Thursday, 13 Dec 2018

La scoperta del lago subglaciale su Marte cambia le prospettive dell’esplorazione di Marte e della ricerca della vita extraterrestre in generale

La scoperta di un lago di acqua allo stato liquido 1500 metri sotto la superficie del polo sud di Marte ha reso, sicuramente, la ricerca della vita su Marte molto più intrigante ed interessante.

Dall’invio delle prime sonde sovietiche e americane, passando poi per le missioni Viking fno agli attuali lander e rover, gli scienziati hanno studiato il pianeta arido e polveroso e si sono concentrati sulla ricerca di regioni in cui la vita avrebbe potuto radicarsi miliardi di anni fa , quando il clima marziano era più caldo e più umido. Ma il 25 luglio, i ricercatori hanno annunciato di aver individuato i segni di un grande lago di acqua liquida, nascosto in profondità sotto agli spessi strati di ghiaccio del polo sud del pianeta rosso.

Se l’esistenza del lago venisse confermata, potremmo aver trovato un ambiente adatto per la sopravvivenza di forme di vita microscopica.

Questa scoperta cambia di molto la prospettiva degli astrobiologi, che già erano preoccupati che eventuali batteri o funghi terrestri sfuggiti ai processi di sterilizzazione dei lander e dei rover possano prendere piede, adattandosi all’ambiente marziano, spaqzzando via l’eventuale vita esistente.

Ma come può la scopertaa di una lago sotterraneo a modificare le prospettive della ricerca della vita su Marte?

Potrebbe davvero esserci qualche forma di vita autoctona in quel lago? Per la maggior parte dei microbi terrestri costituirebbe un ambiente molto difficile ma eventuali microbi marziani avrebbero avuto molto tempo per adattarsi partendo da condizioni più favorevoli diventate, lentamente, più difficili ma, come sappiamo, la vita sulla Terra riempie ogni nicchia che riesce a trovare, dai cristalli delle caverne ai deserti. Certo, la capacità di sopravvivere delle forme di vita terrestri sembra fermersi a temperature intorno ai -40 ° C mentre La calotta di ghiaccio di Marte è a circa -68 ° C. Insomma, è un ambiente molto freddo, più freddo di qualsiasi ambiente sulla Terra in cui crediamo che la vita possa avere un metabolismo attivo e  replicarsi.

Sappiamo, però, che alcune forme di vita terrestri, anche multicellulari, sono in grado, quando le condizioni ambientali diventano sfavorevoli, di mettersi in una specie di animazione sospesa, sopravvivendo indefinitamente in attesa che le condizioni tornino ad essere più favorevoli.

Il lago sembra contenere molta acqua. Ma perché l’acqua sia liquida a temperature così fredde, deve essere estremamente salata. “Sulla Terra, questo tipo di miscele salate presenta importanti sfide agli organismi viventi“, ci fa sapere lo scienziato planetario Jim Bell dell’Arizona State University di Tempe, presidente della Planetary Society. “Anche i batteri ‘estremofili’ che possono vivere in acque altamente salate potrebbero non essere in grado di sopravvivere in quell’ambiente.

Ma potrebbero esserci forme di vita marziane in quel lago? Secondo gli scienziati, ammesso che la vita sia mai nata su Marte, è possibile che si sia adattata a sopravvivere in quell’ambiente.

Se nel passato di Marte c’è stata la vita, alcuni organismi potrebbero essersi adattati ai cambiamenti climatici in corso ed essere sopravvissuti, magari in animazione sospesa come fano alcuni nostri batteri e microroganismi, in attesa di un miglioramento della situazione.

Sospettiamo che almeno due Lune del sistema solare, Europa ed Encelado, potrebbero avere sviluppato forme di vita in grado di prosperare nei gelidi oceani nascosti sotto la crosta di ghiaccio che ricopre questi corpi celesti. Il sospetto si basa sul fatto che le nostre sonde hanno rivelato negli sbuffi dei geyser di queste lune che spruzzano materiale nello spazio, la presenza di composti organici sospettati di essere il frutto del metabolismo di possibili forme di vita. Per gli scienziati, Marte presenta un grande vantaggio rispetto alle lune ghiacciate di Saturno e Giove: ci siamo già approdati con mezzi robottizzati in grado di svolgere analisi chimiche e fisiche ed altri vi arriveranno nel giro di pochi anni. Andare su Marte è un viaggio relativamente veloce di circa 4-11 mesi e l’atmosfera del pianeta, sia pur rarefatta, rende l’atterraggio molto più semplice rispetto alle minuscole lune senz’atmosfera.

Ora, la grande domanda è se il lago individuato nel polo sud di Marte abbia qualche tipo di contatto con la superficie che potrebbe diventare una via d’accesso per aventuali contaminazioni batteriche. Sulla luna di Saturno Encelado e sulla luna di Giove Europa, acqua liquida viene, letteralmente, spruzzata nello spazio da potenti geyser che erompono dagli oceani sotto la crista di ghiaccio attraverso grandi crepe che si formano nella crosta a causa degli effetti dirompenti delle interazioni gravitazionali con altre lune e, soprattutto, con i grandi pianeti attorno ai quali orbitano.

I pennacchi di ghiaccio e acqua che erompono dalla superficie di queste lune potrebbero rendere il campionamento degli oceani relativamente semplice: un veicolo spaziale potrebbe riuscire a raccogliere dei campioni volando attraverso il pennacchio durante un flyby. Ovviamente, se ci sono fratture nel ghiaccio attraverso le quali l’acqua sottostante esce all’esterno, significa che ci sono letteralmente delle “porte” attraverso le quali eventuali batteri sfuggiti alla sterilizzazione, arrivati sulla luna con un nostro lander, potrebbero penetrare nell’ambiente e contaminarlo.

Su Marte, per ora, nessun veicolo spaziale è atterrato nei pressi dell’area sotto la quale è stato scoperto il lago ma una tempesta di polvere globale come quella che sta attualmente imperversando sul pianeta e che ha messo fuori combattimento il rover Opportunity, potrebbe trasportare eventuali contaminanti in qualsiasi punto del pianeta e sappiamo che queste tempeste globali tendono a ripetersi ogni 6 -8 anni.

Sostanzialmente, dobbiamo sperare che il lago non abbia collegamenti diretti con la superficie perchè sappiamo che non siamo in grado di sterilizzare al 100% le macchine che inviamo nello spazio e che alcuni tipi di batteri riescono a sopravvivere nello spazio. Perfino nel vuoto della nostra Luna un rhinovirus riuscì a sopravvivere all’interno di una cinepresa lasciata in superficie dagli astronauti dell’Apollo 11 e recuperata due anni dopo da una missione successiva.

È anche vero, però, che per indagare fisicamente su cosa contiene il lago di Marte dovremo trivellare.

Ma trivellare senza contaminare è abbastanza difficile. Sulla Terra, abbiamo trovato un lago simile a questo (ne abbiamo trovati anche altri e li chiamiamo subglaciali), il lago Vostok in Antartide. I sondaggi effettuati su questo lago da scienziati russi hano dato dei risultati controversi perchè apparentemente è stato individuato un florido ecosistema nelle acque glaciali di quel lago ma poi è uscito fuori che i campioni prelevati erano stati contaminati dal fluido usato per la perforazione.

Trivellare il ghiaccio del polo sud marziano per ameno 1500 metri costituirà una sfida inedita per i tecnici della NASA ed è un’operazione che potrebbe trovare l’opposizione della comunità scientifica se non fosse possibile garantire l’assoluta sterilità dell’operazione.

Potremmo anche essere fortunati e, prima di essere in grado di effettuare perforazioni nel ghiaccio marziano, ed avere la conferma della presenza della vita atraverso la rilevazione del metano atmosferico prodotto dal metabolismo di eventuali forme di vita. Abbiamo scoperto che le concentrazioni atmosferiche di metano su Marte variano con cadenza stagionale con un aumento notevole durante la primavera e l’estate marziana. Una conferma di questo dato potrebbe costituire una prova certa. ExoMars Trace Gas Orbiter dell’Agenzia spaziale europea, sta raccogliendo dati sul metano nell’atmosfera di Marte da aprile. Secondo il professor Roberto Orosei dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Bologna, capo del team che ha rilevato la presenza del lago sotto la superficie del polo sud di Marte utilizzando lo strumento MARSIS, uno speciale radar montato sulla sonda Mars Express, “ExoMars potrebbe trovare una pistola fumante, per così dire. L’associazione tra la presenza di acqua liquida e un aumento della concenrazione di metano che potrebbe derivare dal metabolismo di microrganismi sarebbe una prova molto, molto eccitante che qualcosa di molto interessante sta succedendo su Marte“.

Fonte: Sciencenews

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