Sunday, 18 Nov 2018

Opportunity: il rover tace da 4 giorni mentre la tempesta di sabbia continua a montare. Le foto inviate da Curiosity

Abbiamo già parlato della tempesta di sabbia che sta imperversando su Marte mettendo in pericolo l’operatività del rover Opportunity a causa dell’oscuramento della luce solare che impedisce ai pannelli solari di ricaricare la batteria che garantisce il funzionamento del piccolo esploratore. L’immagine sottostante è costruita con un set di immagini raccolte ed inviate dal Mars Reconnaissance Orbiter della NASA e ci mostra la posizione attuale dei rover Opportunity e Curiosity e lo strato di polvere sollevata nell’atmosfera dalla tempesta.

Come sappiamo, il rover Opportunity è stato posto in stato di minima operatività per utilizzare l’energia delle batterie per far funzionare i riscaldatori che proteggono i delicati strumenti che porta a bordo dal gelo marziano ma, se la tempesta dovesse durare troppo a lungo, la batteria potrebbe esaurirsi con conseguenze purtroppo fatali per il rover. Il rover Curiosity, anch’esso colpito dalla tempesta, non corre questo pericolo in quanto il suo funzionamento è garantito da una batteria a radioisotopi.

Ieri la NASA ha trasmesso una conferenza stampa durante la quale sono stati forniti gli ultimi aggiornamenti sull’evoluzione della tempesta e lo stato delle sonde. A quanto pare, la tempesta attuale rischia di diventare una tempesta globale, arrivata anche nell’area in cui opera Curiosity, e può diventare un’ottima occasione per lo studio di questi eventi e delle dinamiche dell’atmosfera marziana, soprattutto in vista di prossime missioni robotiche o di colonizzazione umana del Pianeta Rosso.

La NASA ha tre orbiter attorno al pianeta rosso, ognuno dotato di telecamere speciali e altri strumenti in grado di compiere rilevamenti atmosferici mentre, sulla superficie del pianeta, il rover Curiosity, rimasto operativo, sta inviando immagini che mostrano l’aumento di sabbia anche nella sua posizione, nel cratere Gale, e le analisi dell’atmosfera che lo circonda.

Due riprese inviate dal rover Curiosity della NASA, acquisite appositamente per misurare la quantità di polvere nell’aria all’interno del Gale Crater, mostrano l’aumento di opacità dell’aria nell’arco di tre giorni. L’immagine a sinistra mostra una vista del bordo est-nordest del cratere Gale il 7 giugno 2018 (Sol 2074), mentre quella di destra mostra lo stesso panorama il 10 giugno 2018 (Sol 2077). Credits: NASA / JPL-Caltech / MSSS

«Si tratta della tempesta perfetta per la scienza di Marte», ha spiegato Jim Watzin, direttore del Mars Exploration Program della NASA, presso la sede dell’agenzia a Washington. «Abbiamo diversi veicoli spaziali che operano sul Pianeta Rosso, ognuno dei quali offre uno sguardo unico su come si formano e si comportano le tempeste di sabbia – conoscenze che saranno essenziali per le future missioni robotiche e umane».

Le tempeste di sabbia sono una caratteristica frequente su Marte e si verificano in tutte le stagioni. Occasionalmente, possono gonfiarsi in tempeste regionali nel giro di pochi giorni, e talvolta persino espandersi fino ad avvolgere tutto il pianeta. Si stima che tempeste così massicce su scala planetaria avvengano circa una volta ogni tre o quattro anni marziani (da sei a otto anni terrestri; l’ultima è stata nel 2007). Possono durare settimane o mesi.

L’ultima immagine inviata da Opportunity prima che fosse posto in quiescenza. Il bordo nero in basso indica un mancato invio di dati. L’immagine mostra quanto fosse offuscata la vista del rover a causa della tempesta di sabbia. L’immagine è stata ripresa il 10 giugno (Sol 5111). Credits: Nasa/JPL-Caltech/Cornell

È dal 2007 che gli scienziati aspettano il ripetersi di un evento in cui la coltre di polvere circondi l’intero pianeta. Ancora non è stata osservata nessuna tempesta che abbia realmente ricorperto completamente il pianeta. Nel 1971, ne avvenne una che ci andò, però, molto vicino: nella fase di picco della tempesta restarono visibili solo le vette degli altissimi vulcani di Marte, nella regione Tharsis.

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