima Centauri è una stella più piccola del nostro Sole, è una nana rossa, quindi la sua fascia di abitabilità deve essere più stretta, per permettere un irraggiamento sufficiente a mantenere le condizioni ideali per la vita. Non sappiamo ancora molto dei pianeti e / o delle lune che le potrebbero orbitare attorno, quindi è davvero troppo presto per dire cosa possiamo o non possiamo trovare. Si spera che ne sapremo un po ‘di più entro il 2069.


Usando la nostra attuale tecnologia, un viaggio verso Alpha centauri per una sonda con le stesse caratteristiche della New Horizons durerebbe circa 78.000 anni.

La NASA ha il compito di trovare un modo più veloce ed una tecnologia più efficace per raggiungere almeno le stelle a noi più vicine. Servirebbe lo sviluppo di un sistema di propulsione che arrivi almeno al 10% della velocità della luce, per poter raggiungere in tempi accettabili anche solo il sistema di alfa centauri. La difficoltà principale consiste nello stoccaggio del carico di carburante necessario per permettere alla navicella spaziale di poter accelerare costantemente fino a raggiungere la soglia di velocità prevista.

Qualche anno fa, il miliardario Yuri Milner ha lanciato un’iniziativa chiamata Breakthrough Starshot per creare una sonda da lanciare verso alfa centauri, una nanosonda di pochi grammi che verrebbe lanciata grazie a un sistema laser avanzato che spingerebbe la navicella facendo pressione su grandi vele. Starshot, in pratica, vorrebbe creare un nanocraft a propulsione leggera – solo pochi grammi di nave, sparati nello spazio con un laser gigante che spinge le sue vele solari. In teoria, questo è possibile. Ma tecnicamente abbiamo una lunga strada da percorrere.

Insomma, per ora, in base alla tecnologia oggi disponibile, un progetto simile va classificato come qualcosa da inserire nel libro dei sogni ma nulla esclude che nei prossimi 50 o 100 anni noi si sia in grado di sviluppare una tecnologia atta a raggiungere in tempi ragionevoli almeno le stelle più vicine. Per il momento possiamo accontentarci di un prossimo ritorno sulla Luna e dei progetti per raggiungere Marte con un equipaggio umano e, magari, di continuare l’esplorazione dei pianeti e delle lune del nostro sistema solare.

Fonte: Popular science

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