Thursday, 20 Sep 2018

India, l’inferno delle donne bambine

di Fortunato Vadalà

L’India affascinante e misteriosa è un paese che tutti sognamo di visitare e tutti restiamo affascinati dalle espressioni e dai molteplici colori della cultura indiana. Bolliwood, l’informatica, i tessuti, l’India, vista da lontano, sembra forse il più occidentale e moderno dei paesi asiatici eppure, dietro la superficiale modernità resiste ancora la struttura delle caste e la condizione femminile, tranne rari casi limitati ai quartieri migliori delle grandi città, è peggio che medievale.

In certi paesi africani, le bambine vengono per tradizione sottoposte all’infibulazione, nascere donna in India spesso significa essere venduta da bambina e condannata a vivere in schiavitù nelle fabbriche clandestine o nei bordelli, a volte capitano anche sorti peggiori.

Alla fine di luglio, ad esempio, alcuni abitanti di Yadagirigutta, una città indiana di 13.267 abitanti situata nel distretto di Nalgonda, nello stato federato dell’Andhra Pradesh, videro una bambina di nove anni in lacrime e piena di lividi, la quale giaceva sulla soglia di una casa. Dopo una chiamata al numero indiano per le emergenze 1098, intervennero agenti della polizia e funzionari del servizio di assistenza ai minori, i quali rivolsero alcune domande alla bimba, che raccontò di aver fatto arrabbiare la madre, la quale l’aveva picchiata per insegnarle un po’ di disciplina.

Non convinti della storia raccontata dalla bambina i poliziotti sottoposero ad un interrogatorio stringente la sipposta madre, che, alla fine, confessò di aver comprato la bambina per un dollaro e che c’erano altre bambine come lei.

grazie alla confessione della donna la polizia fece un’irruzione in una casa di appuntamento, salvando quattordici bambine dalla prostituzione.

La persona che ha chiamato il 1098 ha detto che era inquietante sentire le grida delle bambine di notte ed è stato confermato che i clienti, soprattutto stranieri, proprio di notte si recavano nel bordello.

Kalyani ha confessato di aver comprato le bambine per avviarle alla prostituzione e che se esse facevano resistenza venivano brutalmente picchiate. La novità inquietante di questa brutta storia di sfruttamento dell’infanzia è il fatto che per assicurarsi che le ragazze iniziassero a guadagnare presto, gli operatori del bordello somministravano loro ormoni per accelerarne lo sviluppo fisiologico.

La polizia nell’occasione ha sequestrato 40 fiale di ossitocina e arrestato un medico. Anche unidici trafficanti di bambini sono stati arrestati, persone che, da tempo, avevano messo su una organizzazione che procurava le ragazze da vendere a sfruttatori per essere costrette a prostituirsi nella città del tempio.

Dopo l’operazione della polizia gli occupanti di almeno venti case di appuntamento sono scomparsi: almeno venticinque sono coloro che sono fuggiti riuscendo a portare con sé alcune delle bambine sfruttate.

Ecco cosa è emerso in merito al dramma vissuto dalle piccole vittime di questo squallido traffico:

Otto donne, di età compresa tra i 20 ei 60 anni, sono state arrestate con l’accusa di tratta, acquisto di minori per sfruttamento sessuale.

Le vittime sono ragazze anche di meno di 7 anni. Gli inquirenti hanno spiegato che ragazze di appena 5 anni vengono comprate e portate in questi bordelli e iscritte ad anganwadis (rifugi del governo). Prima che compiano dieci anni alle ragazze vengono iscritte al sistema previdenziale e provviste delle carte razione per far sembrare che facciano parte della famiglia. Le “madri” non sono le loro madri biologiche o adottive, sono trafficanti che si atteggiano a madri.

Si sospetta che alle giovani ragazze venga iniettata l’ossitocina per favorire la crescita fisica e la maturità. In un’incursione separata di una casa di cura a poca distanza dalla colonia, la polizia ha sequestrato 40 ampolle di ossitocina, una droga che viene utilizzata nei vitelli per spingere la loro crescita alla riproduzione precoce.

Le bambine che rifiutano di accettare le “attenzioni” dei clienti vengono picchiate e torturate, spesso anche violentate.

Le indagini che hanno portato allo smembramento della banda di trafficanti di bambine sono partite da una chiamata effettuata alla Childline (1098), una sorta di telefono azzurro, da una bambina di nove anni alla disperata ricerca di aiuto.

Nell’occasione, molti genitori di bambini scomparsi negli ultimi anni nell’Andhra Pradesh si sono precipitati a Yadadri in cerca delle loro figle, stringendo le loro fotografie. Sono circa 450 le bambine scomparse solo nei primi due mesi del 2018 nell’Andhra Pradesh, e centinaia sono quelle scomparse negli anni precedenti e i cui casi sono stati archiviati dalla polizia.

I trafficanti hanno una vasta rete in diversi posti in Telangana, Maharashtra, Karnataka, Bengala Occidentale, Odisha, Bihar e altri Stati“, ha riferito un funzionario della polizia impegnato nelle indagini in corso a Vijayawada.

Le bande organizzate operano nelle stazioni ferroviarie, alle fermate d’autobus e nei luoghi isolati, cercando bambine e ragazze, offrendo loro cioccolatini o gelati come esca.

Episodi simili sono stati riferiti anche nei distretti di Medak e Jagitiyal.

Non si tratta, però, solo di adescamento, spesso sono proprio le famiglie povere che magari di figlie ne hanno due o tre a vendere le proprie figlie per resistere ad alla povertà e alla disperazione.

L’India è più volte salita alla ribalta negli ultimi anni per i numerosissimi episodi di stupro su giovani ragazze e bambine, in almeno un caso addirittura su una neonata di sei mesi ed è, forse, il paese del mondo in cui c’è meno rispetto per le donne, ormai considerate poco più che oggetti sessuali. Le autorità stanno tentando una campagna di moralizzazione ma è difficile fare passare determinati messaggi in una cultura che ancora oggi è dominata dalla stratificazione a classi ed in cui non esiste, di fatto un ascensore sociale.

Solo nel 2015 sono stati registrati circa 11 mila casi di stupro e si stima che ve ne siano stati almeno altrettanti non denunciati. Secondo un sondaggio compiuto dalla Thomson Reuters l’India è il quarto Paese più pericoloso al mondo per le donne, ed il peggiore tra i G20 (paesi industrializzati). Un importante strato della popolazione femminile indiana continua a vivere in una condizione di discriminazione e di inferiorità rispetto agli uomini.

Anche se in costante e graduale aumento, il tasso di alfabetizzazione femminile in India è ancora inferiore a quello maschile, molto meno femmine che maschi vengono iscritti alle scuole, ed il tasso di abbandono femminile è sempre molto alto. Secondo un rapporto del 1998 i principali ostacoli all’istruzione femminile in India sono le strutture scolastiche inadeguate (ad esempio carenza o mancanza completa di servizi sanitari), la scarsità d’insegnanti donne e le discriminazioni di genere nel curriculum, infatti le donne vengono dipinte come deboli e indifese e poco adatte a ruoli di responsabilità.

I dati della polizia indiana mostrano un’alta incidenza di crimini commessi contro la componente femminile del paese. Il “National Crime Records Bureau” ha riferito che nel 2010 il tasso di crimini contro le donne è cresciuto tanto da superare il tasso di crescita della popolazione totale. Precedentemente, molti crimini contro le donne non venivano neppure segnalati alla polizia a causa dello stigma sociale legato allo stupro e alle molestie, le nuove statistiche ufficiali mostrano un drammatico aumento di numero di reati denunciati contro le donne.

Il matrimonio forzoso tra bambini è tradizionalmente diffuso in tutta l’India e continua anche ai giorni nostri: storicamente le spose bambine dovrebbero in ogni caso continuare a vivere con i genitori fino a quando non hanno raggiunto l’età della pubertà. Anche se è stato messo fuorilegge dal 1860 dagli inglesi, è ancora una pratica effettiva ed in certe regioni comunemente utilizzata.

Secondo l’UNICEF che lo scrive in un rapporto datato 2009 sulla condizione dell’infanzia nel mondo, risulta che il 47% delle giovani donne tra i 20-24 anni si sono sposate prima d’aver raggiunto l’età legale dei 18 anni, percentuale che nelle zone rurali sale al 56%. La relazione ha dimostrato inoltre che ben il 40% di tutti i matrimoni tra bambini nel mondo si verificano in India.

Il numero dei casi di violenza domestica è più elevato tra le classi socio-economiche più basse; la protezione legale delle donne da questa forma di violenza è entrata in vigore solo a partire dal 2006.

Lo stupro in India è stato descritto come uno dei crimini più comuni contro le donne e un rapporto delle Nazioni Unite lo definisce un problema nazionale. Lo stupro coniugale, a tutt’oggi, non è ancora un reato penale. Le fonti indicano che i casi di stupro in India continuano ad aumentare.

Sulla scia delle sempre più numerose aggressioni e violenze che si verificano in tutto il paese, ampi dibattiti svoltisi in varie città han rivelato che gli uomini credono che queste donne si vestano in maniera troppo provocante e che, pertanto, le vittime di stupro e molestie hanno ricevuto ciò che meritavano; in molti casi gli uomini ritengono anche che siano le donne stesse con i loro comportamenti, non importa l’età, ad incitare gli uomini a violentarle.

Ultimamente, vi sono state manifestazioni contro gli stupri cui hanno partecipato anche uomini.

Molto diffusa è una forma di molestia chiamato “Eve teasing” (il nome è un riferimento alla biblica Eva), si tratta di molestie più o meno pesanti di tipo sessuale compiute da uomini per strada o altrove sulle donne.

Insomma, la vita delle donne è difficile un po’ ovunque, in India molto di più.

Fonti:

https://www.thenewsminute.com/article/minors-injected-hormones-early-maturity-telangana-brothel-rescued-85734

https://www.thenewsminute.com/article/telangana-brothel-case-can-shelter-homes-protect-rehabilitate-rescued-minors-86535

https://www.thehindu.com/news/national/telangana/gone-girls-the-trafficked-children-of-yadadri/article24668241.ece

https://english.sakshi.com/crime/2018/07/31/yadagirigutta-prostitution-racket-busted-11-minors-rescued

Wikipedia

 

 

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