Sunday, 18 Nov 2018

I pareli o cani solari

di Oliver Melis

Tra i fenomeni osservabili nel cielo ne possiamo citare uno veramente particolare che, da qualcuno meno accorto, può essere scambiato per un UFO, idea rafforzata anche dal fatto che il fenomeno è stato spesso raffigurato nei propri dipinti da artisti famosi. Stiamo parlando del fenomeno del parelio.

Questo fenomeno è stato osservato e dipinto, ad esempio, da Vincent Van Gogh nel quadro chiamato: “il mitico campo di grano con volo di corvi” Van Gogh, in quest’opera, raffigurò il raro fenomeno atmosferico noto anche con il nome di “cani solari

Il dipinto del pittore olandese Vincent van Gogh, realizzato nel 1890 e conservato al Van Gogh Museum di Amsterdam

Un altro parelio, ancora più famoso, lo ritroviamo in un dipinto della città di Stoccolma che raffigura il fenomeno dei cani solari verificatosi il 20 aprile 1535 quando il cielo fu attraversato per un’ora da cerchi bianchi e archi luminosi che apparvero attorno al sole. Tra la popolazione spaventata dal fenomeno si sparsero voci secondo cui il fenomeno era un presagio dell’imminente vendetta divina sul re Gustavo I di Svezia che aveva introdotto il Protestantesimo.

Questo dipinto che raffigura la città di Stoccolma è il primo a rappresentare il fenomeno atmosferico, Vädersolstavlan, “il dipinto del sole meteorologico” in svedese, datato 1535 del quale ne resta una copia datata 1636 conservata oggi nella Cattedrale di Stoccolma. L’originale fu commissionato da  Olaus Petri, una delle personalità pià note e influenti in campo religioso e culturale del XVI secolo. Vädersolstavlan è lo sfondo scelto per la banconota da 1000 corone svedesi.

Ma cosa è il parelio? Quando e come si verifica il fenomeno?

E’ una manifestazione “ottico atmosferica dovuta alla rifrazione della luce solare da parte dei piccoli cristalli di ghiaccio sospesi nell’atmosfera e che solitamente costituiscono i cirri”. I pareli appaiono come macchie luminose e colorate nel cielo, a circa 22° o più sulla sinistra e/o destra del Sole.

I cristalli di ghiaccio responsabili di questo fenomeno sono di forma esagonale e spessi da 0,5 mm a 1 mm. Questi cristalli, fungendo da prismi, rifrangono la luce del sole in molte direzioni, ma con un minimo angolo di deviazione di circa 158°, che causa la formazione di pareli a circa 22° gradi dal Sole. La rifrazione dipende dalla lunghezza d’onda, così i pareli hanno la parte interna rossa e altri colori nelle parti più esterne, smorzati dalla reciproca sovrapposizione. Anche l’altezza del Sole è importante: i pareli si allontanano da esso al crescere della sua altezza. I pareli vengono avvistati come corti archi alla stessa altezza del Sole, perché i cristalli di ghiaccio si allineano di preferenza in direzione approssimativamente orizzontale, secondo effetti di trascinamento aerodinamico.

Nonostante spesso siano molto meno vividi e più diffusi di quelli mostrati in foto, i pareli sono in realtà piuttosto comuni, ma sfuggono spesso alla vista perché bisogna guardare nella direzione del Sole reale perché si possa individuarli.

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