Wednesday, 21 Nov 2018

Nibiru esiste o no?

L’anno scorso, secondo gli annunci del numerologo cristiano, autore di diversi libri su NIbiru, il mondo sarebbe finito diverse volte, ad agosto, settembre ed ottobre. Certo, la fine del mondo è stata profetizzata continuamente dall’anno mille ad oggi ma, nonostante i profeti dell’apocalisse, il mondo è ancora qui e noi ci siamo sopra. Eppure, numerologi, seguaci di Sitchin e di Meade e altri in cerca di effimera notorietà, teorici della cospirazione o numerologi – quelli che credono che esista una relazione mistica tra cifre ed eventi – continuano a diffondere in rete presunte date di scadenza del nostro pianeta.

La maggior parte di queste false apocalissi tende a individuare come causa della fine del mondo il cosiddetto Pianeta X, a volte indicato come “Nibiru” – una parola accadica usata dagli pseudohistoriani che significa “incrocio” . La variante più comune del racconto afferma che una collisione o uno sfioramento delle orbite di Terra e Nibiru innescherà la fine dei tempi. Ma questo pianeta esiste davvero?

La NASA, dal 21/12/2012 ad oggi è stata subissata da domande in cui Nibiru è citato come il killer della Terra, tanto che, lo scorso agosto, l’agenzia spaziale americana ritenne di rilasciare una breve, concisa affermazione che diceva : “Il pianeta in questione, Nibiru, non esiste, quindi non ci sarà alcuna collisione”.

L’idea generale è che questo pianeta omicida si trovi ai margini del nostro Sistema Solare, o forse più lontano, e che, periodicamente, ad intervalli di migliaia di anni, lo attraversi sconvolgendo il cammino degli altri corpi celesti in orbita intorno al sole. Se tutto ciò fosse vero, come mai gli astronomi, migliaia di professionisti e decine di migliaia di dilettanti, non l’abbiamo ancora individuato?

Come si individuano i pianeti

La nostra ricerca di mondi alieni ha prodotto numeri notevoli negli ultimi tempi. Secondo l’ Exoplanet Archive della NASA, sono stati scoperti 3.717 pianeti oltre il nostro Sistema Solare (esopianeti), molti dei quali appartengono ad almeno 611 sistemi multi-pianeta. Ci sono anche quasi 5.000 oggetti o picchi di dati che sospettiamo essere esopianeti attualmente in fase di analisi.

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Come individuare un pianeta tramite il microlensing gravitazionale. NASA

Raramente li osserviamo fisicamente, comunque; non possiamo semplicemente usare un telescopio ottico per individuarli come con quelli del nostro sistema solare. Li rileviamo per lo più indirettamente, attraverso una varietà di mezzi.

A volte si muovono o “transitano” davanti alla loro stella ospite e vediamo il loro profilo. Se la luce passa attraverso la loro atmosfera, possiamo analizzarla per capirne la composizione.

A proposito, anche i pianeti deformano la luce che emana da queste stelle lontane. La loro distorsione del tessuto dello spaziotempo significa che questa luce a volte è focalizzata, come se una lente di ingrandimento cosmica apparisse improvvisamente nel cielo. Questo è un fenomeno noto come microlensing gravitazionale, e questo breve blip di apparente luminosità ci dice che qualcosa di pesante che non possiamo vedere altrimenti ha interferito con la luce stellare aliena.

Proxima b, il probabile mondo roccioso nel sistema stellare più vicino al nostro, fu scoperto grazie suo piccolo ma non insignificante campo gravitazionale in grado di far oscillare l’orbita della sua stella ospite, Proxima Centauri. Queste oscillazioni fanno sì che la lunghezza d’onda della luce stellare cambi leggermente per un momento, oche la stella sembri essersi mossa in relazione ad altre stelle vicine; In entrambi i casi, vengono rivelate una quantità sorprendente delle caratteristiche fisiche e orbitali di un pianeta.

Circa 44 esopianeti, tuttavia, sono stati direttamente ripresi. Sebbene la NASA lo descriva come “cercare di trovare una lucciola che svolazza intorno a un riflettore”, è ora possibile, grazie a software e tecnologie in grado di filtrare gran parte della luce delle stelle, riuscire ad individuare pianeti extrasolari che si nascondono in mezzo a loro.

Tornando a Nibiru, il pianeta X non è stato individuato da nessuno di questi mezzi, né direttamente né indirettamente. Sebbene la caccia all’esopianeta sia ancora all’inizio, questo repertorio di tecniche ci permetterebbe sicuramente di individuare per tempo qualcosa di grande come un pianeta che si dirige dritto verso di noi dalla nube di Oort o oltre.

Molti sostenitori di Nibiru pensano di individuarlo nel cosiddetto Planet Nine: – potrebbe essere questo ancora invisibile pianeta il Planet X? No, certo che no, ma per chi non lo sapesse riassumiamo velocemente. Planet Nine è un ipotetico pianeta che può esistere all’interno del nostro Sistema Solare, che non lo rende un pianeta extrasolare ma piuttosto un pianeta normale.

Per essere chiari, non è Plutone, che è sicuramente un pianeta nano. Nel 2005 , la scoperta di un nuovo pianeta nano, Eris , ha provocato la retrocessione Plutone a pianeta nano, retrocessione che, anche se ancora controversa, sembra innegabile raffrontando i due pianeti.

I transiti non sempre avvengono, ma sono molto utili per individuare un pianeta. NASA

In realtà, gli astronomi, studiando la Cintura di Kuiper, una collezione di comete al di là dell’orbita di Plutone, hanno individuato alcune anomalie orbitali degli oggetti della nube che fanno supporre l’esistenza di un pianeta circa 10 volte più massiccio della Terra.

inizialmente si sospettava che questo pianeta non si avvicinasse mai più di 200 volte la distanza tra il Sole e la Terra e che completasse un’orbita una volta ogni 10-20.000 anni. Da allora questi parametri sono stati rivisti e alcuni ricercatori hanno persino suggerito che potrebbe esistere anche un secondo ipotetico pianeta dieci.

Ignorando il ragionevole scetticismo che circonda queste affermazioni (ancora valide), perché uno di questi no potrebbe essere Planet X?

Il problema con Planet X è la distanza. La ragione per cui stiamo ancora scoprendo oggetti all’interno del nostro Sistema Solare, nonostante la loro non trascurabile dimensione, è (in parte) perché sono così lontani, e non sono diretti verso di noi.

Conoscete tutte quelle storie sugli asteroidi “near-miss” che continuano a passare vicino alla Terra? Vi siete mai chiesti come sappiamo sempre quando ci sarà un sorvolo da una cometa? Non sorprende che la NASA e i suoi equivalenti internazionali siano abbastanza buoni (se non perfetti) nel tenere traccia delle cose che ci vengono incontro.

Sì, alcuni asteroidi vengono persi qua e là, ma il pianeta X, secondo la vulgata, dovrebbe essere enorme. Come disse la NASA nel 2012 : “Se Nibiru o il Pianeta X fossero reali e si dirigessero verso la Terra […] gli astronomi l’avrebbero individuato da almeno un decennio e ora sarebbe visibile ad occhio nudo.

Insomma, se i profeti dell’apocalisse avessero ragione, Nibiru sarebbe sorprendentemente facile da individuare in questo momento, ma non lo è, semplicemente perché non c’è. Non l’abbiamo rilevato indirettamente o direttamente, né ne supponiamo l’esistenza. Non è un altro Proxima b o Planet Nine.

È uno scherzo di Internet, “periodicamente riciclato in nuove favole apocalittiche“.

Un’ultima cosa

Nel caso ve lo stiate chiedendo, Planet X è il frutto delle affermazioni di una certa Nancy Lieder, una donna che afferma di avere la capacità di comunicare tramite un impianto neurologico con alieni dal sistema stellare di Zeta Reticuli. Secondo lei, sono questi alieni che inviano avvisi costantemente imprecisi sul Pianeta X. Insomma, questi alieni o le stanno facendo uno scherzo o sono terribili in astronomia. Più probabilmente, non esistono neanche.

Per inciso, la Lieder sostiene che la cometa Hale-Bopp, uno degli eventi astronomici più visti nella storia umana quando, nel 1997, fu a lungo visibile nei nostri cieli, non esiste. E questo chiude ogni discorso.

 Fonte: IFLScience.com
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