Thursday, 20 Sep 2018

Una flora batterica intestinale sana sembra alleviare nel tempo i sintomi dell’autismo

Solo pochi giorni fa abbiamo pubblicato una notizia sui risultati di uno studio relativo alla correlazione tra autismo e microbioma materno.

Troviamo oggi notizia di un ulteriore studio in base al quale sottoporre i bambini con autismo ad un trapianto fecale per dotarli di un mix più sano di batteri intestinali permette di migliorare i sintomi comportamentali fino a due anni dopo la fine del trattamento.

La scoperta sembra rafforzare la connessione tra i problemi della pancia e l’autismo e fornire ulteriori prove che il microbioma intestinale, i batteri che compongono la flora batterica intestinale, può influenzare il comportamento.

Siamo ancora molto lontani dal poter dire che esiste una cura per l’autismo“, ha dichiarato Michael Hylin, neuroscienziato della Southern Illinois University di Carbondale “Ma penso che sia un approccio promettente che vale la pena approfondire. “

I bambini con disturbi dello spettro autistico spesso hanno problemi gastrointestinali. In un precedente studio, l’ingegnere ambientale Rosa Krajmalnik-Brown ed il suo team dell’Arizona State University di Tempe, hanno scoperto che i bambini con autismo hanno meno varietà di batteri nel loro intestino rispetto ai bambini che con uno sviluppo neurocognitivo tipico. In molti di questi bambini sembrano mancare i batteri Prevotella , che possono aiutare a regolare le azioni del sistema immunitario. I ricercatori si sono chiesti se alterare il cocktail di microbi intestinali dei bambini fornendoli di un mix più vario e più sano avrebbe potuto aiutare a risolvere sia i problemi digestivi che i sintomi comportamentali associati all’autismo.

In un piccolo studio su 18 bambini e adolescenti con autismo, gli scienziati hanno somministrato trapianti fecali da donatori sani per otto settimane. Durante il trattamento e nei due mesi successivi, i giovani pazienti hanno avuto meno problemi gastrointestinali, tra cui diarrea, stitichezza, dolore addominale e indigestione rispetto a prima della terapia. Anche i sintomi dell’autismo, come l’iperattività, le azioni ripetitive e l’irritabilità, sono migliorati e si è deciso di sottoporre i bambini trattati ad un follow-up biennale per verificare la durata dei benefici.

Krajmalnik-Brown ha annunciato i risultati dell’osservazione dello studio di follow-up biennale il 10 luglio alla Beneficial Microbes Conference. Secondo i dati presentati, a due anni e due mesi dalla fine del trattamento di trapianti fecali, i bambini avevano mantenuto quasi tutto il microbioma acquisito durante il trattamento e, anzi, la varietà dei batteri intestinali dei bambini era ancora maggiore rispetto al momento della fine della terapia.

Alcuni problemi allo stomaco dei bambini sono risultati leggermente peggiorati ma, in media, i punteggi sulla scala dei sintomi gastrointestinali sono stati ancora superiori del 60 percento rispetto a prima che i bambini ricevessero i trapianti. La vera sorpresa è stata che i sintomi di autismo nei bambini erano costantemente dimnuiti nei due anni dopo la fine della terapia. C’è, però, da dire, che il numero di pazienti su cui è stato effettuato lo studio risulta ancora troppo piccolo per essere probatorio.  

I bambini sottoposti allo studio avevano dai 7 ai 17 anni quando è iniziato il trattamento. 

Iniziare il trattamento su bambini in in età giovanissima sarebbe l’ideale ma i ricercatori non hanno ottenuto l’approvazione per condurre la ricerca su bambini più piccoli.

Ora, comunque, sarà necessario provare che il miglioramento dei sintomi comportamentali sia realmente dovuto ai trapianti fecali e, per fare ciò, i ricercatori sottoporranno allo stesso tipo di terapia soggetti adulti affetti da autismo.

Riferimenti ed approfondimenti:

R. Krajmalnik-Brown et al. 2-year follow-up study reveals consistent benefits of Microbiota Transfer Therapy on autism and gut symptoms. 2018 Beneficial Microbes Conference. Madison, Wis. July 10, 2018.

D.-W. Kang et al. Microbiota Transfer Therapy alters gut ecosystem and improves gastrointestinal and autism symptoms: an open-label study. Microbiome. Vol. 5, January 23, 2017. doi:10.1186/s40168-016-0225-7.

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