Sunday, 18 Nov 2018

La NASA potrebbe sospendere lo sviluppo dell’SLS ed appaltare tutti i trasporti spaziali a SpaceX

Ogni giorno che passa, la NASA si avvicina sempre di più al completamento del suo Space Launch System. Descritto come il più potente missile dal Saturn V, quello che portò gli astronauti americani sulla Luna, SLS torreggerà sulla sua rampa di lancio e produrrà 8,4 milioni di libbre di spinta al decollo.

SLS sta anche alimentando i profitti delle più grandi compagnie spaziali americane. Boeing,  Lockheed MartinAerojet Rocketdyne e Orbital ATK (ora di proprietà di Northrop Grumman ) sono solo alcune delle aziende che traggono profitto dal budget di 35 miliardi di dollari per lo sviluppo dello SLS. Un sistema di lancio spaziale che, una volta a punto ed operativo, potrebbe essere ancora più redditizio per i suoi costruttori ed operatori, generando, secondo alcune stime, un fatturato vicino ai 1,5 miliardi dollari (qualcosa come 2,5 miliardi di euro) per ogni lancio.

I dubbi su SLs

La National Space Society ha recentemente tenuto un convegno a Los Angeles dove l’SLS è stato al centro dele discussioni più accese. Nel corso di quattro giorni politici, aziende spaziali, tecnici e giornalisti hanno messo in dubbio la bontà del proseguire lo sviluppo dell’SLS chiedendosi se la NASA potrebbe investire meglio il suo budget.

Sostanzialmente i dubbi emersi sono i seguenti:

SLS è stato inizialmente presentato come il propulsore chiave per lanciare una missione umana su Marte ma da più parti sono emersi dubbi circa la saggezza o l’efficacia di una missione con equipaggio su Marte nel prossimo decennio“. La deputata repubblicana Dana Rohrabacher, membro della sottocommissione spaziale della repubblica della California, ha sottolineato come la tecnologia disponibile sia ancora troppo immatura per sostenere una missione di Marte con equipaggio, e ha sostenuto che la NASA non “sarà pronta ad avviare una missione su Marte con equipaggio prima dei prossimi 20 anni, forse di più“. 

Un ex ingegnere della Lockheed ha sottolineato che la capsula spaziale Orion che Lockheed Martin sta costruendo per l’SLS sarà incapace di atterrare sulla Luna, tanto meno su Marte. Nel migliore dei casi, la capsula sarà in grado di attraccare ad una stazione spaziale (il cosiddetto Deep Space Gateway), pertanto, condurre uno sbarco sulla Luna o su Marte sarebbe necessario lo sviluppo di un lander, cosa che, al momento, non è ancora neanche nei pensieri della NASA.

Altri critici hanno notato chr lo Space Launch System, oltre a non essere veramente adatto per una missione su Marte, nasce già obsoleto. La NASA, infatti, sta attualmente sviluppando l’SLS come veicolo di lancio spendibile (il che significa che, come la maggior parte dei razzi in servizio, sarebbe monouso. Tuttavia, le aziende private SpaceX, Blue Origin e altri si stanno muovendo più rapidamente ed a costi inferiori e hanno sviluppato razzi riutilizzabili ottenendo un significativo contenimento dei costi. Un altro ingegnere che ha collaborato con la Boeing ha sostenuto che anche se SLS alla fine si costruisse, non durerebbe molto a lungo visti i passi che SpaceX e Blue Origin stanno facendo in materia di razzi riutilizzabili.

Un funzionario del governo, parlando confidenzialmente, avrebbe detto che, dato che a questo punto sono molto più avanti di Boeing e Lockheed, la NASA farebbe meglio ad esternalizzare lo sviluppo di razzi a SpaceX e Blue Origin. I miliardi che la NASA risparmierebbe sullo sviluppo e la costruzione dell’SLS potrebbe meglio utilizzarli per sviluppare progetti spaziali avveniristici come un impianto di produzione nello spazio, motori a propulsione nucleare e sviluppo di sistemi credibili di produzione di energia fotovoltaica nello spazio.

In effetti, nel corso degli anni, abbiamo visto il costo dello Space Launch System gonfiarsi e il suo sviluppo rallentare mentre Elon Musk e la sua SpaceX hanno fatto passi da gigante nello sviluppo di veicoli di lancio alternativi e probabilmente più avanzati come il Falcon 9 ed il Falcon Heavy, riutilizzabili, e che in questo momento sta procedendo allo sviluppo del BFR (Big Falcon Rocket).

Il vero problema è che sia l’SLS che il Falcon Heavy sono in grado di inviare payload sulla Luna e perfino su Marte (sebbene la capacità di carico teorica del FH sia inferiore) ma una missione standard di FH costa sui 90 milioni di dollari mentre una missione analoga dell’SLS costerà da 1 a 2,5 miliardi di dollari. Insomma, la NASA, anche alla luce del budget, farebbe meglio a sospendere lo sviluppo dell’SLS ed esternalizzare le missioni di trasporto spaziale a SpaceX.

Elon Musk prevede di non utilizzare il Falcon Heavy per le missioni con equipaggio in attesa, entro il prossimo anno, del BFR, ma potrebbe accettare di farlo se la NASA gli proponesse un contratto. Inoltre, secondo SpaceX, due Falcon Heavies che lavorassero in tandem – uno per volare e uno per il rifornimento di carburante – potrebbero portare equipaggi umani sulla Luna e riportarli indietro. Ancora maggiore sarà la convenienza quando il BFR sarà pronto e potrà volare a costi molto inferiori di quelli previsti per l’SLS.

Certo, aziende come Boeing e Lockheed, i due appaltatori di più alto profilo della coalizione SLS, non potrebbero essere molto contente essendo la voce “spazio” circa il 20% dei ricavi di entrambe le società, secondo i dati di S & P Global Market Intelligence, un fatto che spingerà i loro lobbisti al congresso a fare una ferma opposizione all’esternalizzazione dei servizi di volo della NASA.

In breve, fermare il progetto SLS sarebbe probabilmente un bene per i contribuenti e un bel vantaggio per SpaceX. Probabilmente non sarebbe nemmeno disastroso per Boeing o Lockheed, infatti, finora SpaceX non ha espresso alcun particolare interesse nello sviluppo di strutture di produzione nello spazio, propulsione nucleare, [o] dimostrazioni di energia solare spaziale credibile, tutti progetti che i giganti dell’aerospazio potrebbero portare avanti per la NASA insieme al Deep Space Gateway in cui sono già concettualmente impegnate. Insomma, se nessuno volesse troppo ed ognuno facesse ciò che sa fare meglio, nessuno si farebbe male e la corsa allo spazio avrebbe nuovo impulso con costi più bassi oppure maggiori sviluppi allo stesso costo.

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