Monday, 20 Aug 2018

Fratture provocate volontariamente per truffare le assicurazioni: l’abiezione umana non ha limiti

Ci sono notizie che lasciano senza fiato e fanno pensare a che non c’è limite ai livelli di abiezione che può raggiungere l’animo umano.

Da Palermo un gruppo di persone aveva organizzato una truffa alle assicurazioni; la novità nel sistema era che i falsi incidenti erano caratterizzati da fratture vere provocate a persone reclutate tra tossicodipendenti, alcolisti o non abbienti

Francesca Calvaruso, una delle persone, che ha accettato di partecipare alla truffa in veste di “vittima ha raccontato che le hanno proposto di essere pagata 300 euro se fosse stata disposta a farsi rompere un solo arto, 1000 euro se avesse accettato che le venissero rotti tutti gli arti.

Accettata la proposta la donna fu portata in un magazzino abbandonato in aperta campagna dove tre persone la stavano attendendo per procedere al fine di procurarle le fratture.

Fatta distendere sul pavimento, alla donna fu gettato prima sul piede e poi sul braccio, un peso da palestra, di quelli rotondi che si montano sui bilancieri.

Finita l’operazione gli aguzzini presero in braccio la donna e la fecero sedere sul sedile anteriore passeggero di un Fiat Panda celeste”.

Un altro ragazzo Alessio ha raccontato di essere stato fatto sdraiare a terra sul fianco sinistro, con la gamba destra appoggiata su due pietroni. Dopo pochi secondi un trolley pieno di blocchi di pietra fu cadere sulla sua gamba. Successivamente, una signora di circa 40 anni, piuttosto robusta gli praticò quella che doveva essere un’anestesia, però il dolore rimase, forte ed insopportabile. A quel punto, fu portato e lasciato al luogo stabilito per l’incidente simulato.

Infatti le vittime venivano lasciate a terra o fatte sdraiare sulle strisce pedonali, in attesa di falsi investitori e falsi testimoni con i mezzi già pronti.

Questa dura cronaca rappresenta solo due dei tanti casi di chi ha accettato di farsi rompere braccia e gambe per racimolare qualche euro.

L’aspetto più inquietante della vicenda è la naturalezza con la quale persone normali abbiano messo a punto una organizzazione dell’orrore per perseguire un illecito guadagno.

Questa non è una storia criminale come le altre perché in questi criminali si rivedono, in piccolo, l’indifferenza alla sofferenza ed il compiacemento che dimostravano i nazisti nell’infkiggere dolore e morte in chi consideravano inferiore.

I media hanno sottovalutato questa notizia, dal momento che, al di là dei semplici servizi di cronaca dei telegiornali, nessuno ha sentito il bisogno di approfondire la tematica.

Eppure essa segna la fine di ogni traccia di umanità e testimonia la presenza di esseri mossi solo da un fine utilitaristico, per perseguire il quale non esistano ad infliggere fratture gravi a esseri umani e non si sono fermati nemmeno quando uno degli incidenti ha provocato la morte di un malcapitato.

Viene da chiedersi a cosa serva la politica se non interviene con fermezza, perchè la Chiesa non senta il bisogno di far sentire la propria voce di fronte a vicende in cui trionfano cattiveria e crudeltà, in cui si fatica a riconoscere gli esseri umani come tali.

Dal profondo, di fronte a fatti come questo viene da chiedersi se sia iniziato l’Armageddon e non l’abbiamo capito. Se questo sia l’Inferno.

Fortunato Vadalà per Reccom Magazine

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