Friday, 21 Sep 2018

L’epic fail delle sonde Viking

Oltre 40 anni fa, una missione della NASA potrebbe aver distrutto accidentalmente quella che sarebbe stata la prima scoperta di molecole organiche su Marte, secondo quanto riporta il sito New Scientist.

Il recente annuncio della NASA secondo il quale il rover marziano Curiosity ha scoperto molecole organiche tipiche della vita come la conosciamo nel sottosuolo di Marte, è solo una conferma a quanto scoprì lo stesso rover già nel 2014. Il problema è che, come sappiamo, Marte è continuamente bombardato da meteoriti ricche di carbonio per cui gli scienziati sospettano da decenni che su Marte vi siano sostanze di natura organica. Pochi si ricordano, tuttavia, di quanto i ricercatori rimasero sbalorditi nel 1976, quando la NASA inviò i due lander Viking  su Marte attrezzati per rilevare sostanze organiche e non fu, invece, rilevato nulla.

I risultati negativi dei test effettuati dai Viking lasciarono completamente spiazzati gli scienziati di allora, i quali erano ocnvinti che, per quanto se ne potesse sapere all’epoca, quantomeno sostanze organiche di origine meteoritica avrebbero dovuto essere rilevate nel suolo marziano.

Una possibile spiegazione venne ipotizzata solo quando il lander della NASA Phoenix trovò tracce di perclorato su Marte nel 2008. Il perclorato sulla Terra viene usato per produrre fuochi d’artificio perchè brucia e diventa fortemente esplosivo alle alte temperature. Ovviamente il suolo marziano è freddo e poichè lo spettrometro di massa gascromatografo  (GCMS) che effettuava le analisi a bordo dei lander Viking 1 e 2 ha dovuto riscaldare i campioni di suolo marziano per trovare molecole organiche è estremamente probabile che il perclorato sciolto nel terreno abbia bruciato qualsiasi sostanza organica presente nei campioni sottoposti a questo processo.

Ovviamente, questo poteva significare tutto e nulla. Il perclorato poteva avevr distrutto eventuali molecole organiche nei campioni di terreno marziano esaminate dai Viking ma poteva anche darsi che quei campioni non contenessero proprio nulla.

La varietà di molecole organiche scoperte di recente da Curiosity comprende il clorobenzene. Questa molecola si produce quando molecole di carbonio si bruciano con il perclorato e questo, sempre secondo quanto riferisce New Scientist, ha rafforzato il sospetto che un incidente simile possa avere distrutto le prove organiche rilevate dai Viking.

In un nuovo studio, pubblicato a giugno sul Journal of Geophysical Research: Planets, Melissa Guzman del centro di ricerca LATMOS in Francia, McKay e una manciata di collaboratori hanno rivisitato i dati del lander Viking per vedere se, allaluce delle nuove scoperte, potesse emergere qualcosa.

Secondo i dati esaminati da questo team, i landers Viking già rilevarono la presenza di clorobenzene.

Anche questa scoperta, tuttavia, non è definitiva, tanto che gli stessi membri del team si sno divisi sul suo significato: Secondo alcuni si tratta della pistola fumante che dimostra che i Viking trovarono tracce organiche ma le distrussero durante le analisi, secondo la Guzman, invece, il clorobenzene potrebbe provenire dalla Terra portato dalle apparecchiature NASA.

Un astrobiologo del Goddard Space Flight Center della NASA, Daniel Glavin, non coinvolto nello studio, ha dichiarato a New Scientist, dopo averlo esaminato, che quest’ultima scoperta chiude ogni discorso: I Viking trovarono tracce di molecole organiche e le distrussero.

Saranno le due nuove missioni di NASA ed ESA, Mars 2020 e Exomars 2020, previste per il 2020 che potranno mettere un punto a questo discorso. In particolare, il rover dell’ESA che sarà attrezzato per effettuare prelievi di terreno fino a 2 metri di profondità e analizzare i campioni in modo di non distruggerli.

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