Monday, 19 Nov 2018

Dove sono finiti i filmati delle missioni Apollo?


di Oliver Melis

E’ la notte fra il 20 e 21 luglio del 1969 e l’umanità ha in Neil Armstrong e Buzz Aldrin i primi ambasciatori sul suolo lunare. Il mondo vede l’evento in diretta Tv, una sfida tecnologica per l’epoca impressionante.

La Luna è a circa 400.000 chilometri di distanza dalla Terra e gli astronauti utilizzano un trasmettitore TV alimentato a batterie e con un’antennina parabolica da un metro di diametro, il segnale televisivo ed i tecnici della NASA a terra devono fare l’impossibile per riuscire a trasmettere e ricevere i segnali.

All’epoca si deve optare per un compromesso, il bianco e nero invece del colore, immagini a 32 linee di risoluzione invece delle 526 utilizzate dal sistema NTSC USA e dieci fotogrammi per secondo invece dei normali 30. Il risultato è un segnale che deve essere convertito in normale formato televisivo che viene ottenuto puntando una telecamera verso uno schermo che mostra le immagini che arrivano dal suolo lunare cosi da trasmettere il segnale in tutto il mondo, purtroppo con una notevole perdita di qualità.

Le immagini che vengono effettivamente ricevute dalla Luna tramite le grandi antenne di Goldstone (California) Honeysuckle Creek e Parkes (Australia) sono molto, molto più nitide di quelle che arrivano alla fine sugli schermi dei telespettatori.

La NASA decide di registrare la missione presso i centri di ricezione, usando un apposito videoregistratore in grado di registrare il segnale fuori standard che arriva dalla Luna utilizzando bobine di nastro da un pollice che durano quindici minuti ciascuna. Queste bobine offrirebbero una visione molto più nitida dello sbarco rispetto a quella che in genere vediamo in Tv.

Ma c’è un problema, la NASA ha perso le bobine. Le immagini contenute nelle bobine, circa 700 scatoloni riguardanti diverse missioni non sono disponibili e essendo passati diversi decenni le bobine possono rovinarsi irrimediabilmente.

La caccia ai nastri, inizialmente condotta in modo amatoriale è stata presa in carico dalla NASA che ha spulciato gli immensi archivi del  Goddard Space Flight Center a Greenbelt, nel Maryland.  il 16 luglio 2009 la NASA ha dichiarato che i nastri furono cancellati alcuni anni dopo, perché le immagini della diretta furono registrate insieme alla telemetria dei veicoli spaziali Apollo e non furono quindi etichettate come materiale da conservare per sempre. Le bobine di nastro costavano non poco e alla fine delle missioni Apollo il budget della NASA fu ridotto drasticamente, imponendo il riciclaggio dei nastri.

Una fine assurda e quasi incredibile per dei documenti di portata storica ma, purtroppo, vera.

Vogliamo comunque rassicurare i tanti complottisti che accusano la NASA di non essere mai arrivata sulla Luna o di nascondere UFO, basi aliene o monumenti, le immagini cancellate non mostrano nulla che non sia già stato visto, l’impresa degli astronauti americani è stata vista in diretta da milioni di persone ed esistono i filmati di seconda generazione, riprese effettuate come abbiamo spiegato, purtroppo di qualità inferiore rispetto alle immagini perdute.

Fonti: La Stampa, Il Disinformatico

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