Sunday, 18 Nov 2018

Autismo: secondo un nuovo studio potrebbe essere collegato al microbioma della madre

Negli ultimi anni sono state pubblicate sempre più ricerche che rivelano quanto sia fondamentale il nostro microbioma intestinale per la nostra salute. Può influenzare tutto, dalla nostra risposta alla paura e agli stimoli negativi, al nostro peso  e  alla salute mentale, al fatto di sviluppare o meno malattie autoimmuni  come il  lupus  e il diabete di tipo 1 .

Ora, un nuovo studio pubblicato su  The Journal of Immunology  ha trovato un collegamento tra il microbioma intestinale e l’autismo utilizzando studi sugli animali. Tuttavia, non è il microbioma del neonato che influenza lo sviluppo dell’autismo bensì, dicono i ricercatori, la causa è il microbioma della madre.

Il microbioma può modellare il cervello in via di sviluppo in vari modi.” Secondo quanto dichiarato in un comunicato dal dott. John Lukens, ricercatore e dottorando presso la School of Medicine dell’Università della Virginia.

Il microbioma è molto importante per la calibrazione di come il sistema immunitario della prole reagirà a un’infezione o a lesioni o stress.

Per quanto riguarda l’autismo, questo collegamento può giungere a una particolare molecola chiamata interleuchina-17a (o IL-17a), che è prodotta dal sistema immunitario. La molecola è già stata associata a condizioni come l’artrite reumatoide, la sclerosi multipla e la psoriasi e ha dimostrato di svolgere un ruolo importante nella prevenzione delle infezioni, in particolare quelle di tipo fungino. È importante sottolineare che può anche influenzare il modo in cui il cervello si sviluppa nel grembo materno

Per testare l’ipotesi che l’autismo possa essere scatenato dalla molecola di IL-17a, il team ha inibito IL-17a nei topi di laboratorio. I ricercatori hanno reclutato topi femmina da due laboratori separati, i topi provenienti dal primo laboratorio avevano la microflora contenuta nell’intestino che li rendevano inclini a una risposta infiammatoria indotta da IL-17a, mentre quelli dal secondo laboratorio (gruppo di controllo) no.

Quando la molecola IL-17a è stata bloccata artificialmente (prevenendo le risposte infiammatorie indotte da IL-17a), i cuccioli di entrambi i gruppi di topi sono nati con comportamenti neuro-tipici. Quando, invece, IL-17a non è stata inibita, i cuccioli nati da madri nel primo gruppo hanno sviluppato una condizione di sviluppo neurologico autistico, che ha influenzato comportamenti sociali e ripetitivi. 

Per confermare che ciò era dovuto alla microflora unica del gruppo, i ricercatori hanno eseguito un trapianto fecale su topi del secondo gruppo utilizzando le feci dei topi del primo gruppo. L’idea era di sostituire la microflora del secondo gruppo rendendola simile a quella del primo. Come previsto, dopo l’intervento anche i cuccioli del secondo gruppo hanno sviluppato una condizione di sviluppo neurologico simile all’autismo

Questi sono studi preliminari ma offrono una strada interessante da esplorare per quanto riguarda la ricerca sull’autismo e forniscono una forte evidenza che la salute dell’intestino della madre gioca almeno un ruolo nell’insorgenza delle condizioni dello sviluppo neurologico . 

Il passo successivo, secondo Lukens, è capire se si possono rilevare correlazioni simili negli umani e capire cosa si trova nel microbioma delle madri con figli autistici di diverso rispetto alle altre madri. Ci sono anche molte altre molecole potenziali colpevoli da esaminare, e, come sappiamo una ricerca ha trovato addirittura una correlazione tra autismo e nonna fumatrice, quindi i fattori potenzialmente implicati potrebbero essere molti o tutt’altri. Queste correlazioni potrebbero anche essere frutto di coincidenze anche se lo stdio del dott. Lukens è particolarmente suggestivo proprio perchè l’interazione tra fattori infiammatori e autismo sembra provata, almeno nei topi. IL-17a potrebbe essere solo un pezzo di un puzzle molto più grande.

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