Wednesday, 19 Sep 2018

Il senato USA vota contro Trump per salvare la Net Neutrality

In una stretta votazione per appello nominale finito 52 a 47, il Senato degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione congiunta per invertire la decisione della Federal Communication Commission (FCC) di annullare le regole sulla neutralità della rete volute dal presidente Obama nel 2015. La mossa essenzialmente annullerà il ” Restoring Internet Freedom Order ” pubblicato dalla FCC dominata dal GOP a febbraio.

La risoluzione congiunta del Senato 52  disapprova ufficialmente la regola della FCC ai sensi della legge sulla revisione del Congresso, consentendo al Congresso di annullare le regole recentemente create dalle agenzie federali.

L’approvazione del Senato è, però, solo metà della battaglia, e le probabilità potrebbero non essere a favore della net neutrality. La risoluzione si sposterà ora alla  camera, che è a larga maggioranza repubblicana, per l’approvazione definitiva e passare poi per la scrivania del presidente Trump per la sua firma, per trasformare la risoluzione in legge.

Parliamoci chiaro: il voto non salva ancora la neutralità della rete, ma mette un grosso ostacolo sulla strada della sua abrogazione. L’SR-51 è una sorta di sforzo estremo dei democratici per fermare l’abrogazione della net neutrality che dovrebbe entrare in vigore a giugno.

Come si ricorderà, fu a dicembre che il principale ente di regolamentazione statunitense votò per abrogare le regole che impediscono ai provider di servizi Internet (ISP) di trattare determinati contenuti in modo diverso. Mentre le specifiche variano da paese a paese, la neutralità della rete  garantisce che gli ISP e le agenzie governative gestiscano tutti i siti web legali allo stesso modo e siano ugualmente accessibili. L’abrogazione delle regole di neutralità della rete riclassifica sostanzialmente gli ISP come “servizi di informazione” anziché “servizi pubblici” – come i servizi telefonici o elettrici – che sono attualmente regolamentati dalla FCC. Secondo la nuova regola, le agenzie non avranno più una politica che impedisca ai provider di Internet di bloccare, rallentare o addebitare di più  per determinati contenuti o di creare abbonamenti a velocità diverse, come meglio ritengono opportuno. Il timore è che altri paesi possano seguire l’esempio di Trump e favorire la nascita di accessi ad internet di serie B e di serie A, favorendo inoltre la fruizione di alcuni siti rispetto ad altri.

Insomma, la net neutrality non è ancora al sicuro ma questa mossa del senato americano dimostra la volontà di almeno una parte del congresso di combattere per essa.

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