Wednesday, 21 Nov 2018

Quando le bufale pascolano sulla Luna


di Oliver Melis

Le teorie della cospirazione e le ipotesi di complotto “moderne“, perchè ce ne sono anche di molto più vecchie ma di altro genere, che coinvolgono il governo e le agenzie federali statunitensi vedono il loro seme germogliare negli anni ’70 con le rivelazioni successive all’emersione dello “scandalo Watergate“. In quell’occasione i cittadini americani scoprirono che il governo poteva effettivamente mentire, come un pugno di giornalisti del Washington Post scoprì

Da allora complottisti e bufalari ebbero buon gioco e trovarono sempre un certo seguito rivelando presunti complotti e cospirazioni che, prima per mezzo di certa stampa, poi grazie alla rete, a molti permisero anche di realizzare un certo lucro. Tra i principali soggetti scelti dai complottisti e dai bufalari, la Luna, e la sua conquista da parte della NASA, si è da sempre rivelata un fertile argomento sul quale intessere una rete di bufale, a volte verosimili, altre meno. Vediamone di seguito qualcuna:

Il falso sbarco

Sul nostro satellite naturale si è raccontato di tutto, perfino che il famoso sbarco che portò i primi astronauti a camminare sulla sua superficie fosse un falso architettato dalle grandi corporazioni internazionali e dal Governo degli Stati Uniti.

Su Internet le teorie della congiura certamente non mancano arrivando spesso a pestarsi i piedi a vicenda. Internet però non è la causa di tutti i mali, anzi, si parlava di falso allunaggio in un libro – autoprodotto – che avanzava tesi divergenti dalla “verità ufficiale“. il libro in questione fu scritto da un certo Bill Kaysing e si intitola “Non siamo mai andati sulla Luna“. La sua pubblicazione risale agli anni ’70.
Nonostante i tentativi di smontare la più grande conquista del genere umano siano patetici e squallidi, per alcuni lo sbarco rimane qualcosa di poco chiaro. Noi non possiamo che sorridere.

Luna olografica

La Luna ci accompagna da sempre ma qualcuno si fa delle domande del tipo: Chi l’ha messa lì? E chi si è preso la briga di realizzare un ologramma e mantenerlo attivo per migliaia di anni con chissà quale dispendio di mezzi ed energia? Sembrano, anzi sono, domande campate in aria, o in orbita, ma qualcuno le ha poste.

In che modo questo fantomatico ologramma ha ingannato schiere di studiosi che ne hanno calcolato dimensioni, massa e attrazione gravitazionale? Mistero, come un mistero restano le rocce riportate a Terra dalle missioni di esplorazione umana.

E le maree? Già, le maree, il Sole non basta a giustificarle.

Le domande balzane potrebbero continuare quasi all’infinito, ma comunque seuendo la logica cadrebbero tutte perché l’esistenza della luna è documentata dall’alba dei tempi da ogni popolazione ben prima dell’invenzione degli ologrammi. Escrione di Samo, poeta greco del quarto secolo avanti Cristo, la chiamava “Il bel sigma del cielo” con riferimento alla somiglianza di forma fra la luna crescente e la suddetta lettera dell’alfabeto greco e Luciano di Samosata, scrittore di origine siriana del secondo secolo avanti Cristo, immagginò nella sua “Storia vera” un fantastico viaggio oltre le colonne d’Ercole in cui il protagonista arriva addirittura a giungere sulla Luna ed a conoscere i suoi abitanti, i seleniti.

La luna artificiale

La Luna è da sempre la silenziosa compagna della Terra. Ma nonostante le ripetute missioni spaziali resta tuttora un affascinante mistero.

Così, negli anni sono sorte ipotesi certamente affascinanti anche se difficilmente riscontrabili, come quella di Michael Vasin e Alexander Shcherbakov, membri dell’Accademia Sovietica delle Scienze che nel 1970 ipotizzarono che il nostro satellite potesse in realtà essere una sorta di “guscio” contenente al suo interno uno scafo interno. Vasin e Shcherbakov ipotizzarono che il nostro satellite potesse essere in passato stato utilizzato come base da una civiltà aliena capace di fondere le rocce lunari e creare grandi cavità all’interno della Luna. I due accademici sovietici,a sostegno della propria teoria, citavano una serie di problemi legati alle principali teorie sulla formazione della Luna stessa. La Luna, si pensava, potrebbe essere stata una volta parte della Terra, da questa espulsa da un qualche tipo di forza. Oggi la teoria più accreditata è quella che sostiene, a grandi linee, che la Luna sia quanto rimane di un pianeta che impattò la Terra nella fase finale della sua formazione. ma potrebbe, come ancora credono alcuni, essersi formata autonomamente dalla stessa nube di polveri e gas che diede origine alla Terra, finendo poi per essere catturata dal nostro pianeta e divenendone il satellite naturale.

Infine la Luna potrebbe essersi formata autonomamente lontano dalla Terra venendo poi grazie ad una complessa interazione tra le forze gravitazionali catturata dal nostro pianeta fino ad entrare in un orbita geocentrica perfettamente circolare.

Se la Luna fosse stata “lunaformata” da una civiltà extraterrestre o perché no da un’antica civiltà evolutasi sulla Terra tutti questi problemi si risolverebbero e si spiegherebbero? Solo teorie che non hanno molto credito in ambito accademico. Vediamo come sarebbe la Terra senza la Luna, scopriremo cose molto interessanti.

La Luna è di colore grigio, ha un diametro di 3.475 Km e orbita attorno alla Terra a una distanza che varia da 363.104 Km al perigeo a 405.696 Km all’apogeo.

Se la Luna non ci fosse, la Terra sarebbe meno ospitale di oggi. Per dire, il giorno durerebbe solo sei ore perchè le maree causate dalla Luna e l’interazione gravitazionale reciproca rallentano lentamente la rotazione della Terra le maree infatti dissipano energia, la Luna si allontana e la Terra rallenta la sua rotazione. La lunghezza del giorno aumenta oggi di 2.3 millisecondi ogni secolo e la distanza che ci separa da essa cresce di 3.8 cm all’anno

L’asse della Terra e la stessa rotazione senza l’effetto stabilizzatore della Luna sarebbero instabili perché il nostro pianeta sarebbe più sensibile agli effetti mareali degli altri pianeti e del Sole. Il clima sarebbe instabile, con periodi di caldo intenso alternati a periodi di freddo intenso con cambiamenti molto bruschi. Anche le maree sarebbero molto meno intense cambiando l’aspetto e la fauna delle coste e delle foci dei fiumi. Il ciclo delle stagioni probabilmente non esisterebbe e non avremo cicli agricoli e le stagioni stesse si misurerebbero in anni invece che in mesi.

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