Tuesday, 20 Nov 2018

Una nuova era glaciale è in arrivo portata dal minimo solare?


Puntuale come una bufala sull’ennesimo arrivo di Nibiru è ricicciata sui social network, evidentemente spinta dai soliti siti bufalari, la bufala sulla nuova era glaciale in arrivo dal prossimo inverno e che durerà, a secondo del sito che ne parla, dai 5 ai 150 anni.

Questa dell’era glaciale scatenata dal minimo solare è una bufala che, da diversi anni, esce fuori praticamente ad ogni estate.

L’idea prende spunto dal fatto che gli astronomi si aspettano a breve, (in realtà lo aspettano dal 2013, anno in cui iniziò l’attuale periodo di minima attività del sole) un periodo di “minimo solare“, cioè un periodo di minore attività del Sole nel ciclo solare. Si tratte di una fase durante la quale l’attività delle macchie solari e dei flare tende a diminuire, fino a diventare quasi assente per diversi giorni consecutivi.

Le previsioni che parlano di prossime glaciazioni prendono spunto dal fatto che tra il 1645 e il 1715 ci fu un periodo di minima attività solare durante il quale gli astronomi dell’epoca, come si apprende dalle cronache, osservarono pochissime macchie solari, si parla di 5 all’anno contro le normali più 40.000, in coincidenza con il quale la Terra fu interessata da un cambiamento clima, con un forte abbassamento delle temperature rispetto agli anni precedenti.

Quel periodo conosciuto come “Piccola Era Glaciale“, viene chiamato dagli astronomi minimo di Maunder.

Per una serie di ragioni, il minimo di Maunder durò ben più degli 11 anni previsti per il normale ciclo solare. La piccola era glaciale durò infatti ben 70 anni. Probabilmente, questo accadde perchè ad una effettiva diminuità attività solare si associarono gli effetti causati da questa sul clima della Terra. Infatti l’abbassamento delle temperature provocò l’estensione dei ghiacci su gran parte dell’Europa e l’aumentata superficie ghiacciata, a sua volta, provocò con il suo effetto riflettente della luce un ulteriore abbassamento delle temperature e contribuì a mantenerle basse più a lungo.

Secondo alcune previsioni astronomiche a lungo termine è probabile che stiamo entrando in una fase  in cui avremo un minimo della presenza di macchie solari e flares paragonabile con il minimo di Maunder, ma sulla sua effettiva durata i vari studi sono notevolmente discordanti tra loro.

Secondo una ricerca pubblicata su The Astrophysical Journal, le temperature del Pianeta tenderanno a diminuire mediamente di 0,5°C con la conseguenza di alleviare temporaneamente gli effetti del Global Warming, cosa che potrebbe darci più tempo per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera, soprattutto in vista del prossimo ciclo di massima attività solare.

Alla luce dell’attuale Global Warnig sui mutamenti climatici provocati dal riscaldamento globale, tuttavia, annunciare una nuova Era Glaciale non ha alcun fondamento scientifico mentre è più che possibile che avremo notevoli fluttuazioni del clima, cosa normalissima per il funzionamento climatico del nosro pianeta.

Insomma, il calo di circa mezzo grado previsto mediamente sulla temperatura globale del nostro pianeta, significa che probabilmente, per alcuni inverni, vedremo qualche nevicata in più e che avremo estati mediamente miti anche se sono possibili periodi con alti picchi di temperatura. Ricordiamoci che, rispetto al 1950, la temperatura media annuale del pianeta è aumentata di circa 1 grado Celsius per effetto delle aumentate emissioni di gas serra, in particolare di CO2 con una evidente tendenza all’accelerazione dell’aumento della temperatura, al punto da costringere le nazioni del mondo a stringere una serie di accordi sui provvedimenti da prendere per diminuire l’emissione di co2 in atmosfera.

Un calo delle temperature medie dovuto ad una diminuita attività solare, quantificabile in 0,5 gradi Celsius, non provocherebbe, quindi, cambiamenti climatici tali da scatenere una nuova era glaciale ma potrebbe darci più tempo per trovare una soluzione al riscaldamento globale, senza dimenticarci che, nel ciclo di vita del Sole, ad un periodo di minima attività, non importa quanto lungo, segue sempre un periodo di massima attività che potrebbe anche non arrivare con gradualità ma all’improvviso.

Insomma, niente era glaciale.

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