Wednesday, 21 Nov 2018

Wernher Von Braun, l’uomo che ci mandò sulla Luna

di Oliver Melis

Padre della missilistica moderna, Wernher Von Braun ha contribuito in modo fondamentale all’avventura più affascinante dell’umanità contribuendo con il suo genio alla conquista dello spazio
La missilistica ha avuto inizio con i sogni di un bambino di una famiglia di nobili origini della Germania Orientale.
Wernher Magnus Maximilian von Braun nacque il 23 marzo 1912 a Wirsitz, , figlio del barone Magnus Freiherr e di Emmy von Quistorp.
La sua infanzia svela la nascita della sua vocazione professionale: “Quando avevo 12 anni rimasi affascinato dagli incredibili record di velocità stabiliti da Max Valier e Fritz von Opel. Così tentai il mio primo esperimento pratico di razzo. Assomigliò al tentativo compiuto nel 1500 da un cinese di nome Wan Hoo.Wan Hoo voleva essere il primo uomo ad andare sulla Luna e per fare ciò legò ad una sedia 47 razzi; purtroppo il coraggioso Wan Hoo scomparve in una esplosione di fiamme e di fumo… Il giovane von Braun collegò una dozzina di missili ad un carretto giocattolo che però “mancandogli il coraggio e la determinazione di WanHoo” era senza nessuno a bordo che lo governasse.
Il carretto partì attraversando le vie principali della sua città, “lasciando una scia di fuoco come una cometa”. Il giovane venne preso in custodia dagli agenti che lo consegnarono al padre.

Negli anni seguenti, von Braun frequentò le scuole a Berlino e in questo periodo nacque la passione per l’astronomia e per i viaggi interplanetari
Lesse Die Rakete zu den Planetenräumen (Il razzo nello spazio interplanetario) di Hermann Oberth, testo che lo portò ad approfondire le sue conoscenze matematiche.
La madre alimentò nel giovane queste inclinazioni regalandogli un telescopio con il quale von Braun si esercitava nell’astronomia, passione che sviluppò con le letture di J. Verne ed H.G. Wells che misero definitivamente le ali ai sogni di Von Braun che si convinse sempre di più della possibilità dell’esplorazione spaziale.
Nel 1929 aderì alla Società tedesca per i viaggi spaziali iniziando di fatto i primi esperimenti sui razzi, che attirarono l’attenzione della commissione tecnica del Reichswehr, l’esercito tedesco. Il primo Novembre 1932 iniziò a lavorare per l’esercitò tedesco sotto la guida di Walter Dornberger.
Nello stesso anno si diplomò in ingegneria aeronautica presso l’Istituto Tecnico di Berlino. Due anni più tardi completò il dottorato in fisica con una tesi sui problemi teorici e applicativi della propulsione a razzo a combustibile liquido intitolata Konstruktive, theoretische und experimentelle Beiträge zu dem Problem der Flüssigkeitsrakete (Osservazioni costruttive e sperimentali intorno al problema della propulsione a razzo con combustibile liquido) che venne classificata come geheime Kommandosache (oggetto strategico segreto) e quindi non venne pubblicata.
Nel 1933 von Braun ottenne il brevetto di pilota. Nel dicembre del 1934 il gruppo di Von Braun lanciò, dall’isola di Borkum, due razzi Aggregat-2, soprannominato “Max und Moritz” dal nome di due personaggi dei fumetti tedeschi, che arrivano a 2,5 chilometri di quota.
Nel 1935 entrò nel gruppo di ricerca missilistica dell’esercito a seguito della chiusura della Società tedesca per i viaggi spaziali. Nel 1936 il gruppo di ingegneri guidato da von Braun abbandonò il sito di Kummersdorf e si trasferì a Peenemünde, località sul Baltico.
Nel 1937 von Braun assunse la direzione della nuova base e insieme al suo gruppo si occupò della realizzazione dei primi missili a media gittata, a combustibile liquido e con esplosivo convenzionale (V-1,V-2). Il primo volo di una V-2 avvenne nell’ottobre del 1942. Queste armi furono poi impegnate per bombardare Inghilterra e Belgio.
Nel 1945, il 2 maggio, von Braun e Dornberger si arresero agli Alleati e insieme a circa 120 persone, tra tecnici ed ingegneri, furono trasferiti prima a Fort Bliss, in Texas, poi a White Sands nel New Mexico.
Nel marzo del 1947 sposò Maria von Quistop una cugina di secondo grado.
Nel 1950 si stabilì a Huntsville, presso il Redstone Arsenal in Alabama e divenne direttore tecnico del programma dell’esercito per le armi balistiche, carica che mantenne sino al 1956.
Nel 1952 presentò il primo progetto per l’esplorazione di Marte e un progetto per una stazione orbitante di 75 metri di diametro sulla rivista Collier’s. Nello stesso anno pubblicò Across the Space Frontier (New York: Viking Press). In questo periodo collaborò con Walt Disney per tre serie televisive sull’esplorazione dello spazio, facendo conoscere i viaggi spaziali al grande pubblico.
Nel 1953 uscirono alcuni suoi volumi Conquest of the Moon ( New York : Viking Press), Man on the Moon ( London : Sidgwick and Jackson ), e Mars Project ( Urbana : University of Illinois Press ). Nel 1955 ottenne cittadinanza statunitense e l’anno dopo pubblicò Exploration of Mars (New York: Viking Press). Nel 1960 pubblicò First Men to the Moon ( New York : Holt, Rinehart and Winston) e nel 1966 History of Rocketry and Space Travel ( New York : Crowell)
Il 31 gennaio del 1958 il gruppo di von Braun aveva lanciato l’Explorer I, il primo satellite statunitense, con un missile della classe Juno I, un razzo composto da quattro stadi. Il 3 marzo 1959 un vettore della classe Juno II lanciò la sonda Pioneer IV, che per prima girò attorno alla Luna. Il 29 luglio nasce la NASA , National Astronautics and Space Administration. Un anno dopo assumerà la carica di direttore del centro NASA di Redstone, carica che ricoprì fino al febbraio 1970. Nel febbraio del 1960 venne collaudato con successo il missile a due stadi a combustibile solido Pershing e infine, nel luglio del 1969 il Saturno V, sviluppato dal gruppo di von Braun, portò in orbita l’Apollo 11, missione che portò al primo allunaggio umano sul nostro satellite. Tra il 1969 e il 1971 vettori tipo Saturn 5 porteranno 12 astronauti sulla Luna.
Nel 1970 von Braun divenne Deputy associate administrator della NASA, trasferendosi a Washington. Ma solo due anni più tardi, nel 1972, lasciò la NASA per “incompatibilità di ideali”, divenendo vicepresidente della Fairchild Industries, carica dalla quale si ritirò alla fine del 1976. Nel 1975 aveva fondato il National Space Institute, associazione privata per la sensibilizzazione del pubblico sulle attività spaziali. Werner von Braun muore il 16 giugno 1977 ad Alexandria, in Virginia, per un tumore allo stomaco.
Werner von Braun si batté per la realizzazione di un sogno: creare la tecnologia necessaria a permettere all’uomo di muoversi nello spazio.
Il 22 giugno 1977, nel corso della cerimonia commemorativa alla Washington’s National Cathedral, il presidente degli Stati Uniti Carter ricordò von Braun come “un uomo dalle chiare visioni […]. Non solo per il popolo americano ma tutto il mondo ha avuto vantaggi dal suo lavoro.
Wernwr von Braun era anche un uomo di fede, Luterano convinto, nei suoi interventi e in diverse lettere parlò spesso delle sue convinzioni religiose. “Per me, l’idea di una creazione non è concepibile senza invocare la necessità del disegno. Non si può essere esposti alla legge e all’ordine dell’universo senza concludere che deve esserci un disegno e uno scopo dietro tutto.
Per lui il rapporto tra scienza e fede è riassunto in una sua frase: “Per me la scienza e la religione sono due finestre di una casa, attraverso le quali noi vediamo la realtà del Creatore e le leggi che si manifestano nelle sue creature.Tutto quello che la scienza mi ha insegnato —e continua ad insegnarmi— rafforza la mia credenza nella continuazione della nostra esistenza spirituale dopo la morte.”
Ci sono luci e ombre nella sua vita ma possiamo dire che grazie a von Braun l’umanità ha fatto un passo enorme nella conoscenza dell’universo che lo ospita, e ha potuto per la prima volta mettere piede sulla Luna, il satellite che poeti e sognatori hanno sempre fantasticato di raggiungere.

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