Monday, 22 Oct 2018

Un nuovo potentissimo lampo di onde radio dallo spazio profondo

Il nostro universo pullula di luce invisibile. Oltre lo spettro visibile, lo spazio è un colorito pasticcio di segnali radio e microonde sparati da “soli” lampeggianti, stelle che collassano, scoppiettanti campi magnetici, nubi di polvere roventi e buchi neri ribollenti.

Poi, c’è la luce che nessuno capisce – misteriose, fortissime scintille di energia che attraversano miliardi di anni luce in tutto l’universo da origini sconosciute, per ragioni sconosciute.

Impulsi intermittenti come questi sono chiamati Fast Radio Burst (FRB), perché possono durare solo pochi millisecondi. La mattina del 25 luglio, una lampo di onde radio di questo tipo è stata rilevata dal nuovo radiotelescopio costruito sulle montagne della Columbia britannica, in Canada, registrando una delle più rare frequenze radio mai rilevate.

Secondo una dichiarazione rilasciata su The Astronomer’s Telegram (una bacheca di osservazioni astronomiche pubblicate da scienziati accreditati), il segnale misterioso, denominato FRB 180725A, era trasmesso nelle frequenze basse, fino a 580 megahertz, quasi 200 MHz più in basso di qualsiasi altro FRB mai rilevato.

Questi eventi si sono verificati sia di giorno che di notte, ed i loro orari di ricezione non sono correlati ad attività locali note o ad altre fonti conosciute“, ha scritto Patrick Boyle, autore del rapporto pubblicato su Astronomer’s Telegram e direttore del Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment (CHIME), il radiotelescopio che ha rilevato il nuovo strano segnale.

Le pulsazioni veloci e a bassa frequenza del segnale suggeriscono che vi sia stata esplosione estremamente luminosa proveniente da una fonte incredibilmente potente da qualche parte nello spazio. Lo studio di questo peculiare segnale potrebbe dare agli astronomi migliori indizi su come si formano queste onde radio extragalattiche e da dove provengono.

Le Fast Radio Bursts sono estremamente luminose ma data la loro breve durata e l’origine posta a grandissime distanze, non abbiamo mai identificato con certezza una possibile fonte naturale“, ha spiegato Avi Loeb, astrofisico presso l’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, l’anno scorso in un comunicato.

Secondo Loeb vale la pena considerare una “origine artificiale” di questi segnali (cioè un’ intelligenza extraterrestre). Altre ipotesi sulle possibili origini includono supernove, buchi neri supermassicci o altre potenti fonti di radiazioni elettromagnetiche, come le pulsar.

Gli FRB rimangono un mistero assoluto per gli astronomi e attirano abitualmente la curiosità dei cacciatori alieni. I segnali sono estremamente brevi e arrivano da fonti estremamente lontane nello spazio; riuscire ad individuare l’origine precisa di questi elusivi impulsi radio non è un’impresa facile. Peraltro, sono solo una quarantina gli FRB rilevati da quando sono stati scoperti per la prima volta nel 2007, quindi la ricerca su di essi rimane scarsa.

In ogni caso, nonostante la relativa rarità degli FRB, sono probabilmente un normale evento cosmico, come ha detto a The Daily Mail Christopher Conselice, professore di astrofisica all’Università di Nottingham. I FRB potrebbero persino raggiungere il nostro pianeta migliaia di volte al giorno senza che noi potremmo accorgercene perchè non abbiamo ancora abbastanza strumenti in ascolto per essere certi di rilvarli tutti.

CHIME, l’ultimo radiotelescopio ad averne rilevato uno, è stato progettato per rilevare le antiche onde radio provenienti dall’l’universo neonato. In pratica, è stato progettato per acoltare i primi vagiti dell’universo, emessi oltre 11 miliardi di anni fa.

Fonte: Live Science

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