Saturday, 21 Jul 2018

Attacco sonico o paranoia di massa? Infuria il dibattito sulla misteriosa malattia dei diplomatici americani di stanza a Cuba ed in Cina

Il mistero è iniziato alla fine del 2016.

Il personale addetto all’ambasciata americana a L’Avana ha cominciato a manifestare sintomi come mal di testa, vertigini e insonnia dopo aver sentito degli strani suoni molto forti o aver provato una diffusa sensazione di pressione su tutto il corpo. Da allora, decine di diplomatici sono stati ritirati da Cuba e la tensione internazionale è aumentata. 

Negli ultimi tempi, inoltre, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha reso noto che anche un numero imprecisato di diplomatici americani in servizio presso il suo consolato americano a Guangzhou, in Cina, è dovuto rientrare negli Stati Uniti in seguito la manifestarsi di sintomi simili a quelli riportati dal personale diplomatico a Cuba dove, intanto, altri due diplomatici avrebbero manifestato quegli stessi sintomi. Sembra una questione abbastanza seria ma, a 18 mesi dal primo caso, nessuna spiegazione soddisfacente è stata ancora data, sebbene siano proliferate le ipotesi.

L’ex segretario di Stato Rex Tillerson ha accusato Cuba di avere effettuato un deliberato un deliberato “attacco alla salute del eprsonale diplomatico americano”, mentre alcuni neuroscienziati e psicologi incaricati dal dipartimento di stato, insieme ad un gruppo di scienziati cubani, sarebbero orientati a classificare le patologie riscontrate come sintomi da stress. Secondo un addetto diplomatico americano dell’ambasciata all’Avana, non colpito dalla sintomatologia, “C’è stata una tempesta perfetta di suggestione e paranoia e la sindrome da stress rientra nel quadro descritto“, come riferisce la rivista Science, cui l’addetto avrebbe effettuato la confidenza sotto la protezione dell’anonimato.

Alcuni ricercatori, però, sembrano avere individuato una causa fisica. A febbraio, un team dell’Università della Pennsylvania ha studiato i deficit neurologici riferiti dal personale dell’ambasciata e sembra sia stato rilevato un problema legato ad un disordine vestibolare e cognitivo in 24 persone evacuate dall’ambasciata dell’Avana. l’ipotesi che si va facendo strada è che un qualche tipo di dispositivo ad energia diretta possa aver causato danni all’orecchio interno di queste persone.

Sembra che stia succedendo qualcosa“, afferma Lee Goldstein della Boston University, che studia le malattie neurodegenerative. Ma, aggiunge, “Siamo ancora all’inizio dello studio ed è presto per fare ipotesi.

Il primo a ammalarsi fu un agente dell’intelligence statunitense a L’Avana. Il “caso indice“, come lo chiama Hoffer. L’agente riferì al medico dell’ambasciata di dolore all’orecchio, acufene, vertigini e sensazione “cognitivamente non perfetta. A quanto riferito dall’agente tuto cominciò dopo aver sentito “un rumore davvero strano e forte che sembrava seguirlo nella stanza“. Secondo il dott. Hoffer, che lo ha esaminato a febbraio “Quando ha aperto la porta della stanza, il suono è cessato.” Altro personale dell’ambasciata statunitense ha riferito sintomi simili.

Alla fine di marzo 2017, secondo l’anonimo diplomatico statunitense che ha parlato con Science , l’ambasciatore Jeffrey De Laurentis convocò il personale con autorizzazioni di sicurezza, circa 30 persone, per un briefing riservato ad un’installazione speciale nell’ambasciata: una scatola di acciaio conex sospesa piloni protetta da guardie di sicurezza. L'”ipotesi di lavoro“, secondo il diplomatico, è che le vittime siano state prese di mira da un dispositivo acustico a lungo raggio. I funzionari di sicurezza dell’ambasciata hanno consigliato ai loro colleghi di registrare eventuali suoni molesti e segnalare qualsiasi sintomo. Nell’aprile 2017, l’ambasciata ha avvisato tutti i membri del corpo diplomatico di dormire lontano dalle finestre.

Tutti erano in delirio“, ha detto un secondo diplomatico statunitense che all’epoca era di stanza a L’Avana con due bambini piccoli. “Avevamo una grande finestra nella parte anteriore della casa, una sensazione orribile, abbiamo solo pensato di essere in pericolo e a sentirci paranoici.”

Hoffer, un ex medico militare con esperienza nella sindrome post traumatica da stress dei militari impegnati in Iraq, fu chiamato per valutare i diplomatici in difficoltà. Sono stati effettuati test per la valutazione della commozione cerebrale negli atleti, oltre ad analisi neurofisiologiche ed otorino.

Su una buona parte del personale colpito dalla sindrome sembra implicato un danno agli otolitri dell’orecchio, l’otricolo e il sacculo.

Balaban e i suoi colleghi azzardano l’ipotesi che una fonte di energia diretta potrebbe aver danneggiato l’utricolo e il sacculo. 

A gennaio, dopo un’indagine sul campo a L’Avana, il Federal Bureau of Investigation non ha trovato prove di un attacco con potenti fasci di energia. Ma il Dipartimento della Difesa ha deciso di indagare più a fondo. L’esperto acustico della marina statunitense Kurt Yankaskas, che gestisce il programma di perdita dell’udito indotto dal rumore presso l’Office of Naval Research di Arlington, in Virginia, ritiene che un’arma energetica sia una possibilità, anche se “avrebbe dovuto essere a fascio stretto e ad alta frequenza. “ Un candidato,” dice, “è il cosiddetto suono ipersonico, generato dall’interferenza delle onde ultrasoniche”.

Qualunque sia la causa dei sintomi, solo una minoranza del personale dell’ambasciata è stata colpita. Il Dipartimento di Stato ha inviato Hoffer e il fisioterapista James Buskirk dell’Università di Miami a L’Avana nell’aprile 2017 per eseguire test sul personale rimasto. “Un sacco di persone all’ambasciata volevano rassicurazioni sul fatto che non erano interessati“, dice Buskirk. “Nessuno ha avuto sintomi, e tutti hanno reagito normalmente ai test.”

Altri ricercatori e medici sostengono che la malattia psicogena di massa potrebbe spiegare alcuni, se non tutti, i sintomi. Una team di scienziati cubani che hanno valutato le prove degli Stati Uniti e raccolto i propri dati ha concluso nel dicembre 2017 che le registrazioni degli Stati Uniti di un suono apparentemente innaturale si accordano con i rumori prodotti dal cricket giamaicano, un insetto notoriamente rumoroso che è comune a Cuba. 

Sia le autorità statunitensi che quelle cubane stanno cercando di stabilire definitivamente le cause di questo problema. Il 5 giugno, il Segretario di Stato Mike Pompeo ha annunciato la creazione di una task force interagenzia. E all’inizio di questo mese, il presidente dell’Accademia delle Scienze di Cuba (ACC) a L’Avana, il neurofisiologo Luis Velázquez Pérez, ha proposto che l’ACC e la National Academy of Sciences degli Stati Uniti (NAS) a Washington, DC si uniscano per cercare di risolvere il mistero.

Nel frattempo, come abbiamo visto, anche personale diplomatico dell’ambasciata statunitense in Cina ha cominciato a manifestare disturbi simili: anche in questo caso la colpa può essere di un insetto giamaicano?

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